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    I dilemmi dell'istituzionalizzazione

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    L'articolo offre una cornice teorica interpretativa allo sviluppo delle politiche di accoglienza dei bambini allontanati dalla loro famiglia. Non basta chiudere gli istituti socio-assistenziali per affrontare in modo adeguato il tema della deistituzionalizzazione: il dibattito di questi anni, però, è stato monopolizzato da tale obiettivo, importante sì, ma riduttivo rispetto all’esigenza di diminuire gli allontanamenti di bambini e ragazzi dalla propria famiglia. L’intervento sociale volto a tutelare il benessere del minore non dovrebbe avere come proprio oggetto il bambino in quanto tale, ma il rapporto che lo lega alla sua famiglia e al suo ambiente sociale di vita. Il contributo esamina le dimensioni e i principali dilemmi che le politiche italiane di welfare si trovano attualmente di fronte in quest’ambito, considerando l’esigenza di tutelare la centralità delle relazioni affettive, emotive e sociali che si sviluppano in famiglia e nelle più strette cerchie sociali della vita quotidiana e che sono indispensabili per crescere

    Osservatori "minori". Le esperienze regionali per la conoscenza dell'infanzia e dell'adolescenza

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    L'articolo compie un'analisi approfondita delle esperienze di Osservatori sulla condizioni dei bambini e dell'infanzia che negli ultimi dieci anni si sono realizzate nei diversi ambiti regionali.I risultati dell'analisi mostrano un'estrema diversificazione dei modelli organizzativi realizzati, dei servizi e dei prodotti offerti nonché una mancata definizione di livelli comuni nella costruzione dei dati e delle informazioni sulla condizione dell'infanzia di specifica competenza territoriale

    Valutare il lavoro. Gli inserimenti lavorativi dei soggetti in stato di dipendenza in Italia

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    Le pratiche di inserimento lavorativo assumono un’importanza fondamentale nella cura delle tossicodipendenze, tanto da aver acquisito nel tempo un ruolo definito nella rete degli interventi riabilitativi. Da semplice appendice dei programmi terapeutici, l’attività di integrazione ha mostrato, negli ultimi anni, una sua peculiare dignità metodologica e una centralità non meramente relegabile a momento conclusivo del trattamento. Nonostante il raggiungimento di questo nuovo obiettivo, la cultura e le pratiche dell’inserimento lavorativo attuate nei singoli contesti territoriali sono ancora lontane dal presentare una situazione strutturata all’interno delle politiche attive del lavoro e delle politiche sociali e sociosanitarie. In un periodo di profonde innovazioni normative, il testo propone un quadro esaustivo della situazione italiana, presentando gli esiti di una vasta ed originale ricerca, articolata sia sul piano quantitativo che qualitativo. Il volume offre una panoramica delle attuali politiche di integrazione lavorativa dei soggetti in situazione di dipendenza, nonché delle metodologie e dei modelli d’intervento messi in atto fino ad oggi. Una disamina che mostra diversi punti di debolezza, ma anche, a volte inediti, punti di forza. Nel tentativo di delineare nuovi possibili percorsi operativi e nuovi quadri di riferimento per il consolidamento e la diversificazione di queste complesse pratiche d’inclusione sociale

    Cappuccetto rosso nel bosco dei media. Comunicare l'infanzia e l'adolescenza in quotidiani e televisioni in Italia

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    Le riflessioni avviate su idee, immagini e culture prevalenti che gli adulti hanno dell’infanzia e dell’adolescenza, sono da circa un decennio in via di sviluppo anche in Italia. Si tratta ancora di studi e riflessioni molto circoscritti, ma che stanno consolidando l’esigenza di costruire percorsi di analisi che considerino i bambini e i ragazzi come veri e propri attori di cambiamento sociale. Il volume affronta il tema dell’immagine dell’infanzia e del senso comune che attorno ad essa hanno prodotto gli adulti attraverso l’informazione che ne offrono stampa e televisione. Quali sono queste immagini? E’ vero che esiste un indebito processo di drammatizzazione della condizione dell’infanzia e dell’adolescenza che ha scarso fondamento nella realtà della vita quotidiana? Per affrontare questi e altri quesiti si è realizzata la più vasta ricerca condotta fino ad oggi in Italia su diverse decine di testate giornalistiche a tiratura nazionale e regionale e si sono monitorati i notiziari d’informazione delle televisioni regionali e locali del Veneto. Un testo d’impronta sociologica che si rivolge ad esperti, a giornalisti, a politici e a quanti, nel ruolo di professionisti e di operatori, lavorano quotidianamente in contatto con il mondo dell’infanzia e dell’adolescenza

    Contraddittori e intempestivi, ma utili. Alla base dell’insoddisfazione verso i monitoraggi nazionali dei “fuori famiglia”

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    Le ultime Raccomandazioni del 2019 del Comitato Onu sui diritti dei bambini dirette all’Italia contengono ancora una volta il richiamo a una maggiore attenzione nella raccolta delle informazioni nazionali sulle bambine e i bambini allontanati temporaneamente dalla loro famiglia. Le rilevazioni istituzionali rivolte direttamente o indirettamente a monitorare le caratteristiche di questo fenomeno, nonostante siano molto utili, si rivelano infatti ancora inadeguate a rappresentarne in forma chiara e condivisa i vari aspetti. Con l’effetto, a volte, di favorire la confusione e gli allarmismi che periodicamente animano le diverse sfere pubbliche. La prolungata assenza di “misurazioni” appropriate, esaustive e attendibili, costituisce inoltre da tempo uno degli ostacoli più evidenti al raggiungimento di una base informativa funzionale alla progettazione di specifici interventi nel campo della tutela minorile. Eppure, a questa seppur rilevante mancanza, non possono essere attribuite responsabilità che attengono principalmente alla situazione d’impasse e alla frammentazione regionale nell’offerta dei servizi sociali per bambini e famiglie. A ben vedere, sono soprattutto queste ultime incertezze a non permettere un definitivo ed efficace superamento della diffusa insoddisfazione verso gli attuali sistemi di monitoraggio
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