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Presentazione del volume: Centro e periferia nella letteratura di Roma imperiale, Pavia, University Press, a cura di A. Bonadeo - A. Canobbio - E. Romano
Presentazione di un volume che raccoglie gli atti di un convegno internazionale sulla tematica "Centro e periferia nella letteratura di Roma imperiale". La presentazione funge da breve introduzione del volume in quanto inquadra scientificamente la tematica di ricerca e contiene un riassunto dei vari contributi
Recensione al volume: G. Carbone, Tabliope. Ricerche su gioco e letteratura nel mondo greco-romano [Pubblicazioni del Dipartimento di Filologia Classica “F. Arnaldi” dell’Università degli Studi di Napoli Federico II, 26], Napoli, F. Giannini, 2005
Mito e natura allo specchio. L'eco nel pensiero greco e latino.
Muovendosi tra la Grecia e Roma, il volume affronta le molteplici problematiche che coinvolgono il fenomeno della riflessione acustica e il suo doppio mitologico nell'orizzonte culturale antico: dalle dinamiche fisiche di produzione e riflessione del suono alla loro applicazione in campo architettonico, dalle implicazioni poetiche della ripetizione sonora alla sfuggente iconografia artistico-letteraria della ninfa Eco
Notizia di pubblicazione relativa al volume: Ettore Paratore, Anatomie Plautine, Amphitruo, Casina, Curculio, Miles gloriosus, a cura di R.M. Danese e C. Questa, Urbino, Edizioni Quattro Venti, 2003.
NOTIZIA DI PUBBLICAZIONE, PLAUTO, COMMEDI
Iubar: lo splendore imperiale in Stazio e in Marziale
L’analisi delle valenze semantiche del lessema iubar mostra come questo sia generalmente impiegato in riferimento allo splendore di corpi celesti (Lucifero o una qualsiasi stella, anche una cometa, il Sole, la Luna) e collegato paretimologicamente al termine iuba in ragione forse dell’analogia morfologica tra i crini e le creste luminose degli astri nonché tra l’aspetto ondeggiante di una criniera e il tremulo bagliore di una stella. Quasi contemporaneamente, con una coincidenza di certo non casuale, Stazio (silv. 1,1,66 ss.) e Marziale (8,65) propongono una rifunzionalizzazione del lessema in senso celebrativo mai attestata in precedenza, utilizzandolo in riferimento allo splendore personale di Domiziano. Alla base di questa risemantizzazione si situano senz’altro immagini legate al culto e alla propaganda imperiali quali l’identificazione del monarca con il sole o una stella, cui si lega anche il motivo iconografico del nimbo, e la divinizzazione astrale dell’imperatore. Seguendo la pista lessicale, però, è possibile individuare un precedente importante per l’accostamento del termine alla figura del Cesare nel passo di Ov. met. 15,840 ss. dove iubar, palesemente connesso all’apoteosi per catasterismo, indica il Iulium sidus, ossia la cometa nella quale si trasforma l’anima divinizzata di Cesare
Torvus: valenze poetiche e metapoetiche di un lessema in Stazio
Un esame partito delle occorrenze del lessema torvus nel corpus staziano mostra come, accanto ai connotati di gravitas e di serietà, di cupezza e di minacciosità, di mascolinità e di eroicità, l'aggettivo assuma spesso un denotato metapoetico di epicità
Recensione al volume: L. Castagna, E. Lefèvre (hrsg.) Plinius der Jüngere und seine Zeit, München-Leipzig, K.G. Saur, 2003 [= Beiträge zur Altertumskunde 187]..
Notizia di pubblicazione al volume: F. Bertini, Sosia e il suo doppio nel teatro moderno, Genova 2010.
A Iove principium (Silv. 1 praef. 19): Stazio si presenta
Analisi della formula introitiva 'A Iove principium' nelle implicazioni intertestuali e metaletterarie assunte nel contesto dell'epistola prefatoria di valore programmatico che apre la silloge delle Silvae staziane
Compte rendu al volume: G.M. Masselli, Il vecchio e il serpente. Ovidio, Medea e il ringiovanimento di Esone. Introduzione di G. Cipriani, Bari, Edipuglia, 2009 [= Scrinia 26]
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