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    Ambiguities of social housing policy and immigrant housing demand: the case of Bari

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    This paper focuses on the implementation and effects of recent housing policies in a city located in southern Italy currently experiencing problematic and enormous housing pressure: Bari. The extreme fragmentation of housing demand, the emergence of new population groups at risk for social exclusion and the general reduction in public spending have stimulated new policies to tackle the housing emergency. Alongside traditional public housing policies, in recent years new hybrid forms of policies have emerged that can be defined as Social Housing. Within this framework, the study focuses on the housing condition of immigrants in detail. We want to overcome the logic of the best practices analysis that tends to hide the critical aspects. It would be appropriate for this purpose to adopt a systemic approach such as that used by ‘field theory’, especially oriented to the analysis of the bureaucratic field (Bourdieu and Wacquant, 1994), and by its variants as New Institutionalism (Meyer and Scott, 1983; Powell and DiMaggio, 1991)

    Il processo di partecipazione come dialettica tra teoria ed esperienza

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    Da uno studio di caso su un programma complesso di rigenerazione urbana e sul relativo processo di partecipazione sociale viene riportata in sintesi una riflessione sulla applicabilità della 'teoria dei campi sociali di forze' elaborata da Bourdieu, funzionale ad una più articolata e realistica ricostruzione ed interpretazione del campo partecipativo. Facendo rientrare per un verso la stessa azione, riflessiva e adattiva, del mediatore/ricercatore tra quelle di tutti gli altri portatori di interessi tale interpretazione non si limita alla elaborazione e alla sintesi delle istanze emergenti ma si estende alle logiche che strutturano i campi dei singoli e differenti attori sociali coinvolt

    Vecchie e nuove generazioni di spazi pubblici

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    Obiettivo della riflessione è la ricostruzione di un quadro generale della funzione degli spazi pubblici nello specifico caso della città di Bari e la definizione del ruolo che questi hanno avuto nel corpo della comunità nonché il peso ad essi attribuito dall’agenda della politica locale considerando un arco di tempo significativo per cogliere caratteri costanti e cambiamenti, corrispondente approssimativamente alle ultime 5 consigliature. I parametri e le cornici ritenuti coerenti a definire questo quadro sono stati: a) le logiche politico-amministrative che hanno disegnato l’attuale mappa degli spazi pubblici della città; b) i temi rilevanti per la comunità locale inerenti allo spazio pubblico urbano, evidenziati dai dibattiti pubblici o dalle tensioni sociali aperti su tali spazi – storici o nuovi; d) le fondamentali dinamiche d’uso sociale legate a questi spazi, determinanti a seconda dei casi il successo o il fallimento dei presupposti progettuali, il relativo ciclo di vita, l’emergenza di effetti non previsti, ecc. Relativamente alle dinamiche sociali e politiche che hanno portato all’attuale configurazione della trama degli spazi pubblici urbani, si è cercato di dare anche una risposta ad alcune questioni di portata più ampia, macro questioni dal carattere anche controverso. Una certamente può essere sintetizzata con la tesi secondo la quale ci troveremmo in una fase della storia della città che più di tutte ha creato e recuperato spazi pubblici ma che ha perso nello stesso tempo gli utilizzatori di tali spazi. A verifica di una tale tesi è stata condotta un'analisi sistematica degli spazi pubblici sovra e sottoutilizzati di Bari - utilizzando metodi di rilevazioni sul campo basati sull'osservazione. Una seconda questione è relativa invece alla declinazione locale della crisi generalizzata del soggetto pubblico locale come principale attore nella realizzazione delle opere e quindi anche degli spazi definiti pubblici. Come per altri casi urbani a Bari in effetti la produzione e la gestione di spazio pubblico nell’arco di tempo considerato sono rientrati sempre meno tra gli interventi diretti del soggetto pubblico e sempre più nell’azione dei privati, fortemente interessati a partecipare ai processi di trasformazione della città. L'ipotesi emersa induttivamente sulla base dell'analisi localizzata - ma che andrebbe verificata su un campione più ampio ed eterogeneo di casi - porterebbe a mettere in relazione tale tendenza alla ‘privatizzazione’ con peculiari declinazioni estetiche e funzionali dei 'nuovi' spazi pubblici

    Politiche territoriali e pratiche sociali nel processo di costruzione dell’immagine del Salento Slow Life

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    Il Salento è l’unità d’analisi territoriale scelta per condurre una riflessione sulla costruzione dell’identità locale e sul processo di patrimonializzazione che fa leva sul concetto di ‘lentezza’ associata ad un turismo slow. É un possibile laboratorio di come il tema della lentezza possa essere una combinazione di retoriche locali e di politiche di sviluppo e programmi di assetto del territorio di scala sovraordinata provinciale e regionale, nonché di istanze e movimenti di ordine etico-politico. Questi ultimi, in particolare, avrebbero fortemente contribuito al processo di costruzione di un’immagine del territorio fortemente condivisa e trasversale – in quanto in grado di coinvolgere anche istituzioni pubbliche e attori privati – alimentando un dibattito sulla autenticità di un’identità indirizzata per un verso ad inseguire un rapido sviluppo turistico e, per altro verso, alla conservazione di ‘beni comuni’ e immateriali, tra i quali la lentezza dello stile di vita è risultato essere centrale

    La mission di Aibnb e le declinazioni locali di sostenibilità turistica

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    Uno studio di valutazione dei cambiamenti che l’iter di candidatura e la nomina a Capitale Europea della Cultura 2019 hanno prodotto su Matera ha permesso di aprire una riflessione ed una valutazione anche sugli effetti del suo rapido sviluppo turistico e, secondariamente, del ruolo giocato dalla piattaforma di Airbnb alla quale sia il dibattito pubblico che molta parte degli studi specialistici attribuiscono la responsabilità di aver trasfigurato i centri urbani e alterato i sistemi immobiliari locali oltre ad aver innescato ripple effect economici. Pur essendo il fenomeno per molti versi oggettivamente sfuggente e difficilmente quantificabile gli approcci a questo tema si sono fondamentalmente polarizzati su posizioni orientate ad una valutazione dei suoi effetti, di segno nettamente positivo o nettamente negativo, quasi mai sulle condizioni che ne permettono o stimolano lo sviluppo. Il caso studio di Matera ha offerto l’opportunità di iniziare a tracciare una prospettiva critica di questo frame teoric
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