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    Italiane alla guerra. L'assistenza ai feriti 1915-1918

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    Ben 10.000 furono le infermiere della Croce rossa italiana che si mobilitarono per l'assistenza ai feriti durante la Prima guerra mondiale negli ospedali territoriali e a ridosso della linea del fuoco, nelle ambulanze chirurgiche, sulle navi e sui treni ospedale tanto sul fronte del Carso quanto su quello delle Ardenne. Questo volume, basato sulla memorialistica e sui documenti conservati negli archivi della Cri, restituisce un quadro realistico di donne in grado di espletare il loro servizio patriottico tra gioie e paure. Grazie alla Cri, nononstante la fase concitata e drammatica, il processo di nazionalizzazione delle italiane proseguì spedito e chiuso il conflitto il Corpo delle volontarie offrì una ulteriore opportunità a coloro che vollero contribuire alla riforma infermieristica e alla modernizzazione dell'assistenza ospedaliera

    Diritto, diritti e movimenti delle donne. Introduzione

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    Nel 1919 la cosiddetta legge Sacchi aboliva l’istituto dell’autorizzazione maritale che consentiva alle donne sposate la gestione dei propri beni e a tutte le donne l’accesso alle professioni e agli impieghi pubblici. Tale misura fu pressoché l’unica vittoria ottenuta dal femminismo in età liberale, che poco dopo, grazie a un regolamento attuativo, vedeva restringersi la portata innovativa della norma. Privilegiando un’ottica di lungo periodo e un confronto con altre realtà nazionali, il saggio guarda alla sfera giuridica, ai sistemi normativi e alle pratiche delle donne come luoghi della costruzione delle identità di genere e del cambiamento nei rapporti tra i sessi

    Per le strade del mondo. Laiche e religiose fra Otto e Novecento

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    Numerose sono le ricerche sull’attività svolta dalle donne nei campi dell’educazione, dell’istruzione e dell’assistenza, temi che hanno caratterizzato l’azione femminile fra Otto e Novecento e che sono stati alle origini della storiografia femminista italiana. La novità di questo volume è nell’analisi dell’impegno svolto dalle donne tanto nella beneficenza cattolica quanto nella filantropia laica per evidenziarne le diversità, le interazioni, la mutuazione di modelli, le finalità e i risultati raggiunti. L’indagine è stata poi allargata alle congregazioni religiose femminili che, impegnate spesso sullo stesso terreno delle associazioni laiche, hanno inevitabilmente finito per relazionarsi più o meno direttamente ad esse. Senza appiattire differenze ed esperienze di vita così variegate, è emerso un universo femminile che ha saputo intrattenere rapporti con i rappresentanti delle istituzioni statali, delle amministrazioni locali e delle gerarchie ecclesiastiche nel momento in cui il processo di secolarizzazione e la modernizzazione del paese investivano la società e le identità maschili si misuravano con nuovi rapporti tra i sessi. Grazie alla storia delle donne e all’ottica di genere, su tali questioni la storiografia laica e la storiografia cattolica si sono per la prima volta confrontate per colmare alcune lacune negli studi e arricchire la storia di quel lungo e complesso processo di formazione delle italiane

    Cittadinanze incompiute. La parabola dell'autorizzazione maritale

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    Nel 1919 la cosiddetta legge Sacchi aboliva l’istituto dell’autorizzazione maritale che consentiva alle donne sposate la gestione dei propri beni e a tutte le donne l’accesso alle professioni e agli impieghi pubblici. Tale misura fu pressoché l’unica vittoria ottenuta dal femminismo in età liberale, che poco dopo, grazie a un regolamento attuativo, vedeva restringersi la portata innovativa della norma. Privilegiando un’ottica di lungo periodo e un confronto con altre realtà nazionali, il volume guarda alla sfera giuridica, ai sistemi normativi e alle pratiche delle donne come luoghi della costruzione delle identità di genere e del cambiamento nei rapporti tra i sessi. Il complesso negoziato tra culture giuridiche e culture delle donne ha nel tempo prodotto importanti cambiamenti nelle vite femminili, ma anche mostrato i ritardi tra i paesi e le contraddizioni del diritto con le sue eccezioni e discrezionalita

    L'Unione femminile tra politica, memoria e fondi archivistici. Introduzione

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    Il saggio ricostruisce la storia dell'Unione femminile italiana dal momento della sua nascita (1899) fino ai giorni nostri, passando per la breve chiusura imposta dal fascismo motivata dalla presenza di socie appartenenti alla "razza ebraica". In queste pagine sono poste in evidenza le linee politiche e l'elaborazione teorica della "cooperativa anonima" che ha mostrato una capacità non comune di adeguarsi ai tempi. Grazie alla sua attività l'Unione dispone oggi di un ricco archivio, scopo del volume è quello di cominciare ad analizzare i fondi ivi conservati per restituire le tante e variegate vicende del movimento delle donne in età liberale, nel regime fascista e nell'Italia democratica

    Al capezzale del malato.Le scuole per la formazione delle infermiere

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    In un'ottica di lungo periodo sono analizzate le trasformazione della professione infermieristica e le iniziative riformatrici per modificare radicalmente le condizioni dell'assistenza ai malati. In questo ambito le riformatrici laiche assumono un ruolo di primo piano attraverso l'istituzione di scuole per la formazione sul modello proposto da Florence Nightingale. Grazie a fonti fino ad ora non tutilizzate si sono confrontati programmi, figure e iniziative prodotte da vasto movimento riformatore laico decisamente avverso ad un'assistenza religiosa considerata superata di fronte alla modernità
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