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Marketing for Entrepreneurs and SMEs. A Global Perspective. Reviewed by Guido Bortoluzzi
There is an evident paradox in writing about marketing in small and medium-sized enterprises (SMEs). On the one hand, SMEs are traditionally closer to their clients than multinational firms (MNEs) and directly “hear the voice of [their] customers” (Hill, 2001a, 2001b). On the other hand, SMEs use mental models and managerial frameworks that can differ substantially from the ones described by the mainstream marketing literature mostly addressed to bigger firms. SMEs plan their marketing strategies much less frequently than MNEs do. Many SMEs do not even have a marketing function or marketing-dedicated managers. Most of SMEs do not manage any market research activity, either directly or through external providers (Romano and Ratnatunga, 1995; Siu and Kirby, 1998; Hill, 2001a, 2001b).
Given such premises, how can it be possible to keep together ‘marketing’ and ‘SMEs’? It becomes possible by moving from a ‘functional’ perspective (a firm does marketing when a marketing function exists) to an ‘activities-based’ perspective (a firm does marketing if it manages marketing activities independently from the existence of a marketing function and marketing managers).
It is my opinion that the authors of the book Marketing for Entrepreneurs and SMEs, Maja Konečnik Ruzzier, Mitja Ruzzier and Robert D. Hisrich, were particularly effective in applying an activity-based perspective to the study of marketing in SMEs. They were not the first authors to do so. Other authors also successfully applied an activity-based perspective to SME marketing (i.e., Carson, 1985; Bhide, 1994; Carson and Gilmore, 2000; Pacitto et al., 2007)
L'internazionalizzazione delle PMI operanti in subfornitura in una prospettiva resource-based: il caso Italia
Case history: la risposta di Faber all’emergenza pandemica
Nel 1969, l’anno in cui l’umanità portava a compimento la missione Apollo 11 e per la prima volta sbarcava sulla Luna, alle porte di Cividale del Friuli nasceva Faber Industrie.
L ’azienda, specializzata nella progettazione, produzione e distribuzione di bombole e sistemi per gas ad alta pressione, fu fondata dall’Ingegner Renzo Toffolutti, determinato pioniere dell’innovazione tecnologica della meccanica industriale del
Nord-Est d’Italia.
“L 'ingegnere”, come veniva chiamato dai suoi dipendenti e collaboratori per la sua precisione, appassionata determinazione e vivida curiosità, ricordava spesso che ciascuno è artefice del proprio avvenire, citando la locuzione latina “homo faber suae fortunae”
New innovation paths within industrial districts. The role of firms’ relational capabilities and R&D investments
Along with the ID (Industrial District) literature on innovation, in this paper it is assumed that many district firms still fall into a traditional model of innovation, which is characterized by high collaboration with clients and suppliers, no investments in R&D and scarce or no linkages with KIBS. These firms are not capable of codifying knowledge, which remains essentially tacit (Muscio, 2006).
To this ideal-type, we oppose a different (and new) innovation type of district firms that beyond relying on B2B relationships, shows a higher commitment to R&D investments and a certain openness to external providers of knowledge (KIBS). Firms like this share a different attitude towards knowledge codification, which becomes basic in order to couple different kinds of knowledge coming from so many different sources.
Results have shown that while differing in their innovation approaches, the two ideal- types are fairly similar in terms of age and size. This fact allows us to assume that advanced innovators reflect a different innovation model rather than simply being the result of a process of chronological evolution
L'evoluzione delle imprese e dei sistemi di subfornitura. Il caso Friuli Venezia Giulia
Negli ultimi quindici anni le relazioni di subfornitura sono state sottoposte a formidabili pressioni evolutive riconducibili alle intense trasformazioni che le imprese committenti stanno subendo su diversi piani. Sull'ampio universo della subfornitura presente nel nostro paese si è quindi venuta ad esercitare una forte pressione selettiva che da un lato determina la progressiva emarginazione delle aziende e dei sistemi locali di subfornitura incapaci di evolvere e, dall'altro, è stata utilizzata dalle aziende più dinamiche come positivo stimolo all'evoluzione. Queste ultime imprese hanno sviluppato delle competenze distintive, sia di natura produttiva che immateriale, tali da allontanarle definitivamente dallo stato di semplici esecutori di lavorazioni, per proporsi come partner stabili, in grado di collaborare con i clienti industriali in una vasta gamma di attività.
