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    I terreni dell’analogia: Ripensare processi eteronomi per la ricerca in architettura = The fields of analogy: Rethinking heteronomous processes in architectural research

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    Da un punto di vista epistemologico, la ricerca in Architettura sconta ancora una particolare difficoltà di posizionamento tra scienze esatte e scienze umanistiche. Il recente affermarsi del Research by Design apre nuove prospettive sia sul progetto come forma di conoscenza scientifica, sia sui metodi e le tecniche del pensiero generativo. Tra questi il procedimento analogico riveste un ruolo centrale. A partire da una perimetrazione al tema dell’analogia e del suo carattere eteronomo, il contributo si concentra su come essi siano stati interpretati nello statuto del progetto, in particolare nelle posizioni di Aldo Rossi, Oswald Mathias Ungers e John Hejduk, fino a tracciarne l’attualità per la ricerca architettonica contemporanea

    La Via Istmica Sibari-Lao. Per un atlante della memoria

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    Rispetto alla direttrice di attraversamento longitudinale nord-sud, consolidata nella via ab Regio ad Capuam e oggi sostanzialmente rintracciabile nel percorso autostradale, il periplo costiero e le direttrici trasversali restituiscono il complesso palinsesto territoriale calabrese, rivelandone la natura di crocevia terrestre e marittimo del Mediterraneo. Il contributo di ricerca assume il tracciato istmico Sibari-Lao quale paradigma indiziario dei caratteri insediativi e dell’intrinseco e conflittuale rapporto che le eterogenee testimonianze storico-architettoniche intessono con il paesaggio naturale ed antropico, traghettandole in un’inedita narrativa comune all’interno delle attuali dinamiche di trasformazione e riappropriazione culturale

    Prossimità, tempi e transizione: Due indirizzi progettuali per la città post pandemia = Proximity, times, and transition: Two design orientations for the post-pandemic city

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    Una sfida centrale, tra quelle che le città affronteranno nel futuro post-pandemico, consister nel riconciliare la sfera dell’abitare individuale con quella collettiva agendo sull’ossatura degli spazi pubblici attraverso una consistente modificazione dei suoi modelli. In questa prospettiva, la riflessione che il contributo propone si concentra sul necessario ripensamento di una scala intermedia per il disegno degli spazi aperti, e su modalità di intervento sempre pi caratterizzate da una permanente temporalità nelle dinamiche di trasformazione dei sistemi urbani e metropolitani. Si tratta di pratiche discrete e incrementali all’interno di un orizzonte incerto, non solo per le conseguenze della pandemia in atto, che diventa oggi un referente costitutivo dell’azione progettuale
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