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Laboratorio Pandemia. Genere, riproduzione, spazio domestico
Mettendo al lavoro il metodo di una critica femminista che parte da Marx per andare oltre, Claudia Borgia e Gabriella Palermo guardano alle trasformazioni della sfera riproduttiva accelerate dalla pandemia. Richiamano un processo complessivo di ristrutturazione della riproduzione che investe lo spazio domestico e il suo esterno, il lavoro salariato e quello non retribuito. Nella complessità delle trasformazioni in atto, scelgono di indagare due aspetti specifici: «le implicazioni politiche e sociali di una pandemia del tutto scaricata sui cosiddetti lavori essenziali» e «le conseguenze del doppio carico di lavoro sulle spalle delle donne, divenuto estenuante». A partire da qui individuano alcune linea di analisi da sviluppare in avanti.Putting to work the method of a feminist critique that starts from Marx to go further, Claudia Borgia and Gabriella Palermo look at the transformations of the reproductive sphere accelerated by the pandemic. They recall an overall process of restructuring of reproduction that affects the domestic space and its exterior, wage and unpaid work. In the complexity of the transformations taking place, they choose to investigate two specific aspects: "the political and social implications of a pandemic completely unloaded on the so-called essential jobs" and "the consequences of the double workload on women's shoulders, which has become exhausting". From here they identify some lines of analysis to be developed forward
Reply to: Barazzuoli P., Bertini G., Brogi A., Capezzuoli E., Conticelli S., Doveri M., Ellero A., Gianelli G., La Felice S., Liotta D., Marroni M., Manzella A., Meccheri M., Montanari D., Pandeli E., Principe C., Ruggieri R., Sbrana A., Vaselli V., Vezzoli L., 2015. COMMENT ON: "Borgia, A., Mazzoldi, A., Brunori, C.A., Allocca, C., Delcroix, C., Micheli, L., Vercellino, A., Gr
The volcanic spreading model by Borgia et al. (2014) is accurate in describing the extensional structures found on the edifice and the radial compressional structures existing all around the base of Amiata Volcano. Volcanic conduits, extensional structures, and direct contact between the volcanic rocks and the Tuscan Units, constitute the hydraulic connection between the potable fresh-water aquifer contained in the volcanites and the underlying hydrothermal system. Therefore, gaseous phases tend to flow upward (particularly through faults) carrying pollutants into the freshwater aquifer, while the freshwater recharges (also through primary permeability) the exploited geothermal fields
Telaprevir: A promising protease inhibitor for the treatment of hepatitis C virus infection
Sul sepolcro di Petrarca: Girolamo Borgia e Laura
Analisi e commento di un'egloga di Girolamo Borgia dedicata al Sepolcro di Petrarca e alla sua fortuna primocinquecentesca
L'Impatto delle innovazioni tecniche, tecnologiche e digitali sui processi decisionali aziendali. Uno studio sulle imprese abruzzesi.
Le tecnologie dell’Industria 4.0 come l’intelligenza artificiale industriale, il cloud computing, le simulazioni e l’analisi di big data sono in grado di produrre significativi cambiamenti nei processi aziendali e produttivi, rendendoli sempre più automatizzati e digitali. La condivisione dell’ambiente di lavoro tra uomo e macchina comporta la necessità di riorganizzare spazi e ruoli all’interno delle organizzazioni e di ripensare anche al modo in cui vengono prese le decisioni.
Il lavoro, tramite l’analisi della letteratura di riferimento e dei risultati di uno studio empirico, esplora la relazione tra tecnologie dell’Industria 4.0 e processo decisionale aziendale. A fronte della rilevata consapevolezza all’interno delle imprese coinvolte nella ricerca, del potenziale dell’implementazione delle nuove tecnologie per il miglioramento del processo decisionale, il lavoro evidenzia un’adozione delle medesime ancora contenuta, collegata, principalmente, ad una non ancora matura conoscenza della loro effettiva utilità ed al permanere di uno sbilanciamento dei processi decisionali sulla componente umana. Ciò non consente di valorizzare, in maniera equilibrata, l’apporto del fattore tecnologico nelle decisioni aziendali
La gestione dei rischi della conoscenza nella valutazione della formazione aziendale
L’obiettivo di questo studio è quello di contribuire allo sviluppo del filone di ricerca sui rischi della conoscenza, proponendo un modello di valutazione della formazione delle risorse umane, che includa la gestione di questa particolare tipologia di rischio nel processo valutativo.
