1,721,191 research outputs found

    Note sulle formazioni latine in -ĭdus

    No full text
    Lo studio propone una spiegazione diacronica originale per il suffisso latino -idus, che viene spiegato non come formazione ereditata direttamente dalla morfologia indeuropea, ma come innovazione latina di ambito nominal

    Nasal Presents in Latin between Root, Aspect and Actionality: A Nanosyntactic Account

    No full text
    Nasal presents look puzzling due to a number of morphological characteristics. Notably, -n patterns in an unexpected fashion with respect to both (i) the thematic element -ā (sequences like ✶-ā-n-ĕre and ✶-n-ā-re are disallowed, but the latter can appear if a prefix is inserted), and (ii) the perfect stem formatives, as -n is mostly deleted in the perfect stem, but (iii) this does not hold in perfects like iu-n-c-s-ī. In this paper, I will try to account for these characteristics assuming that the nasal morphs are basically transitivity markers, i.e. is they belong to the domain of actionality, and within the framework of Nanosyntax. In detail, I will account for (i) showing that -n and -ā do not co-occur since they are triggered by different morpho-syntactic constraints; as to (ii), I will propose that strong perfect morphs not only realize tense/aspect properties but also contain the Aktionsart layer, driving the drop of -n. The preservation of -n (iii), in turn, is due to a gradual shift of -s towards the status of “weak” perfect formative, which blocked the deletion of preceding actional morphs. Keywords: Nasal presents, Nanosyntax, verbal morphology, Aktionsar

    Il congiuntivo e l'ottativo. Problemi di morfosintassi tra indeuropeo e latino arcaico

    No full text
    Il saggio affronta un problema di lunga tradizione nell'ambito della sintassi e della morfologia indeuropee, ovvero la relazione tra i morfemi che nelle lingue indeuropee antiche realizzano contenuti di modalità, e il loro valore in prospettiva di ricostruzione indeuropea. Il primo capitolo analizza l'inventario delle strutture morfologiche dei modi tra antico indiano, greco, latino, e altre lingue, arrivando alla conclusione che morfemi di modo ereditati devono essere esistiti, ma la loro integrazione con le altre categorie funzionali del verbo fu un fatto individuale di ciascuna lingua, in particolare per quanto riguarda il rapporto con il tempo verbale. Nel secondo capitolo vengono illustate le proprietà funzionali dei morfemi di congiuntivo e di ottativo, comparativamente, per concludere che se di un valore originario si può parlare, dovette trattarsi di un contenuto inerente alla visualizzazione, cioè sfumature di eventualità libere (congiuntivo) o condizionate (ottativo). Nel terzo capitolo ci si sofferma sulle evidenze del latino arcaico, che, in accordo con l'origine morfologica delle forme di congiuntivo, mostra ancora tracce di una organizzazione del rapporto modalità-tempo diversa da quella più rigida della varietà classica. Chiude il volume un'appendice dove si analizzano dettagliatamente le costruzioni al congiuntivo individuate nel Miles Gloriosus di Plauto

    I congiuntivi del tipo (ne) attigas in latino arcaico.

    Full text link
    Lo studio deriva dalla Tesi di dottorato dell'autore, discussa nel 2005 presso l'Università di Padova. Vengono prese in esame una serie di forme del latino arcaico, sia letterario sia epigrafico, note come 'congiuntivi indipendenti' o come 'tipo attigas', che sono caratterizzate per importanti proprietà sia funzionali, sia morfologiche. Dal punto di vista del contenuto, infatti, esse sono almeno inizialmente ristrette ai contesti testuali proibitivi, anche se nelle sopravvivenze presso i Veteres assumono impieghi più vari; dal punto di vista morfologico, esse mostrano una caratteristica del tutto aberrante riepstto alla struttura del verbo latino, dal momento che applicano il morfema di congiuntivo presente senza che siano inserite le marche di tema di presente. Le forme analizzate sono attigas (tango), attulas (tollo), advenat (venio), fuas (fio) e duas (dare). Nell'articolo, si confuta l'opionione tradizionale secondo cui queste forme sarebbero dirette eredità di ingiuntivi aoristi indeuropei, sulla base del fatto che il materiale morfologico impiegato presuppone in tutti i casi una rielaborazione latina, e non è quindi possibile una comparazione diretta con strutture, apparentemente simili, in altre lingue indeuropee. Si mostra invece che tali forme testimoniano una fase particolarmente antica della trafila grammaticale latina, in cui il morfema di congiuntivo -a- poteva essere applicato a basi morfologiche, non coincidenti con la radice, sotto-specificate dal punto di vista tempo-aspettuale. La ricorrenza nei contesti proibitivi è favorevole a tale ipotesi, dal momento che è un ambito in cui tipicamente i tratti deittici associati al tempo possono essere neutralizzati. Lo studio incoraggia quindi a analizzare la storia della morfologia latina in una prospettiva di ricostruzione interna, più che in un'ottica diretta di ricostruzione indeurope

    Note sulla morfologia in *-ētos tra latino e umbro

    No full text
    Lo studio desscrive il comportamento dei morfemi deverbali in vocale lunga + -tus, e identifica alcune proprietà del suffisso -etus, confrontandolo con i dati dell'umbro delle Tavole di Gubbi

    Riflessioni sulla morfologia in nasale nel verbo latino: eredità e classi morfologiche

    Full text link
    L'articolo analizza in una prospettiva di ricostruzione interna la classe dei presenti in nasale in latino. La sotria della questione fin dal XIX secolo mostra un interesse prevalente sulla ricostruzione di proto-forme indeuropee per questa categoria, con la conseguenza che gli aspetti di riorganizzazione interna alle singole gramamtiche non sono stati generalmente approfonditi. Questo studio distingue quindi due sottoclassi di presenti in nasale, una superficialmente suffissale (cerno, pello etc.), l'altra a infisso (iungo, scindo etc.), e mostra come solo quest'ultima esibisca caratteri di produttività, elementi innovativi, e compattezza semantica. In particolare ci si sofferma sulla condivisione del formato della radice, della preferenza per il perfetto sigmatico, e dell'estensione di -n- anche al di fuori del present

    Ancora sul tipo faxo/faxim

    No full text
    Lo studio riprende alcuni spunti di una più ampia ricerca, e propone un'analisi in parte nuova per l'origine e l'inquadramento delle forme del tipo faxo/faxim in latino arcaico. Si sottolinea che tali forme devono essere considerate in primis forme di anteriorità (contesti di protasi nel discorso giuridico); sulla base di ciò si ipotizza che la sequenza -s- + -i- assembli l'informazione di modalità incardinandola sul tempo passato (-s-); da faxim, attraverso una serie di fenomeni di rianalisi, è possibile derivare il tipo storico feceri

    Le forme latine del tipo duas/duim

    No full text
    L'articolo esamina le caratteristiche morfologiche, in prospettiva diacronica, delle forme del tipo duas/duim conservate nel latino arcaico. Tali strutture rappresentano un caso di forte incoerenza rispetto alle caratteristiche fondamentali del latino, che strutturalmente gerarchizza la morfologia di modo dopo quella di tempo; al contario, il tipo duas/duim mostra le marche di modo (-a- e -i-) applicate direttamente su un allotropo della radice, du- senza traccia di appartenenza al tema di presente. Si ipotizza quindi che tali forme siano residuo di una fase molto antica in cui l'allineamento tempo>modalità non era ancora grammaticalizzato; du- può essere quindi interpretato come un esito della radice *deh3- con -u- a causa di laringale, che viene selezionato in qualità di base sottospecificata, per l'espressione di un contenuto non deittic
    corecore