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ADRION : Charter routes from antiquity to modern times
The Adriatic Sea has always been a busy sea from every point of view. Egidio Ivetich explains it well in an essay presented in this volume and in one of his recent works called “History of the Adriatic”. The traffic in this Sea can be measured according to the number of ships that, before the pandemic, used to land and depart from the Adriatic ports: more than 40.000 in total. An impressive number especially if compared to its Western sibling, the Tyrrhenian Sea whose yachting traffics are more intense.
If we compare the current situation with a not too distant past, we can understand how the role of this “liquid territory” (a neologism invented by the memorable Fernand Braudel) - as a system of relationships- has not changed much. An immense “space-movement”, an impressive traffic system made of liquid plains connected through a series of wide or narrow doors. Herodotus, who believed the Adriatic was not a sea but rather a piece of land, was the first one to recognize the ambivalence of this Sea whose function has always been to connect rather than divide
Introduction
A dense network of geographical, historical, and cultural filaments and nods seems to surround the Adratic Sea. The Approdi Project was meant to be an attempt to reconnect some of these threads. The Approdi Project - From Ancient Maritime Routes to Eco-Touristic Destinations - is a European project that focuses on the promotion and valorization of five ancient harbor sites within the Adriatic- Ionian area:
Corfu, Greece
Dubrovnik, Croatia
Durrës, Albania
Ortona, Italy
Venice, Italy
In the past, all these involved territories hosted significant ancient harbors. Nowadays, similar destinations are often considered scarcely attractive for tourists and quite useless to cities’ development. Additionally, there’s always an insufficient involvement of community actors in the cultural heritage valorisation.
Approdi involved territories are characterized for having been in the past landing places of ancient maritime commercial routes. These harbor areas have been always considered marginal to cities’ development, having been seen mostly as boarding and landing places, thus scarcely attractive for visitors. Anyway, these places enclose the history of towns to be valorized and made as “common value” and can then represent public spaces for citizens as well as for tourists, besides being included
into cultural, historical, and touristic paths. The common territorial challenge faced by the project is then that ancient harbor sites have a high but unused potential for economic growth as ecotourism destinations, especially off-season and are also characterized by an insufficient involvement of community actors in cultural heritage promotion and valorization
L’uso dello sport come viatico culturale della pace. Alcuni elementi dalla guerra Russo-Ucraina
Sport al grandangolo. L'evento tra metafora e pragmatismo
Il ruolo culturale assunto dallo sport nella società contemporanea si esplicita in un continuo alternarsi tra reale e immaginario, tra quotidiano e occasionale, tra ordinario e straordinario. Lo sport come sistema e isti-tuzione, come arena politica e organismo economico, lo sport azione, ma anche interazione e, non da meno, narrazione. La sintesi più diffusa di questa molteplicità interpretativa è racchiusa nella visione attuale dello sport quale metafora di vita. Una metafora che si rinnova e si rinvigorisce alla luce dei mutamenti tecnolo-gici ed economici che incidono sull’organizzazione del tempo libero. Come si trasforma il fenomeno e quanto incide ancora su abitudini e attività del quotidiano? Questo l’interrogativo da cui muove il vo¬lume che, mediante l’intreccio di tre piani di lettura: narrazione, azione e adozione strumentale, offre un quadro articolato ed esaustivo degli usi compositi dello sport. Attraverso contaminazioni continue tra sistema spor-tivo e industria cultu¬rale, tra partecipazione e fruizione, tra locale e globale, si presenta la configurazione di un fatto sociale che continua a mantenere una valenza totale nella realtà attualeThe cultural role assumed by the sport in contemporary society unfolds in a continuous alternation between the real and the imaginary , between daily and occasional , between ordinary and extraordinary . The sport as a system and institution , as a political arena and economic organism , sports action, but also interaction and , not least, the narrative. The most common synthesis of this multiplicity of interpretation is contained in the current vision of sport as a metaphor for life. A metaphor that renews and invigorates the light of changes in technology and economic impact on the organization of free time. As it turns the phenomenon and how much impact yet on the habits and activities of daily life ? This is the question that, through the interweaving of three reading levels : narrative , action and instrumental adoption , provides a comprehensive and detailed picture of the uses composites of sport. Through continuous contamination between sporting and cultural industry system, i
Dal localismo al sistema di territorio. Ricerche sulle trasformazioni dei sistemi insediativi locali in Italia
Questo libro è espressione del lavoro di studio e di ricerca condotto dai sociologi dell'Ateneo teramano nelle sedi didattiche e nelle strutture di ricerca. Con i testi qui pubblicati si vuole manifestare l'interesse e l'attenzione che i ricercatori sociali pongono nei confronti della società locale e regional
Il ruolo della pratica sportiva nella prima ondata di CoViD 19. Un breve studio comparato
La prima ondata di CoViD 19 – a suo modo– si è rivelata essere la più specifica in termini di limitazioni, innovazioni sociali, dati comporta- mentali diffusi.
