1,721,036 research outputs found

    Environmental impact of Sagrantino and Grechetto grapes cultivation for wine and vinegar production in central Italy

    No full text
    The contribution of the European food sector to the total amount of greenhouse gases emissions is equal to one fifth. Footprint indicators together with Life Cycle Assessment have emerged to be useful tools to analyze and report environmental performance. In this paper the environmental impact of aged vinegar produced from Grechetto and Sagrantino grapes varieties is analyzed. Life Cycle Assessment of wine is performed to calibrate the model. Impact assessment is studied evaluating: carbon footprint, ecological footprint, water footprint, acidification, eutrophication, ozone layer depletion, photochemical oxidation. The new approach proposed in this paper leads to the obtainment of a complete analysis of the impact of aged vinegar, which can help a small farm choose more sustainable production methods, also optimizing logistics. This is the scientific added value of the work. The results show that aged vinegar has a carbon footprint comprised between 1.94 and 2.54 kg CO2/l. The Ecological footprint of aged vinegar varies between 9.83 and 13.23 g m2/kg. The Water Footprint of aged vinegar varies between 1332 and 1892 l/l. The water scarcity weighted water footprint methods available in the software SimaPro 8 give different results depending on their assumptions. These can be useful for comparative studies between different products

    Thermogravimetric analysis of the behavior of sub-bituminous coal and cellulosic ethanol residue during co-combustion

    No full text
    The influence of the addition of cellulosic ethanol residue (CER) on the combustion of Indonesian sub-bituminous coal was analyzed by non isothermal thermo-gravimetric analysis (TGA). The effect of blends ratio (5%, 10%, 15% and 20%), interaction mechanism, and heating rate (5°C/min, 10°C/min, 15°C/min, 20°C/min) on the combustion process was studied. The results show that the increase of the blending ratio allows to achieve the increase of the combustibility index from 7.49E-08 to 5.26E-07 at the blending ratio of 20%. Two types of non-isothermal kinetic analysis methods (Ozawa-Flynn-Wall and Vyazovkin) were also applied. Results indicate that the activation energy of the blends decreases with increasing the conversion rate. In particular, the blending ratio of 20% confirms to have the better combustion performance, with the average value of the activation energy equal to 41.10 kJ/mol obtained by Ozawa-Flynn-Wall model and 31.17 kJ/mol obtained by Vyazovkin model

    "Valutazione della produttività di campi sperimentali di biomasse erbacee dedicate: confronto tra i dati sperimentali e risultati di diversi modelli di calcolo per sorgo e girasole"

    No full text
    La progettazione di un impianto di conversione energetica a biomasse dedicate, tal quali oppure trasformate in cippato, deve essere preceduta da un’attenta valutazione della disponibilità di biocombustibile e della sua dislocazione nell’intorno dell’impianto, in modo da effettuare accurate valutazioni di carattere energetico ed economico, nonché di impatto ambientale. La produttività di sostanza secca per unità di superficie risulta di particolarmente importante e può essere effettuata mediante dati sperimentali o modelli previsionali. L’obiettivo dello studio è confrontare diversi modelli di simulazione dell’accrescimento di colture erbacee, con particolare riferimento al girasole e al sorgo con diverse tecniche irrigue. A questo scopo si è scelto di confrontare i risultati forniti da tre modelli comunemente reperibili in Letteratura (Grass1, Grass2 e Cropsyst) con dei dati sperimentali rilevati nei campi del CRB. Il Grass1 è basato su una curva di crescita logistica, il Grass2 e Cropsyst sono basati su una relazione empirica che fa dipendere la biomassa prodotta dall’efficienza di conversione della radiazione in sostanza secca. Quest’ultimo parametro può essere impiegato per definire un rendimento della fase di produzione di biomassa, da considerare insieme ai rendimenti delle macchine termiche per la conversione energetica

    "L'influenza degli agenti meteorologici e delle caratteristiche del suolo sulla produttività e sulla qualità del combustibile ricavato da una piantagione di robinia nella regione Umbria"

