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Modeling and First Characterization of Broad-Spectrum Vibration Rejection of Frequency Modulated Gyroscopes
The work presents a detailed modeling and the first-ever characterization of a frequency modulated (FM) yaw gyroscope in presence of vibrations from low frequency (30 Hz), through the main modes, and up to 40 kHz. The gyroscope two in-plane axes (around 25 kHz) are operated under a Lissajous trajectory (70 Hz period) by an integrated circuit (IC) including oscillators, frequency digitization, and digital demodulation stages. In presence of 2-gpk-pk vibrations, no effects are visible across the spectrum apart from the region including the modes. In this range, as predicted by theory, for each axis no effect is observed for accelerations at the axis resonance (< 0.1 dps/g), but a huge effect (tens of dps/g) is visible for accelerations at an offset frequency from resonance corresponding to the mode split
Dental implant with nanotubes surface with micrometric cavities
In the dental implant, of titanium or its alloys, at least that surface of the implant intended to come into contact with the gingival epithelium has a structure of the titanium oxide nanotube type, with cavities of micrometric dimensions
Taglio cesareo ripetuto o travaglio di prova? Il percorso di scelta della donna precesarizzata : analisi e confronto delle modalità consulenziali tra Clinica Ostetrico-Ginecologica L.Mangiagalli ed Ospedale V.Buzzi
Ripetere il cesareo o provare a partorire? Per le donne precesarizzate che non presentino controindicazioni specifiche (vedi oltre) esiste la possibilità di partorire per via vaginale.
Come arrivano queste donne a prendere una decisione in merito? E soprattutto, quanto la decisione risulta essere delle donne, e quanto dell’operatore che le segue? Il concetto di base è che si dovrebbe trattare di una scelta, una scelta che spetta alla singola donna, in quanto riguarda la sua salute e quella del suo bambino, ma non solo questo... Riflette la sua visione della gravidanza, del parto e la coinvolge nel profondo, perché è una scelta che riguarda i desideri, le emozioni e le aspirazioni relative ad un’esperienza fondamentale della vita.
La scelta è condizionata da esperienze del passato e da aspettative per il futuro, dalle motivazioni più intime e dal vissuto a livello relazionale, affettivo, sessuale; dal rapporto che la donna ha con il proprio corpo, proprio bambino, con il dolore, con la paura. Senza dubbio, oltre alla componente personale di ciascuna donna, nel percorso di scelta, giocano un ruolo fondamentale il back-ground culturale della donna stessa ma anche l’approccio di tipo medico alla gravidanza e al parto che caratterizza la società di oggi.
La scelta tra le due modalità di parto infatti, è percepita quasi esclusivamente come una “questione medica”, nella quale spesso, tutte le variabili emotive, esperienziali, progettuali sopra elencate, non trovano spazio o non vengono considerate. Di fatto, è l’insieme delle informazioni e delle conoscenze che la donna acquisisce prima e durante la gravidanza, riguardo gli aspetti clinici di un Travaglio di Prova (TdP) e Parto Vaginale Dopo Cesareo (PVDC) versus Taglio Cesareo elettivo che condiziona altamente la decisione finale. Pertanto, è indubbio che chi si trova a rivestire il ruolo di consulente abbia una grossa responsabilità nell’orientare la scelta delle donne e delle coppie.
In questo lavoro vengono confrontate le modalità di consulenza di due punti nascita della città di Milano sulla base dei modelli di counselling previsti in ambito sanitario ed in particolare con riferimento alle regole previste dal “Counselling sistemico” descritte da G. Bert e S. Quadrino
Biochemical and genetic analysis of 1,2,4-trimethylbenzene and o-xylene catabolism of Pseudomonas strains
Studio osservazionale e proposte organizzative finalizzati all'atteazione del 7° e 8° passo per l'accreditamento ad Opedale Amico della Clinica L. Mangiagalli di Millano
Introduzione: La promozione dell’allattamento al seno è un obiettivo prioritario di salute pubblica, per garantire ad ogni bambino il diritto di godere del miglior stato di salute possibile. Il rispetto e il sostegno sin dalla nascita di alcune pratiche come il rooming-in (Passo 7 BFHI) e l’allattamento a richiesta (Passo 8 BFHI) raccomandate da OMS e UNICEF, sono fondamentali per favorire una buona riuscita dell’allattamento al seno. Infatti la possibilità di tenere sempre il bambino vicino a sé, imparando a conoscerlo, e di allattarlo ogni qual volta lo richieda permettono un buon avvio e un buon mantenimento dell’allattamento al seno.
Obiettivi: Il primo obiettivo della ricerca è quello di verificare se ci sia stato un cambiamento positivo di percezione e conoscenza materna sul rooming-in e di successo per l’allattamento a richiesta, tra le puerpere presenti nella Clinica L.Mangiagalli nel Maggio 2014 e quelle presenti nel Giugno 2013.
Il secondo obiettivo è quello di far emergere dalle ostetriche un’analisi dell’organizzazione delle loro attività giornaliere e notturne, per cogliere i vissuti ed evidenziare le criticità e i punti di forza della loro assistenza, focalizzandosi in particolare sul 7° e 8° passo per l’allattamento al seno.
Metodi: Nella prima fase si è svolto uno studio osservazionale trasversale mirato a rilevare la conoscenza e la percezione sul 7° e 8° passo OMS/UNICEF, delle puerpere presenti nel reparto di puerperio della Clinica L.Mangiagalli nel mese di Maggio 2014, per poter confrontare i dati con quelli rilevati nell’anno precedente.
Nella seconda fase è stata condotta una ricerca qualitativa fenomenologica, tramite un’intervista semistrutturata a 10 ostetriche del reparto di puerperio; le interviste sono state trascritte e analizzate individuando, categorie e temi di significato, triangolati con altri due ricercatori e poi con le ostetriche stesse.
Risultati: Le puerpere hanno dimostrato una minor conoscenza della possibilità e dei vantaggi del rooming-in rispetto all’anno precedente, nonostante ciò si è verificato un lieve aumento del rispetto di questa pratica e le donne sono state separate dai loro bambini per un tempo minore. Si è riscontrato invece un brusco abbassamento del tasso di allattamento esclusivo durante la degenza, coincidente anche col dato emerso rispetto ai consigli forniti dagli operatori stessi in merito alla frequenza e durata delle poppate, che vede un aumento della proposta dell’allattamento ad orari. La figura professionale indentificata dalle donne di riferimento per l’allattamento è sempre la puericultrice.
Le ostetriche identificano numerosi aspetti critici della loro assistenza, legati all’organizzazione e alla struttura del reparto; riconoscono che il rooming-in non viene sostenuto e praticato, e che forniscono informazioni contraddittorie in merito all’allattamento.
Conclusioni: Sia dal punto di vista delle donne che da quello delle ostetriche, emerge come il rooming-in e l’allattamento a richiesta non siano delle pratiche sufficientemente sostenute e incoraggiate dagli operatori della Clinica L.Mangiagalli. Il modello organizzativo, la struttura, le abitudini, la contraddittorietà delle informazioni, la scarsa comunicazione tra operatori, ostacolano l’applicazione dei Passi 7 e 8 BFHI.
Proposte operative: Sia dalle donne che dalle ostetriche emergono delle proposte simili per migliorare e sostenere tali pratiche: implementare l’assistenza nelle stanze, fornire ausili più pratici e sicuri per la gestione del neonato in stanza, creare delle zone a disposizione per l’allattamento con la presenza di operatori dedicati, educare e rendere autonome le donne nella gestione e nella conoscenza dei loro neonati, uniformare le informazioni
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