I rischi della conoscenza, i “knowledge risks”, derivano dall’impropria gestione della conoscenza, quella che, unanimemente, in letteratura, viene considerata come una tra le più importanti e preziose risorse per le organizzazioni. Sono rischi che possono interessare la componente umana, tecnologica ed operativa di tutte le organizzazioni, senza distinzione di tipologia o dimensione.
Da qualche anno, ho intrapreso lo studio dei rischi della conoscenza, sorprendendomi nel verificare in quanti contesti, anche molto diversi tra loro, possano originarsi. Con questo lavoro, approccio, per la seconda volta, il tema della valutazione della formazione. In una precedente ricerca, infatti, ho considerato la possibilità di includere alcune tipologie di rischi della conoscenza in un modello per la valutazione della formazione antiriciclaggio specifico per gli istituti di credito.
Da quella esperienza, è nata la volontà di tornare a scrivere sulla valutazione della formazione, ma, questa volta, considerando la formazione delle risorse umane di tutte le aziende, perché tutte le aziende possono essere esposte ai rischi della conoscenza.
In questo libro, ho deciso, quindi, di proporre un modello che potesse essere applicato da qualsiasi tipo di organizzazione che voglia preservare i propri processi formativi dai knowledge risk. Il modello proposto è stato denominato Knowledge Risk Training Evaluation Model (KRTEM) ed è stato costruito tramite un processo di revisione dei più noti e applicati modelli di valutazione proposti in letteratura negli ultimi sessant’anni.
Il libro si compone di quattro capitoli. Il primo è dedicato ai rischi della conoscenza, alla loro identificazione, mappatura e classificazione, attraverso un’accurata e approfondita revisione della principale letteratura di riferimento. Il lettore sarà, quindi, messo nella condizione di conoscere i nomi, le caratteristiche ed il potenziale di dannosità, per le organizzazioni, dei più noti e studiati rischi della conoscenza.
Il secondo capitolo propone un’analisi critica del processo formativo, che sarà propedeutica all’evidenziazione del ruolo di centralità della valutazione. Tale analisi viene preceduta da alcune digressioni sul ruolo della formazione nello sviluppo delle risorse umane e nel miglioramento delle performance individuali e organizzative.
Il terzo capitolo è dedicato ad una tassonomia dei modelli di valutazione della formazione. I modelli, selezionati tra i più noti ed applicati nelle realtà imprenditoriali di tutto il mondo, sono stati organizzati in ordine cronologico di formulazione e, per ognuno di essi, sono state illustrate le principali caratteristiche e la relativa struttura.
Il quarto capitolo conclude il libro ed è dedicato alla presentazione del KRTEM. Viene illustrato l’approccio alla valutazione seguito dal modello, dichiarata la logica perseguita nella scelta dei modelli da cui è stato mutuato uno o più livelli di valutazione per la sua composizione e descritta la struttura, dopo averla illustrata anche graficamente.
Il KRTEM, per il momento, è ancora in formulazione puramente teorica. L’obiettivo delle prossime ricerche sarà, sicuramente, quello di testarlo sui programmi formativi di quelle organizzazioni che vorranno proteggere il proprio investimento in formazione dalla minaccia dei knowledge risk
JENDL-3.1 Iron Validation on the PCA-Replica (H2O/FE), Shielding Benchmark Experiment - JEFF/DOC-703
PCA-Replica Shielding Benchmark: Final Comparison of the Validations of the JENDL-3.1 and ENDF/B VI Iron Cross Sections Sets, JEF/DOC-581, JEF
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