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“ Resilienza ed Utopia”, VIII Convegno del paesaggio, Agire con il paesaggio. Strategie e tattiche per l’habitat contemporaneo.
Metamorfosi dei paesaggi marginali: le sponde metropolitane. (Strategie per l’interpretazione dei paesaggi di bordo fluviali)
Lo scopo di questa ricerca è reinterpretare le relazioni antropiche e naturali che si susseguono all’interno del complesso sistema fiume-città, rintracciabile in aree marginali, poste al limite tra la città ed il suo fiume, in cui il limite diviene luogo di intervento prioritario del progetto, luogo di transizione e movimento. In questo territorio, fatto di relazioni ed eterogeneità, si incontra una parte non dichiaratamente città ed una non esplicitamente fiume.
Limite, margine, bordo assumono i connotati di sponda metropolitana, paesaggio fluviale che ha perso le sue antiche relazioni con la città e che presenta quei fattori che facilitano, per le loro peculiarità, il crescere di insediamenti poveri o informali. Aree marginali maggiormente vulnerabili ai fattori di stress di carattere: ambientale, quali i cambiamenti climatici, sociale, quali le migrazioni e gli spostamenti da campagna a città, antropico, come l’inquinamento e l’indiscriminato consumo di suolo.
Ognuno di questi fenomeni riferisce di un’interruzione di segnale, un disturbo nella comunicazione tra le parti che compongono un sistema, garantendone l’evoluzione e quindi la sopravvivenza, sovvertendo la stabilità per poi ricostruirla. Si sono ricercate, pertanto, delle strategie di interpretazione, per intervenire in questi paesaggi, per cercare di comprenderli e progettarli. La rapidità e l'intensità delle trasformazioni, che si verificano lungo queste sponde metropolitane, rese talvolta meno comprensibili, da un’informazione poco chiara e dispersiva, rende urgente trovare degli strumenti capaci di fronteggiare tali fenomeni. Strumenti, anche innovativi, del progetto architettonico e paesaggistico riferiti alle diverse categorie di rischio: quale quello idrogeologico, quello legato al clima, ed ai rischi che si
determinano per una condizione abitativa emergenziale.
Proponendo l’ipotesi-paradigma dell’Ecotone quale paesaggio marginale fluviale, si è collegato il concetto di Ecotone, con quello di dinamismo dei sistemi socio-antropici. Si sono esplorate le dinamiche e le configurazioni spaziali per comprenderne la complessità e per ricavarne strumenti utili alla lettura dell’ambiente umano. Sommando infine a questa ipotesi, strumenti, quali l’indice di marginalità fluviale e il fattore rischio per avviare processi di valutazione, funzionali e di vulnerabilità,
necessari all’avvio dell’attività progettuale. Una cronaca ragionata, derivante dall’esperienza personale, descrive e mette a sistema due regioni molto differenti tra loro, per ricercare, la parte generalizzabile dello stesso fenomeno. Metodo che, però, non deve essere visto come una massificazione del problema, ma come uno strumento atto ad interpretare in maniera univoca lo stesso fenomeno, rispetto al quale di volta in volta si daranno delle soluzioni progettuali differenti. Queste
esplorazioni, hanno avuto luogo in due periodi di studio all’estero, il primo in Cina ed il secondo in Florida, rispettivamente presso la Tsinghua University di Pechino e l’University of Florida di Gainesville. Questo lavoro, ha condotto a riflessioni, sia sulla necessità, di considerare l’eterogeneo ed il movimento, come elementi
fondamentali del vivere contemporaneo e sia quello, di porre il tema della prevenzione e dell’adattamento, quali aspetti più rilevanti nel percorso delle scelte in situazioni emergenziali
SEGNALI DI VITA
Cosa significa innamorarsi in giardino? uno stato d’animo che facilita le relazioni? una percezione alterata della realtà che ci circonda? una ricerca dell’equilibrio interiore o esteriore? oppure significa trovare un equilibrio tra il dentro e il fuori, un’intesa tra natura e artificio?
Durante la ricerca di questo equilibrio il più delle volte siamo noi a cercare una relazione con la natura, senza accorgerci che ogni giorno è la natura che entra in relazione con noi senza chiedercelo.
Cerchiamo di riproporre il fenomeno dell’amore per la vita, che riesce a vincere le barriere poste dal’uomo, attraverso l’immagine della vegetazione spontanea che riesce sempre a trovare il proprio spazio per crescere forte, rigogliosa e bella. Questa sua forza di solito ci sfugge. Le barriere fisiche esistono ma la vegetazione riesce a valicarle mentre le barriere mentali sono ancora difficili da superare. Di solito la vegetazione spontanea viene combattuta e vista come un nemico invece di capirne le potenzialità date dalla biodiversita, dall’estetica e dal carattere autoctono e purtroppo non è mai oggetto di progetto. Per noi diventa invece il cuore pulsante del nostro giardino, un inno alla vita, all’amore per la vita che la natura c’insegna
Life-Cycle-Assessment of Fuel Cells Based Landfill-Gas Energy Conversion Technologies
Landfill-gas (LFG) is produced as result of the biological reaction of municipal solid waste (MSW). This gas contains about 50% of methane, therefore it cannot be released into the atmosphere as it is because of its greenhouse effect consequences. The high percentage of methane encouraged researchers to find solutions to recover the related energy content for electric energy production. The most common technologies used at the present time are internal combustion reciprocating engines and gas turbines. High conversion efficiency guaranteed by fuel cells (FCs) enable to enhance the energy recovery process and to reduce emissions to air, such asNOx and CO. In any case, in order to investigate the environmental advantages associated with the electric energy generation using fuel cells, it is imperative to consider the whole “life cycle” of the system, “from cradle-to-grave”. In fact, fuel cells are considered to be zero-emission devices, but, for example, emissions associated with their manufacture or for hydrogen production must be considered in order to evaluate all impacts on the environment. In the present work a molten carbonate fuel cell (MCFC) system for LFG recovery is considered and a life cycle assessment (LCA) is conducted for an evaluation of environmental consequences and to provide a guide for further environmental impact reduction
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