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Ciò che resta della terza dimensione
The s.c. «third dimension» is one of the first definitions given in the sociological arena to define the development of a ate element that was not identifiable with generalist instances of the state or with those particularistic of the market. Deriving its conceptualization from the Husserlian theory, Ardigò through the use this approach emphasizing the need to reconstruct the crisis through new forms of transaction between the social system and life-worlds. The use of this conceptualization led to the identification of these intermediary organizations between different systems. The text takes a brief overview of the third dimension organizations and the way how they operate the reconciliation between inter-subjectivity and super-ordination present in the systemic sense. It is proposed a scheme of interpretation, drawn from the author in question, through which classifying not merely the organization but the possible interconnections between micro and macro and their consequences. It is concluded that the abandon of the analytical perspective proposed by Ardigò, primarily for the affirmation of a vision of an economic nature, was determined both by the theoretical vulgate established around of the 90, and the difficulty in operationalizing a definition that owed much to the knowledge from the phenomenology of the Bolognese scientist
Participatory action research in local development: an opportunity for social work
Even if related to the seminal work of Kurt Lewin dating back to 1946, participatory approaches like action research still represent a relevant theoretical and practical set of methodologies for social work and research. In this article, after a brief overview of this methodological approach, the use of this paradigm in social work is explored, with a special focus on the development of symbolic and material resources within local communities. The processes and forms of involvement are examined with regard to the Italian experience of local development. An application of the participatory methodology stemming from a phenomenological approach proposed by Achille Ardigò, a well-known Italian sociologist, is employed. Following these premises, a procedural model enhancing the development of social groups is considered as the building block of community development. Short examples are provided. It is concluded that, in the process of local development, the symbolic and the immaterial dimensions need to be stimulated, as well as the material and the infrastructural ones. In order to achieve this, correct tools are needed
Sistemi produttivi e consumi simbolici nel mondo delle discoteche in Emilia-Romagna.
Il testo ripropone, rapidamente attualizzata, una ricerca condotta su stimolo dell'UnionCamere Emilia-Romagna sul mondo delle discoteche Emiliano-Romagnole a cavallo del 2000. Il senso della riproposta sta nella verifica ex-post dei sistemi di produzione (economici e di senso) allora rilevati e nelle prospettive di indagine di un settore sensibile ai fine delle anticipazioni delle più generali tendenze societarie. [...
Il cambiamento nella produzione della ceramica artistica come elemento di ripensamento dello sviluppo di una comunità. Il caso di Castelli
Questo articolo propone uno studio di caso su di una comunità locale, quella di Castelli (TE), nota per la secolare produzione tradizionale di ceramiche. Dopo un breve cenno storico e di contestualizzazione socio-economica viene preso in considerazione il dipanarsi, nello sviluppo del luogo, di alcuni elementi strettamente legati al mantenimento dei confini comunitari entro un ambito di sostenibilità relazionale. In particolare l’articolo evidenzia l’apparente aporia tra la necessità di conservare una tradizione - che in questo caso rappresenta anche il fondamento socio-economico della comunità - e la necessità di uno sviluppo economico da conseguirsi in misura tale da prevenire l’annichilimento della comunità stessa attraverso i consueti meccanismi migratori, tipici della montagna abruzzese. Si è verificata l’esistenza di meccanismi adattivi che influenzano l’equilibro generale della comunità attraverso un uso della tradizione in un senso di chiusura operativa del sociale verso il nuovo percepito non come possibilità ma come rischio. Si è concluso che tale strategia di chiusura operativa è sostenibile solo fino ad un certo punto, oltre il quale subentrano rischi di autoreferenzialità tali da poter innescare lo stesso effetto entropico verso il quale tale chiusura era posta in essere.[...
La vita ai tempi del coronavirus: suggerimenti sociologici in situazione d’emergenza
Alcune indicazioni per contenere nel breve termine il rischio di comportamenti scorretti in una pandemia
L'educazione degli adulti come partecipazione: Paulo Freire e Danilo Dolci nella storia sociologica contemporanea
Tra gli autori che hanno sostanzializzato gli assunti epistemologici della ricerca partecipata troviamo senz’altro Paulo Freire e Danilo Dolci. Questi due autori, portatori di una visione diversa del mondo a partire dal problema dell’autorità nella produzione della conoscenza, hanno posto l’accento sulla capacità emancipatrice, coscientizzante, soprattutto del processo che porta alla conoscenza. In questo articolo sono tracciate alcune generali linee di illustrazione del lavoro dei due sociologi e sono brevemente illustrate le ricadute che queste metodologie possono avere nell’ambito sociologico contemporaneo
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