Questo libro, che trae origine dalla ricerca "Percorsi evolutivi della subfornitura in Friuli Venezia Giulia", voluta dalla Camera di Commercio di Pordenone, nell'ambito del Programma Arge28 "Crescere assieme all'Europa" e sviluppata in collaborazione con il Centro Regionale della Subfornitura, fotografa pertanto una fase di transizione delicata del sistema regionale delle imprese di subfornitura. La ricerca ha cercato di cogliere gli elementi caratterizzanti di questa transizione, e più nello specifico di disegnare i percorsi evolutivi seguiti dalle imprese locali (subfornitura evoluta), a confronto con i "pezzi" del sistema che invece incontrano difficoltà a mantenere una posizione sostenibile nel nuovo scenario competitivo (subfornitura subordinata)
Un'esperienza di cambiamento nel distretto della sedia. Il valore di un'idea sta nel metterla in pratica
Questo testo racconta di un’esperienza di cambiamento vissuta assieme a sei imprenditori del distretto della sedia. Sei imprenditori con i quali si è ragionato di design, di marketing, di internazionalizzazione, di logistica. Ma con i quali si è poi sviluppato un percorso che ha portato alla formazione di un gruppo di lavoro e di una filiera maggiormente stabile, che intende darsi delle regole di funzionamento e non solo condividere dei ‘semplici’ rapporti di mercato.
Il testo offre una carrellata dei principali risultati emergenti dal primo anno di attuazione del progetto “Filiera della Sedia 100% made in FVG” finanziato dalla Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia coordinato da Friuli Innovazione e sviluppato in collaborazione con l’Università degli Studi di Udine
Marketing management delle organizzazioni teatrali: la rete del valore in tre casi empirici
I modelli e gli schemi interpretativi sulla generazione del valore adottati in ambito strategico tendono ad allontanarsi da una visione prettamente sequenziale del fenomeno generativo per accoglierne una di tipo interattivo allargata sia al numero degli attori partecipanti che alla varietà e complessità delle relazioni di valore tra questi instauratesi (Porter, 1985; Håkansson, 1987; Håkansson, Johanson, 1993; Normann, Ramirez 1993, 1994; Grönroos, 1997, 2000).
Questa visione è spesso incanalata all’interno di una logica reticolare nella quale il marketing è chiamato a fungere da elemento regolatore della complessità sistemica con compiti di architettura delle relazioni rilevanti per il vantaggio competitivo tra attori ed attività di sistema (Grandinetti, 2002).
All’interno di questa prospettiva l’approccio del marketing si mostra utile nell’interpretare i meccanismi di generazione del valore anche in ambito artistico e culturale ed in particolare nel settore teatrale , contesto caratterizzato da un’elevata propensione alla coproduzione sistemica di valore sia in senso verticale (tra produttori e distributori) che orizzontale (tra produttori e produttori) (Gallina, 2001).
L’obiettivo del presente contributo di ricerca è quello d’individuare e descrivere uno schema interpretativo delle relazioni di produzione di valore in ambito teatrale
Strategic Agility in Dynamic Business Environments
Strategic agility is a fast-growing paradigm for strategic thinking and strategy-making that is finding increasing acceptance both in academia and practice. But what are the theoretical origins of this paradigm? What are the main lines of development of the paradigm in the current academic debate and in firms adopting agile strategies? And, finally, what are the areas and topics that need additional research?
With this book, Guido Bortoluzzi and Marco Balzano take us first into the past to look for the historical roots of this disruptive paradigm, then review the current academic debate on the topic and present some cases of agile companies. And finally, they discuss the potential future development of this topic in the field of strategy research
The internationalization drivers of subcontracting SMEs. An empirical analysis on the double linkage between relational resources and capabilities, network position and degree of internationalization
Industrial subcontractors’ internationalization processes are typically close related to their customers’ one. As a consequence, subcontractors should keep close to them if they want to increase their chances to internationalize on their turn or to increase their degree of internationalization. However, keeping close to major customers imply the possess and the development of an adequate set of resources and capabilities (R&C) that are typically relational: from co-design activities, to just-in-time delivering, from production process co-development to shared innovation practices.
Within this paper we hypothesize the existence of a causal relationship between subcontractors’ relational R&C and their degree of internationalization. However, this relationship is mediated by subcontractors’ network strength ties. Hence, the higher their relational R&C, the more favorable their positioning and, on its turn, the higher their international profile.
A multivariate causal model has been tested through structural equation modeling on a sample of 104 Italian subcontracting SMEs. Data are strongly coherent with the theoretical model and suggest the overall validity of the research hypothesis
Processi di innovazione e fattori di competitività nei cluster internazionali della nautica
Il paper si propone di sviluppare sul piano teorico e di dare una prima applicazione empirica ad un modello di analisi dei cluster che contribuisca alla spiegazione del rapporto esistente tra le caratteristiche dei contesti locali e la natura dei processi di innovazione. Il framework adottato cerca di superare la proliferazione di approcci esplicativi alla materia e di collocare entro uno schema interpretativo unitario le diverse variabili di contesto che stanno alla base delle performance innovative e competitive delle imprese.
La ricerca empirica, che si è focalizzata su cinque cluster nautici di assoluta eccellenza internazionale, ha consentito di mettere in evidenza lo stretto rapporto tra le basi di conoscenza in essi prevalenti e l’ampiezza dei processi di innovazione realizzati, nonché la varietà dei possibili percorsi di emergenza della governance di sistema e l’impatto di questa sulle performance del cluster e le sue dinamiche evolutive
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