105,477 research outputs found

    From particles to firms: On the kinetic theory of climbing up evolutionary landscapes

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    This paper constitutes the first attempt to bridge the evolutionary theory in economics and the theory of active particles in mathematics. It seeks to present a kinetic model for an evolutionary formalization of economic dynamics. The new derived mathematical representation intends to formalize the processes of learning and selection as the two fundamental drivers of evolutionary environments [G. Dosi, M.-C. Pereira and M.-E. Virgillito, The footprint of evolutionary processes of learning and selection upon the statistical properties of industrial dynamics, Ind. Corp. Change, 26 (2017) 187-210]. To coherently represent the aforementioned properties, the kinetic theory of active particles [N. Bellomo, A. Bellouquid, L. Gibelli and N. Outada, A Quest Towards a Mathematical Theory of Living Systems (Birkhäuser-Springer, 2017)] is here further developed, including the complex interaction of two hierarchical functional subsystems. Modeling and simulations enlighten the predictive ability of the approach. Finally, we outline the potential avenues for future research

    Entanglement dynamics of two independent qubits in environments with and without memory

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    Here is analyzed the dynamics of two-qubit entanglement, when the two qubits are initially in a mixed extended Werner-like state and each of them is in a zero temperature non-Markovian environment. The dependence of entanglement dynamics on the purity and degree of entanglement of the initial states and on the amount of non-Markovianity is also given. This extends the previous work about non-Markovian effects on the two-qubit entanglement dynamics for initial Bell-like states [Bellomo et al., Phys. Rev. Lett. 99, 160502 (2007)]. The effect on the two-qubit entanglement dynamics of nonzero temperature in Markovian environments is finally studied

    I fondi strutturali e di investimento europei e le politiche di coesione in Italia: alcune considerazioni sugli snodi e le criticità del sistema

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    Il dibattito sull’utilità e l’efficacia della politica di coesione europea si è fatto negli ultimi anni particolarmente acceso. La crisi economica e la politica dell’austerity che ne è derivata hanno acuito le spinte nazionalistiche interne agli Stati membri, innescando una forte critica sull’operato delle istituzioni dell’Unione europea e sulla loro reale capacità di realizzare gli obiettivi della convergenza dei territori più poveri del continente. In tale contesto, la ricerca propone di analizzare il complesso e articolato meccanismo di funzionamento dei fondi strutturali e di investimento europei (c.d. fondi SIE) e di verificare come si traducono e realizzano in concreto le politiche di coesione in Italia. In particolare, tale lavoro ― dopo una breve introduzione teorica sulla genesi della politica di coesione e sulla sua dimensione tipica di governance multilivello ― si pone l’obiettivo di evidenziare gli snodi fondamentali e le criticità più rilevanti della gestione di tali risorse, avendo come focus la chiusura del ciclo programmazione 2007-2013 e l’andamento del ciclo di programmazione 2014-2020. Lo studio prende poi in esame i principi fondamentali che governano la politica regionale (concentrazione, partenariato, programmazione, addizionalità e condizionalità), al fine di vagliarne caratteristiche e peculiarità. Inoltre, l’analisi si sofferma su alcune recenti indagini relative all’impatto della politica di coesione, per verificare gli effetti che, nel corso del tempo, tale politica ha prodotto sui territori interessati. Infine, la ricerca si concentra sul negoziato in corso che sta definendo gli obiettivi e le priorità della futura politica strutturale europea per il periodo di programmazione 2021-2027, per comprendere quali siano i presupposti sui cui si sta costruendo la futura politica di coesione post 2020. La ricerca, in chiave critica, pone l’accento sulla necessità di semplificare e migliorare i meccanismi che regolano il funzionamento della programmazione sia a livello europeo che nazionale. Il rinnovamento e il rilancio della politica strutturale dell’Unione europea ― soprattutto per un Paese come l’Italia che presenta forti differenziali di sviluppo al suo interno ― appare essenziale per imboccare un percorso sostenibile di crescita nel lungo periodo. Tuttavia una riforma della politica di coesione potrebbe da sola non essere sufficiente. Nel caso dell’Italia l’ingente debito pubblico, la debole crescita, l’elevata pressione fiscale, i bassi livelli di occupazione, le riforme mancate ecc. sono alcuni dei principali fattori che riducono notevolmente le chances di realizzare un’efficace coesione e convergenza delle regioni in maggiore difficoltà di sviluppo. Inoltre sullo sfondo appare sempre più urgente la condivisione di un nuovo patto europeo, che al di là delle visioni nazionalistiche o della politica del rigore sostenuta da alcuni degli Stati membri, tracci una rotta certa sul futuro dell’Unione e, in particolare, sulla sua architettura costituzionale, sulla sua mission istituzionale e sul suo ruolo internazionale.In recent years, the debate on the usefulness and the effectiveness of the European cohesion policy has become increasingly heated. The austerity policy deriving from the economic crisis has exacerbated rampant nationalism within the Member States. It triggered strong criticism regarding the actions of the European Union institutions and their real capacity to achieve the objectives of convergence of the poorest territories of the continent. In this context, this paper proposes to analyze the complex and articulated mechanism of the operation of the European structural and investment funds (so called ESIF funds) and to understand how the cohesion policies are translated and implemented concretely in Italy. First, a brief theoretical introduction on the genesis of cohesion policy and its traditional dimension of multi-level governance is presented. Then, the key elements and the most significant criticalities in the management of these resources are analyzed, keeping in mind the closure of the 2007-2013 programming cycle and the progress of the 2014-2020 programming cycle. The study then examines the fundamental principles that govern regional policy (concentration, partnership, planning, additionality and conditionality), in order to evaluate its characteristics and peculiarities. Furthermore, the analysis focuses on some recent investigations related to the effects of cohesion policy, over time, on the territories concerned. Finally, the research focuses on the ongoing negotiation which is defining the objectives and priorities of the future European structural policy for the 2021-2027 programming period in order to understand what are the prerequisites on which the future post-2020 cohesion policy is being built. The research critically evaluates the necessity to simplify and improve the mechanisms which regulate the functioning of the programming cycle both at European and national level. The renewal and revival of the European structural policy appear essential in order to take a sustainable path of growth, in the long term. This is especially true for a country such as Italy with strong development disparities within it. However, a reform of the cohesion policy alone might not be enough. In the case of Italy, the huge public debt, weak growth, high tax burden, low employment levels, missed reforms, etc. are some of the main factors that considerably reduce the chances of achieving an effective cohesion and convergence of the least-developed regions. Furthermore, a new European pact appears ever more imperative. This new pact should go beyond the nationalistic visions or the austerity policies supported by some Member States. It should also give a clear picture about the future of the EU and, in particular, its constitutional architecture, its institutional mission and its international role

