1,720,964 research outputs found
Weathering of Pb-Zn mine tailings in PH buffered environment
The Ingurtosu Pb-Zn mine in south-western Sardinia, exhibits three main weathering processes: 1) oxidation without acidification derived from Pb and Zn sulphides; 2) oxidation with acidification derived from Fe sulphides; 3) pH buffering due to Ca and Mg carbonate dissolution. These weathering processes are followed by adsorption of metals on iron oxyhydroxides and precipitation of hydrated sulphates (sometimes carbonates). Nearly all iron sulphides and carbonate (siderite, ankerite) grains, have alteration rims made up of iron oxyhydroxides (goethite), where Zn, Cu and Pb are adsorbed after sulphide oxidation. Moreover, the occurrence of slightly weathered clay minerals confirms the low pH values are never reached. -from Author
Insediamenti preistorici nell’Oristanese (Sardegna centro-occidentale) Primo approccio archeometrico
Petrographic characterisation of polished stone axes from Neolithic Sardinia, archaeological implications
In Sardinia, polished stone axes appear in early Neolithic communities (VI
millennium B.C.) and are found up to the beginning
of the Copper Age.
Classification of polished axes from western
central Sardinia has been redefined archaeometrically
in a preliminary sampling of specimens found in
open-air settlements. In the studied Neolithic sites,
«nephrites» make up 95% of all examined
lithologies. Two main groups may be distinguished,
characterised respectively by the presence or
absence of epidote. «Nephrites» are made up of
actinolite or tremolite, chlorite, ±epidote, and Feoxide.
The other stone axes are composed of
glaucophane schist, metadiabase, andalusite
hornfels, and phonolite.
The extensive occurrence of lithotypes from
outside Sardinia, mainly «nephrite», which was
commonly used to produce the mainland axes,
chiefly in the Neolithic villages of northern Italy, is
confirmed. Axes made of jadeitite or eclogite seem
to be absent or very rare. Conversely, semi-finished
samples found in Sardinia bear witness to raw
materials or rough-casts acquired from the mainland.
One axe made of volcanic rock from Montiferro is
of particular interest, since it may also document
local production of stone axes
Insediamenti all'aperto della Sardegna centro-occidentale nel Neolitico Antico: ambiente e produzione ceramica
Provenance, petrographical and physical characters of the volcanites used for constructing the S. Antioco of Bisarcio basilica (NE Sardinia, Italy)
Petrografia e mineralogia delle sabbie dei litorali sardi nord-occidentali antistanti le coste della Corsica: origini e provenienze dei materiali
Sono state campionate le sabbie di alcune spiagge comprese tra quella de La Pelosa (presso Capo Falcone) e quella di Lu Bagnu (presso Castelsardo).
I campioni sono stati prelevati secondo traverse parallele ed ortogonali alla linea di costa, con distanze tra loro proporzionali alle dimensioni della spiaggia stessa. Non si sono riscontrate sostanziali variazioni composizionali nella mineralogia di tutti i campioni esaminati, fatta eccezione per i bioclasti, spesso più abbondanti vicino alla battigia, dove la granulometria della restante porzione è talvolta notevolmente minore.
I modi di ripascimento naturale delle spiagge e le dinamiche della loro evoluzione, sono fortemente condizionati non solo dai processi di trasporto, deposizione ed erosione del materiale detritico ma anche dalle litologie dei bacini di alimentazione, ossia dalle loro caratteristiche minero-petrografiche e dai relativi parametri d’alterazione fisico-chimica.
Le principali litologie affioranti nell’area sono rappresentate da metamorfiti paleozoiche, da calcari mesozoici e miocenici, e da vulcaniti cenozoiche. Lo studio della composizione delle sabbie sembra evidenziare il ruolo del tutto trascurabile giocato dalla frazione carbonatica continentale, mentre frammenti litici e fasi minerali provenienti dallo smantellamento delle vulcaniti cenozoiche e del basamento cristallino sembrano giocare un ruolo predominante.
Lo studio delle litologie presenti è stato limitato alle piroclastiti oligo-mioceniche. Esse affiorano sotto forma di vasti espandimenti con composizione notevolmente variabile. Sono stati determinati alcuni parametri fisici quali la densità reale, la densità apparente, il volume reale e il volume apparente ed è stata calcolata la porosità aperta. Sono stati inoltre determinati il coefficiente d’imbibizione e l’indice di saturazione. L’insieme dei dati mostra un'alta dispersione dei valori, legata alla forte eterogeneità delle rocce, conseguente alle diverse modalità di eruzione ed alle diverse temperature di messa in posto (ignimbriti di alto, medio e basso grado). Tale dispersione di valori dipende anche dalla diversa incidenza di pomici, litici, cristalli e matrice. Sulla base delle caratteristiche fisiche, petrografiche e petrochimiche è stato possibile suddividere le piroclastiti in tre gruppi principali: fortemente saldate, mediamente saldate, poco saldate. La elevata porosità è la causa principale della maggiore alterabilità epigenetica delle piroclastiti meno saldate, mentre quelle più saldate sono nella maggior parte dei casi poco alterate per azione degli agenti atmosferici. Litorelitti dei tre diversi tipi di piroclastiti sono rispettivamente: più presenti, meno presenti e poco presenti nelle sabbie delle spiagge.
Sono stati presi in considerazione i seguenti componenti delle sabbie: frammenti litici, granuli cristallini, bioclasti. L’incidenza dei materiali provenienti dallo smantellamento delle vulcaniti Cenozoiche, nelle sabbie analizzate, varia da spiaggia a spiaggia e da un punto di campionamento all’altro. Escludendo la componente bioclastica le vulcaniti cenozoiche contribuiscono mediamente al ripascimento naturale delle spiagge esaminate per il 34% circa. I clasti, il quarzo, il K-feldspato, il plagioclasio e gli accessori stanno tra di loro in rapporti pari a circa 7:32:26:26:9
Asce in pietra di insediamenti eneolitici dell’alto Campidano, Sardegna centro occidentale - Italia. (Caratterizzazione petrochimica e implicazioni archeologiche)
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