La letteratura, in proposito, comincia ad essere davvero imponente1 ed è possibile condurre studi retrospettivi sui numerosi aspetti della vita sociale.
In Italia, più che in altri paesi, particolare significato ha avuto il confinamento domiciliare con una importante limitazione della possibilità di praticare qualsivoglia attività sportiva. Il contributo fotografa comparativamente le realtà di pratica di tre nazioni europee in termini di norme, pratiche e esiti
El uso de la investigación acción participativa para aumentar el nivel de integración de las comunidades locales
La investigación acción está destinada a encontrar un consenso cada vez mayor debido a la imposibilidad de preservar ciertas características de las meto- dologías de investigación tradicionales, como la separación entre las herramientas de investigación e investigadores - por un lado - y el objeto de la investigación - por el otro -, o como la posibilidad cada vez menor de utilizar el principio de repetibilidad según el método científico clásico (aislamiento de las variables y su transformación en constantes para el estudio de otras variables, etc.).
En el breve ejemplo que hemos dado, en particular, es posible ver que la investigación acción ha permitido:
- destacar algunos conceptos nuevos, como las interacciones entre insti- tuciones y grupos informales;
- destacar la validación mediante sucesivos ciclos de retroalimentación de los resultados experimentales obtenidos,
- identificar correctamente los marcos operativos que puedan lograr un e- quilibrio adecuado entre los actores involucrados y el propósito de la inve- stigación. La especificidad metodológica radica precisamente en este elemento com- plementario, que está determinado por la necesidad de declarar (y estar di- spuestos a revisar) los objetivos y métodos de su trabajo al sistema social que es objeto de nuestra investigación. El poder de la acción investigación en comparación con otras metodologías se identifica menos con las respuestas ya dadas o dadas por sentadas y más con la capacidad de engendrar nuevos problemas y nuevas preguntas
Storia dei comitati di Cesena e Rimini
La nascita dei comitati in Romagna si colloca nella seconda ondata dello sviluppo della Croce Rossa e cioè nella seconda metà degli anni Ottanta dell’Ottocento .
In questo capitolo si racconteranno le vicende, talora anche travagliate, dei sotto-comitati sorti a Cesena e a Rimini. Vale la pena notare, che queste due realtà erano a fine Ottocento ben diverse rispetto a quelle oggi conosciute per la loro dimensione abitativa, nonché per la loro ricchezza e vitalità culturale, sociale ed economica (Preti 1991; Maroni e Stoppiani 1997). Questa area di Romagna che si estende da Cesena alla riviera adriatica, passando per Rimini, centocinquant’anni fa, tutta sotto la provincia di Forlì, era in parte ancora un’area modestamente popolata e in parte persino una zona depressa, sia economicamente che culturalmente. A questo proposito, vale la pena citare, a mero titolo esemplificativo, un’interessante articolo di un giornale locale, Il Cittadino del 18 ottobre 1896, in cui si legge che «Cattolica [...] è ancora un villaggio rozzo e, nella parte vecchia, un po’ sporco, ma [...] le abitazioni, specie quelle della marina, fatte a posta per i bagnanti, senza pretese, ma comode e adatte a tutte le borse» (p. 2), dipingendo in sostanza un panorama ben diverso da quello a cui siamo ora abituati. Dall’enciclopedia Treccani del 1931, ricaviamo, poi, che la città di Cesena, posta sotto la provincia di Forlì, contava 15.943 abitanti (contro i quasi 95 mila odierni), con un’economia fondata sull’agricoltura, sull’allevamento e su aziende di piccole dimensioni; Preti (1991) sosteneva che in un contesto di «lunga depressione che contraddistingue l’economia romagnola negli ultimi decenni dell’800» (p. 655), «[...] non vi è a Cesena decollo industriale, lo stesso processo di industrializzazione [...] è pressoché inesistente agli inizi del ‘900» (p. 656).