    Secessionismi Autonomismi Federalismi - Frammenti di una rosa olografica. (Contributi alle Giornate di studio, Università G. D’Annunzio, Chieti/Pescara, 28 febbraio-2 marzo 2018)

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    Il volume raccoglie più o meno la metà dei contributi, pervenuti, rielaborati delle relazioni alle Giornate di Studio su “Secessionismi, Autonomismi, Federalismi. Frammenti di una rosa olografica”, tenute a Pescara, presso l’Università G. D’Annunzio tra il 28 febbraio e il 2 marzo 2018

    La funzionalizzazione di fondi europei alla sperimentazione didattica in ambito giuridico ed economico: il caso «Let’s Teach the EU at School»

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    Un primo tentativo di funzionalizzare i fondi europei alla diffusione di tecniche didattiche innovative in ambito giuridico ed economico è stato posto in essere nell’Università degli Studi G. d’Annunzio di Chieti-Pescara, grazie alla presentazione di due progetti entrambi a valere su fondi stanziati dall’Unione europea sul Programma Erasmus+ (attività Jean Monnet). I due progetti, il primo (Europe Bookmark) già conclusosi nel 2016 ed il secondo (Let’s Teach the EU at School) ad oggi (31 agosto 2019) in fase di chiusura, sono stati cofinanziati dalla Commissione europea ed hanno consentito in Ateneo di iniziare a sperimentare un primo percorso applicativo di innovazione didattica e nello specifico delle tecniche di Problem Based Learning (PBL) sia nelle scuole superiori, in particolare del territorio pescarese, rivolgendosi in modo diretto ai docenti ed indiretto agli studenti; sia in ambito universitario grazie al coinvolgimento nelle relative attività di docenti, dottorandi e studenti. Nella prima edizione del Progetto (2015) si sono ottenuti buoni risultati in termini di formazione dei docenti scolastici e di coinvolgimento degli studenti delle scuole superiori. Quest’anno il progetto è stato maggiormente orientato verso il trasferimento di dette tecniche al mondo universitario, tentando un maggiore coinvolgimento di docenti universitari, dottorandi e studenti
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