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Le rappresentazioni urbane nella pittura cimiteriale romana: dalla città reale a quella ideale
Bisconti Fabrizio. Le rappresentazioni urbane nella pittura cimiteriale romana : dalla città reale a quella ideale. In: Actes du XIe congrès international d'archéologie chrétienne. Lyon, Vienne, Grenoble, Genève, Aoste, 21-28 septembre 1986. Rome : École Française de Rome, 1989. pp. 1305-1321. (Publications de l'École française de Rome, 123
L'ipogeo degli Aureli in viale Manzoni. Restauri, tutela, valorizzazione e aggiornamenti interpretativi
Il Paleocristiano nella Tuscia, Atti del Convegno, Viterbo 16-17 giugno 1979, Viterbo, 1981
Il giro delle esperienze figurative tra Roma e Costantinopoli nella pittura cristiana delle origini
L'analisi comparata tra l'arte pittorica tardoantica di area romana e di area costantinopolitana, con interesse speciale per la menzione eusebiana dell'encausto monumentale sistemato nel palazzo di Costantinopoli, con i Costantinidi in parata. Il giro delle analogie ci accompagna a Luxor, a Dura Europos e, poi, a Roma, per considerare specialmente la pittura catacombale, con riguardo speciale per la "pinacoteca" di via Dino Compagni e i mosaici di S. Costanza, alla ricerca di contatti con Treviri e Centelles. Lo studio puntualizza cronologie e tematiche anche di momenti pittorici celebri, ma variamente giudicati, come la Roma Barberini, i dapiferi del Celio e le divinità del Laterano
Lo sguardo della fanciulla. Ritratti e fisionomie nella pittura catacombale
Il ritratto della fanciulla, che appare nell’intradosso dell’arcosolio di fondo del cubicolo O nell’ipogeo di via Dino Compagni, rappresenta lo spunto per fare il quadro delle raffigurazioni fisionomiche nella pittura cimiteriale romana. La "carrellata ragionata” dei volti d’epoca si muove dall’ipogeo degli Aureli in viale Manzoni, tocca le catacombe di Priscilla, di via Anapo, dei Ss. Marcellino e Pietro, di S. Callisto, di Pretestato, dell’ex vigna Chiaraviglio, di S. Gennaro a Napoli. In quest’ambito trovano una collocazione speciale l’ipogeo di Trebio Giusto e l’ipogeo di via Dino Compagni. Di quest’ultimo ipogeo sono considerati i ritratti e le fisionomie, che scandiscono cronologia, stile e questioni propriamente iconografiche. Alla fanciulla, di cui si diceva in apertura, è riservata una postazione privilegiata, per percepire le peculiarità e l’atteggiamento che ne fanno una delle testimonianze più vivaci della ritrattistica tardo antica
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