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Architetture di formazione / Coming-of-Age Architecture
Il processo evolutivo di Bientina può accostarsi a quel genere letterario che prende nome di Bildungsroman, sorta di racconto che vede narrare le avventure, le vicende, la storia personale del protagonista dalla giovinezza alla maturità, e che qui — come nell'Heinrich von Oftendingen di Novalis — è rimasto incompiuto. Un territorio stratificato i cui caratteri identitari non sono stati spazzati via da abbandono, guerre o disastri naturali, ma da scelte apparentemente consapevoli rivelatesi con il tempo incomprensibili. E mentre in passato in aree simili si è sovente operato costruendo sul costruito, per un lungo periodo costruire nel costruito ha significato non uscire dalla dicotomia conservazione vs innovazione, con i primi strenui difensori della necessità del primum non nocere ed i secondi convinti assertori della tecnica della tabula rasa. Quello che è mancato in molti interventi è stata la capacità di resistere allo scorrere del tempo. Una resistenza non tanto materica, quanto fenomenica, quella capacità di non sembrare fuori-luogo una volta teminato l’effetto novità. Il luogo attende solo questo: un progettista capace di farsi narratore, scrittore, di inserirsi adeguatamente nella trama già scritta dalla storia, di generare, in una parola una Bildungsarchitektur, un’architettura di formazione.The process of the evolution of Bientina can be compared to the literary genre that goes by the name of Bildungsroman, which here – as in Heinrich von Oftendingen by Novalis – was left unfinished. This is a stratified territory whose identifying characteristics were not swept away by neglect, war, or natural disaster, but by apparently deliberate choices that over time have revealed themselves to be incomprehensible. While in the past, in similar areas, building has been done on what had already been built, for a long time building in the built environment meant not going beyond the dichotomy of conservation vs. innovation, with the former strenuously defending the necessity of primum non nocere and the latter strongly asserting the technique of tabula rasa. Missing in many operations has been the ability to resist the passage of time—a resistance not so much in terms of materials as of phenomena, the ability not to seem out of place once the novelty has worn off. This is what the site is waiting for: an architect with the gift of a sense of measure strong enough not to be seduced by the facile siren songs of change at all costs, but also sufficient courage and talent to add to the site more than it has lost in the past, capable of critically composing the space but above all of becoming its narrator, its writer, of fitting properly into the plot already written by history, of generating, in a word, a Bildungsarchitektur, a coming-of-age architecture
Arredare il passato. Recupero della Rocca e arredo urbano di Scarlino
Catalogo della mostra "Arredare il passato" tenutasi dal 10 al 24 Ottobre 1993 presso la sala del centro di documentazione del comune di Scarlin
Lavori in corso. I disegni e i modelli per l'arredo urbano di Piazza del Popolo e della Piazza del Mare
catalogo della mostra dei disegni e dei modelli per l'arredo urbano di Piazza del Popolo e della Piazza del Mare tenutasi dal 6 al 16 gennaio 1994 al Casello Idraulico di Follonic
Introducción, Introduçao
A vitória completa da vontade de partilhar sobre a de dissimular, a sensação de protecção e, ao mesmo tempo, de não encontrar quaisquer obstáculos, tem algo de liberatorio. Ar no ar, luz teria sido a definição da Wright. São estas arquitecturas transparentes, luminosas, sinceras, contrariando as que fizeram da pesada densidade o meio-termo entre interior e exterior, e onde o vidro - incorruptível, indestrutível, inalterável no tempo, representante evidente da "frágil resistência", continua a existir sem impôr concretamente a sua plasticidade.La definitiva victoria del deseo de apertura sobre el de protección, la sensación de estar resguardado, pero aún así sin obstáculos, tiene un no sé qué de liberatorio. "Aire en el aire, luz en la luz", habría dicho Wright. So estas arquitectura nítidas, limpias, sinceras, en contraposición con aquellas que han hecho del grosor mural el nexo entre interior y exterior, y donde el cristal - incorruptible, inatacable, inalterable en el tiempo, oxímoron por antonomasia de la "frágil dureza" – sigue existiendo sin impover visualmente su materialidad