E anche nel riminese la situazione non è molto diversa, in quanto Rimini tra Otto e Novecento era «una piccola città di provincia, con molti poveri e analfabeti [...]. L’inchiesta agraria Jacini, condotta su commissione del Governo alla fine degli anni ’70, descrive un quadro di immobilismo e arretratezza» (Maroni, Stoppiani 1997, pp. 147-148).
Per queste ragioni contestuali, nonché per lo sviluppo, comunque più tardivo di altre realtà maggiormente importanti, e per l’impatto che, complessivamente più modesto e meno vitale, la Croce Rossa ha avuto in queste zone, ovviamente con riferimento a questo primo periodo storico di vita dell’associazione stessa, si è ritenuto opportuno procedere ad una trattazione in un medesimo capitolo. Anche perché, ad ulteriore supporto di questa scelta metodologica, vi è da sottolineare l’esistenza di una traiettoria tutto sommato simile nell’evoluzione che tali sotto-comitati hanno avuto, nella loro nascita e anche, aldilà delle tempistiche specifiche, dei loro scioglimenti e successive ricostituzioni
Impianti sportivi: realtà locali di un fenomeno globale
Luoghi di incontro e di socialità, gli impianti sportivi nella modernità sono spesso assurti alla ribalta come le ultime cattedrali laiche. Come in queste, essi vedono officiarsi dei riti, come queste rappresentano spesso la delicata mediazione tra rappresentazione del sé comunitario e realtà socioeconomica generale di una data società. Dopo aver introdotto e definito i concetti di base, questa voce illustra l’evoluzione degli impianti sportivi e la loro funzione sociale. Uno studio di caso concretizza i fenomeni discussi e fornisce gli spunti conclusivi della discussione
DISTRITOS DEL SABOR ENOGASTRONÓMICO Y DESARROLLO LOCAL EN EL INTERIOR DE ITALIA
El artículo explora la desconexión entre áreas del interior italiano y el turismo masivo, centrándose en el patrimonio cultural, especialmente enogastronómico. Este artículo se basa en un análisis de la bibliografía existente sobre el tema del desarrollo local a través de formas de turismo que valorizan el patrimonio cultural. La metodología adoptada fue principalmente la de la investigación bibliográfica y el análisis crítico de los estudios y fuentes disponibles sobre el tema. En particular, se examinaron artículos académicos, libros e informes institucionales que tratan de las relaciones entre turismo, desarrollo local y patrimonio cultural, con especial atención a las experiencias italianas. Se examina el papel de las cooperativas comunitarias en comunidades locales, que, frente a la globalización, han conservado y promovido tradiciones y valores autóctonos. Estas cooperativas se presentan como instrumentos cruciales para el desarrollo sostenible y la participación democrática en la economía local. Abordando la dualidad entre lo local y lo global, se analiza cómo el patrimonio cultural local puede resistir la homogeneidad global y contribuir al desarrollo, también introduciendo el concepto de distritos del sabor como sistemas locales que promueven y preservan productos alimenticios tradicionales. El artículo sugiere que la combinación de cooperativas comunitarias y distritos del sabor puede ser un poderoso motor de desarrollo turístico sostenible, atrayendo visitantes interesados en la cultura y enogastronomía locales. Se propone una investigación de campo para validar empíricamente estas hipótesis y proporcionar orientación práctica para el desarrollo turístico en estas áreas
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