1,720,997 research outputs found

    Co-designing tools and support for quality of life of people with disabilities and their families in times of Covid-19. A viable space for the disability case manager (DCM)?

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    The COVID-19 syndemic experience exacerbated the urgency of finding innovative solutions to support the autonomy, integration and care of people with disabilities in our country. Specifically, the fragility of the protection measures for the disabled and their families emerged forcefully, and they were all too often abandoned in residences -and in their own homes- as a result of dedicated service closures, leading to the loss of flexible or adequate alternatives and to an often unsustainable burden of care for families. The article first discusses the experimentation of introducing a disability case manager (DCM) in a local context, starting from an interesting drive for innovation exercised by a banking foundation that promoted a participatory process with public and private stakeholders. The second part explores the salient features of the DCM profile in relation to the needs that emerged from listening to local stakeholders, particularly care workers and disabled people and their families. In the last part, the experimentation is presented as a possible innovative path towards improving the quality of life and well-being of disabled people. Finally, several key recommendations are provided for urgent interventions to support disabled people and their families both during and after the syndemic crisis

    Benessere disuguale: ricerche ed esperienze su salute e vulnerabilità sociali

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    Una lettura della disuguaglianza come forma di distanza e le possibili rotte per il contrasto alle disuguaglianze sanitarie e social

    Identità e professionalità nel terzo settore : orientamento strategico di fondo con uno sguardo internazionale

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    A fronte della crisi sistemica che ha investito tutto il comparto del Terzo settore italiano, il volume presenta una ricerca finalizzata a comprendere e approfondire il tema del riorientamento strategico di fondo di imprese e cooperative sociali in un’ottica comparata internazionale, valutando la possibilità di una nuova figura professionale dotata di un set di conoscenze, competenze e atteggiamenti codificati e validati. Sullo sfondo dei panorami sociali entro i quali vive e si proietta il Terzo settore, dunque, il testo riflette sull’osf (Orientamento strategico di fondo) e sull’eventuale necessità di un orientatore/accompagnatore capace di agire sull’identità profonda dell’impresa sociale e più in generale delle organizzazioni della cooperazione sociale (sia di quelle in fase di start-up che in fase di consolidamento), accompagnando le stesse verso una ricollocazione e revisione della propria mission e della propria vision. La proposta si articola a partire da studi di caso che hanno coinvolto cooperative sociali, consorzi di cooperative e imprese sociali in Italia e imprese sociali in Colombia

    Benessere disuguale: salute e vulnerabilità sociali

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    Curatela della parte monografica del numero Prospettive Sociali e Sanitarie n.1-2/2024 "Disuguaglianze sociosanitarie. Benessere disuguale: ricerche ed esperienze su salute e vulnerabilità sociali

    Questa è la mia storia. Per una valutazione di impatto dei percorsi di inclusione socio-lavorativa attraverso i racconti di vita

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    Il volume presenta i risultati della valutazione d'impatto dei percorsi finalizzati all'inclusione socio-lavorativa di persone svantaggiate, sostenuti dalla Sovvenzione Globale "Esprit3" (FSE POR Toscana, Obiettivo 2, 2007-2013). Rispetto alle tradizionali modalità di valutazione, la ricerca utilizza un approccio innovativo di tipo qualitativo, coinvolgendo sul campo le persone che, a vario titolo, partecipano ai progetti finanziati. In primo luogo, sono stati coinvolti i "beneficiari finali", vale a dire le persone svantaggiate, al fine di comprendere meglio ciò che è accaduto concretamente nelle loro vite attraverso il lavoro, le risorse personali riattivate, i punti di svolta incontrati, le speranze accese, l'autostima e la dignità riconquistate, l'acquisizione della fiducia e dell'autonomia individuale, la consapevolezza dell'importanza della cura di sé. In secondo luogo, sono stati coinvolti i "beneficiari intermedi", ossia le organizzazioni che hanno promosso i progetti di inclusione finanziati, che hanno supportato e coadiuvato il processo di inserimento lavorativo attraverso un vero e proprio accompagnamento e tutoraggio attivo. In questo caso, la ricerca valutativa si è concentrata sull'analisi dei principali cambiamenti organizzativi accaduti dall'erogazione del finanziamento, approfondendo aspetti quali la rispondenza delle azioni rispetto ai bisogni precedentemente rilevati, le potenzialità del lavoro in rete, i possibili punti di svolta per l'organizzazione stessa