Introduction / einführung
Shops with their apparatus of logos, signs, and lights are therefore not only representative of their contents and what gets sold in them, or specific hand-made or mass.made products, but are a snap-shot of the daily life of their times. How they evolve, how they shed one skin for another, besides modifying the surrounding urban landscape, can also change our way of life, reflecting in their shop windows the social changes and daily reality of what we are and what we would like to be.Die Geschäfte und ihre Ausstattung mit Schildern, Schriftzügen und Licht stehen also nicht nur für das, was dort dargeboten und verkauft wird, oder für die besonderen Eigenshaften des jeweiligen Produkts, sondern verköpern einen Ausschnitt aus dem Alltagsleben einer bestimmten Zeit. Ihre Entwicklung schlagt sich nicht nur auf den städtischen Raum in ihrer Umgebung nieder, sondern verändert auch unsere Gewohnheiten; in ihren Schaufenstern spiegelt sich der gesellschaftliche Wandel: all das, was wir sind un was wir sein mochten
Introduction
Avec leurs enseignes, leurs inscription et leurs lumières, les boutique représentent bien plus que ce qu’elles proposent et ce qu’elles vendent, bie plus q’un produit industriel ou artisanal caractéristique; elles retacent toute le quotidienneté d’une époque, Leur évolution et leur mue permanentes modifient non seulement l’espace urbain où elles interagissent, mais aussi nos habitudes, piusque les changements sociaux et l’image quotidienne de ce que sommes ou de ce que nous voudrions être truvent leur expression dans leurs vitrines
in: Pasquale F., Libri, riviste e mostre - in Filosofia del nascosto. Costruire, pensare, abitare nel sottosuolo
recensione del volume Filosofia del nascosto. Costruire, abitare, pensare nel sottosuol
Ad Atene!: piccola cronistoria della partecipazione italiana al concorso del museo dell'Acopoli di Atene
Il concorso per il museo del'Acropoli aveva nella scelta di una o più aree di intervento il pregio e il difetto dell'iniziativa. Da una parte questa varietà ha dato la possibilità di determinare autonomamente la filosofia progettuale, dall'altra ha contribuito all'imbarazzo della giuria costretta a scegliere fra proposte molto differenti fra loro, ma soprattutto a decidere sulla base di dati non omogenei. Il concorso ha chiarito comunque che solo l'area Makryianni fosse adatta ad istituire un rapporto visivo diretto tra la collina e il museo. Tra le centinaia di progetti presentati si è scelto di analizzare la pattuglia italiana, capitanata dal vincitore, Manfredi Nicoletti-Lucio Passarelli e dal loro grande occhio che permette di vedere contemporaneamente fregi e metope salvate alle intemperie e sullo sfondo il vero Partenone. Gli altri connazionali si dividono fra le diverse aree con interventi spesso più misurati, ma probabilmente anche meno appetibili agli occhi della giuria
Arredo e vecchi merletti
La città antica, nonostante le stratificazioni, gli sventramenti e le ricostruzioni conserva più o meno intatta la propria dignità. Compito degli architetti è quello di rendere possibile un rapporto fra vecchio e nuovo o quantomeno di far sì che le aggiunte del nostro tempo non offuschino o cancellino il carattere delle epoche passate. Non si tratta solo di cosmesi superficiali e di manipolazioni precarie, perché possono essere necessarie trasformazioni destinate a incidere durevolmente sulla figura e sulla spazialità dell'ambiente. Anzi proprio il tentare di rivitalizzare a tutti i costi certi ambienti può essere pericoloso: ad esempio la revisione delle pavimentazioni deve essere compiuta con prudenza, con cautela, secondo il principio del “primum non nocere”. Ecco perché il concetto di arredo urbano, e le ambiguità ad esso connesse, è al centro di una lunga disamina, al termine della quale vengono presi in esame i 5 progetti premiati per il concorso per la piazza di Forlimpopoli
Rassegna architetti pubblici dipendenti - Firenze
mostra presso la chiesa di San Jacopo a Firenze, dal 21.05.1991 al 31.05.199
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