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    Forest biodiversity of the Gargano Peninsula and a critical revision of the syntaxonomy of the mesophilous woods of southern Italy

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    Here we present a phytosociological analysis of the forest biodiversity of the Gargano Peninsula, located in the eastern part of the Italian peninsula. As well as presenting all of the woods described and classified in terms of their phytosociology to date, we present the following plant associations that are mainly distributed in the low supratemperate and upper mesotemperate bioclimatic belts: Carici halleranae-Ostryetum carpinifoliae ass. nova; Polysticho setiferi-Ostryetum carpinifoliae ass. nova; Rubio peregrinae-Aceretum campestris; Physospermo verticillati-Quercetum cerris; Doronico orientalis-Carpinetum betuli; Pulmonario apenninae-Aceretum neapolitani ass. nova; Teucrio siculi-Aceretum campestris ass. nova; Festuco exaltatae-Tilietum platyphylli ass. nova; Phyllitido scolopendri-Lauretum nobilis ass. nova and Aremonio agrimonioidis-Fagetum sylvaticae ass. nova. For these, subassociations and variants are described. The syntaxonomic classification allows the description of two new syntaxa at the heirarchical level of alliances: Physospermo verticillati-Quercion cerris, all. nova, the southern Italian substitute for the alliance Erythronio-Carpinion, which includes the southern mesophilous Turkey oak, European hornbeam, Neapolitan maple and field maple woods; Lauro nobilis-Tilion platyphylli all. nova, the southern substitute for the alliance Tilio platyphylli-Acerion pseudoplatani

    Potenzialita’ enologiche di genotipi viticoli garganici di antica coltivazione

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    La conoscenza e la valorizzazione di genotipi viticoli locali è importante sia per la salvaguardia della biodiversità, sia per l’affermazione della tipicità delle produzioni vitivinicole. Tra accessioni studiate in area garganica, alcune non sembrano, al momento, coincidere con vitigni già noti: 3 genotipi a bacca nera indicati come Uva Nera Tosta, Uva della Macchia, Malvagia Nera Antica ed il genotipo a bacca bianca indicato come Nardobello forniscono il 90% delle uve utilizzate per realizzare, in via sperimentale, un vino apprezzato a livello amatoriale. Al fine di evidenziare il potenziale enologico e favorire la valorizzazione di questi vitigni, sono stati analizzati i principali parametri tecnologici e fenolici delle uve alla vendemmia e del vino ottenuto. In tutti i genotipi si è riscontrata bassa acidità titolabile, dato frequente nelle aree caldo-aride; al contempo però, sono stati osservati anche bassi valori di pH, fattore importante per la protezione del vino e, al contrario, non comune in questi ambienti colturali. Ottimo il grado zuccherino. Elevati gli accumuli fenolici nelle uve, dato cui hanno verosimilmente contribuito le particolari condizioni agro-ambientali di produzione. Molto interessanti anche i contenuti fenolici estraibili: le suddette condizioni ambientali non sembrano penalizzare questo aspetto importante ai fini enologici. Il vino ha riportato elevato grado alcolico, bassi valori di pH e di acidità volatile e, grazie, alla buona estraibilità di fenoli dalle bucce, ricchezza in polifenoli totali (~2000 mg/L) e flavonoidi totali (2200 mg/L)
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