    Integrazione e punti di svolta. Il caso della provincia di Siena

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    Per quanto all’integrazione venga riconosciuta una dinamica processuale che si sviluppa nel tempo, la vita di ciascun individuo è scandita da tutta una serie di eventi, più o meno grandi, più o meno significativi, che in modo consapevole o senza alcuna consapevolezza, sono in grado di cambiare il suo corso di vita. Proprio questi passaggi sono accompagnati da mutamenti che interessano il profilo identitario e il contesto di interazione di chi vi è coinvolto. L’intento di questo saggio è proprio quello di analizzare se, e in quali termini, esistono dei “punti di svolta” capaci di far compiere dei salti al processo di integrazione

    Volontariato e welfare rurale. Uno studio per progettare nuovi servizi

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    Il volume propone i risultati di un percorso di ricerca-azione finalizzato a cogliere il ruolo del volontariato in tre aree rurali e decentrate della Toscana: la zona dell’Amiata, il Casentino e i territori delle Colline Metallifere. La ricerca-azione, promossa dal Cesvot e realizzata da un gruppo di ricercatori dell’Università di Siena, ha avuto proprio il compito di cogliere se, come, e a quali condizioni, l’associazionismo di volontariato fosse in grado di rappresentare una opportunità per trasformare il potenziale inespresso di questi territori in qualità della vita per i cittadini che li abitano

    Il ruolo del volontariato nella costruzione del welfare rurale. Un’esperienza di ricerca-azione in Toscana

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    Da alcuni anni nel nostro Paese si è sviluppato un intenso dibattito sulle cosiddette “aree interne” con l’obiettivo di ripopolare territori apparentemente fragili ma ricchi di risorse poco valorizzate. Per riuscire in questo ambizioso percorso l’idea di fondo è quella di realizzare percorsi progettuali in grado di rendere effettivamente produttive le risorse disponibili, migliorando i servizi alla popolazione e creando nuove forme di occupazione. Gli autori presentano i risultati di una ricerca-azione promossa dal Centro servizi per il volontariato della Toscana (Cesvot) realizzata in tre aree interne della Regione Toscana con l’obiettivo principale di verificare se e a quali condizioni l’associazionismo di volontariato è in grado di dare un contributo al rilancio delle aree interne. Il metodo della ricerca-azione ha inoltre permesso di svolgere un’attività di animazione territoriale indispensabile, in zone particolarmente fragili, per attivare o ri-attivare le reti sociali presenti e poco valorizzate

    L'atteggiamento nei confronti della politica e l'impegno civile

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    Avendo constato l'esistenza di numerosi studi sull’area della marginalità e del disagio sociale così come, all’apposto, sul ceto medio, risultano rari i lavori dedicati a quella parte di popolazione che vive in una situazione di – sotto molteplici punti di vista – subordinazione, senza tuttavia trovarsi per questo in una condizione di marginalità sociale. Si tratta di quella fascia di popolazione che, fino a qualche anno fa, avrebbe potuto facilmente essere identificata con la classe operaia. Il saggio analizza il rapporto con la politica e con il mondo associativo di questi gruppi sociali all'interno di una ricerca finalizzata a mettere in luce le caratteristiche, i problemi e le opportunità dei “nuovi ceti popolari”.Avendo constato l'esistenza di numerosi studi sull’area della marginalità e del disagio sociale così come, all’apposto, sul ceto medio, risultano rari i lavori dedicati a quella parte di popolazione che vive in una situazione di – sotto molteplici punti di vista – subordinazione, senza tuttavia trovarsi per questo in una condizione di marginalità sociale. Si tratta di quella fascia di popolazione che, fino a qualche anno fa, avrebbe potuto facilmente essere identificata con la classe operaia
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