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    Figure della classicità in Hegel

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    Agli occhi di Hegel il patrimonio di razionalità di cui il mondo moderno può godere è una eredità che viene da lontano, che va oltre l’esperienza storica e culturale rappresentata dal cristianesimo, per radicarsi profondamente nell’antichità classica. All’interno del suo pensiero le tracce di questa eredità si sono incarnate in una serie di figure, che hanno acquistato non solo un significato storiografico, ma anche un profonda rilevanza speculativa. Lo scopo di questo volume è di presentare alcune di queste figure, delineando quelle caratteristiche per così dire somatiche che ne possano chiarire il valore sistematico

    Il platonismo di Antonio Conti e di Jacopo Stellini

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    Per quanto riguarda Conti, la lettura di Platone può essere fatta risalire al suo secondo soggiorno in Francia (1718), ma il platonismo può essere stato assorbito già durante i primi anni della formazione filosofica, sotto la guida di M. Fardella. L'intento di Conti è, da un lato, di mostrare che i fondamenti della metafisica moderna si trovano già negli antichi filosofi e soprattutto in Platone; dall'altro di edidenziare la vocazione politica della filosofia dell'Ateniese. La lettura di Platone da parte di Stellini poteva vantare basi fiilologiche più solide che non quelle di Conti. Il valore principale di Platone stava soprattutto nell'aver tradotto in rappresentazione concettuale la propria epoca, ovvero una fase storica dello sviluppo dei costumi

    La sofistica come figura dello spirito oggettivo in Hegel

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    La Sofistica, intesa come figura dello Spirito oggettivo, rappresenta secondo Hegel una degenerazione della moralità, in quanto sposta il baricentro dell'agire dalla oggettività del bene alla coscienza morale intesa come arbitrio del volere soggettivo

    Etica della politica

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    La sfera pubblica è lo spazio in cui è destinata a svilupparsi l’esistenza umana, di cui agire morale ed agire politico costituiscono due fondamentali articolazioni. In quanto sono entrambe modalità dell’azione, morale e politica non possono essere lasciate in uno stato di contraddizione reciproca: ciò vorrebbe dire abbandonare a sua volta l’uomo ad una insanabile contraddizione con se stesso. Se le virtù etiche non si generano spontaneamente per via naturale, allora una delle principali responsabilità morali della politica consiste nel creare le condizioni oggettive per garantire processi formativi che conducano ad un agire razionale. La costruzione dello spazio pubblico di un’autentica comunità politica non si ottiene attraverso l’elaborazione di miti etnici di tipo naturalistico, ma attraverso la creazione di una intersoggettività che abbia a fondamento della propria esistenza il rispetto giuridicamente garantito di leggi comuni e l’osservanza di principi etici consapevolmente riconosciuti. L’unità di etica e politica diventa allora possibile se e quando la politica riesce a creare l’organismo di un costume condiviso, rappresentabile come interazione delle molteplici volontà individuali

    L’idea di Dio e il problema della verità in Spinoza

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    Nella filosofia di Spinoza l'idea di Dio assume un ruolo anche metodologico, in quanto è funzionale alla determinazione del criterio della verita

    Hegel e la filosofia della religione. Rassegna delle pubblicazioni (1970-1981)

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    Rassegna critica delle pubblicazioni internazionali sulla filosofia hegeliana della religione pubblicate del 1970 al 198
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