    No full text
    Scopo del presente lavoro è descrivere l’influenza degli agenti meteorologici e delle caratterisitiche del suolo sulla produzione di biomassa e sulle caratteristiche finali del combustibile attraverso il monitoraggio di un campo sperimentale di 4 ha di robinia situato in Umbria. Si è utilizzata una centralina meteo per l’acquisizione dei dati di temperatura, radiazione solare, direzione e velocità del vento, umidità dell’aria, vento e piovosità. Gli accrescimenti di 35 piante campione sono stati monitorati ogni 17 giorni, misurando il diametro e l’altezza delle stesse. Sono state effettuate analisi prossima e ultima di campioni di pianta e di terreno. E si sono determinate le proprietà energetiche della biomassa ottenuta. Le rese di biomassa sono state comparate con quelle ottenute da un modello di simulazione costituito da un sistema di equazioni reperite in Letteratura e modificate per tener conto dell’input di radiazione solare misurato dai sensori della centralina meteorologica. I risultati preliminari incoraggiano ad un ulteriore sviluppo del modello per tener conto delle somme termiche e dello stress idrico

    Analisi del ciclo di vita di una caldaia a pellet

    No full text
    La Commissione Europea, con la Direttiva ErP 2009/125/CE, ha esteso alle aziende che realizzano prodotti che influiscono sul consumo energetico (Energy Related Products) l’obbligo di svolgere attività di ecodesign, ovvero di implementare criteri orientati alla riduzione degli impatti ambientali lungo tutte le fasi del ciclo di vita del bene stesso. In tale ambito è stato condotto uno studio di LCA (Life Cycle Assessment) per quantificare l’impatto ambientale del processo produttivo di una caldaia a pellet ad acqua, al fine di individuare al contempo le fasi maggiormente energivore. La caldaia analizzata ha una potenza di 26 kW ed è prodotta da un’azienda umbra, che ha messo a disposizione i dati per la compilazione dell’inventario. Il ciclo produttivo è stato suddiviso nei processi di taglio, piegatura, saldatura, finitura della lamiera impiegata per la realizzazione della caldaia, mentre i componenti interni (quali ad esempio scambiatore di calore, vaso di espansione, vetro), acquistati da fornitori esterni, sono stati raggruppati in un quinto processo. In un processo separato si è inoltre valutato il bilancio di massa ed energia della fase di impiego della caldaia, assumendo una vita utile di 15 anni. L’unità funzionale rispetto alla quale sono stati riferiti tutti i flussi di massa ed energia è rappresentata da una caldaia ed il metodo di valutazione di impatto ambientale impiegato è l’EcoIndicator 99. I risultati hanno messo in evidenza che la fase di impiego della caldaia costituisce circa il 98% dell’impatto complessivo, mentre, escludendo tale processo, la fase più impattante è rappresentata dalla produzione e trasporto dei componenti (87%). L’analisi dei soli processi svolti all’interno dell’azienda ha evidenziato che la finitura costituisce la fase con l’impatto ecologico preponderante. L’ultima valutazione ha riguardato l’impiego della metodologia CED (Cumulative Energy Demand), mediante la quale si è determinato un consumo di 8.89*103 MJ di energia primaria per la produzione di una singola caldaia

    "Certificazione di stufe e caldaie a pellet secondo la normativa uni en 14785 – descrizione del banco prova e risultati preliminari"

    No full text
    I sistemi di riscaldamento residenziale a biomasse rappresentano una soluzione a basso impatto ambientale, anche grazie a tecnologie efficienti, sviluppate in molti paesi europei, dove molti dei prodotti sono testati e certificati. Alcune norme di regolamentazione a livello europeo sono state gia pubblicate e alcune stanno per esserlo; queste riguardano principalmente l.efficienza, le emissioni, la sicurezza nelle installazioni residenziali. Il Centro di Ricerca sulle Biomasse dell.Universita di Perugia ha realizzato presso i propri laboratori un banco prova per stufe e caldaie a pellet, ai sensi della UNI EN 14785, che tratta i dispositivi impiegati per riscaldamento residenziale. Gli elementi essenziali che costituiscono il banco prova sono: un triedro, all.interno del quale e installato il generatore di calore in prova, nel quale sono praticati fori per l.alloggiamento di termocoppie in grado di monitorare la temperatura ad una certa distanza dalle parti principali del generatore stesso, ai fini della sicurezza; una bilancia, sulla quale e adagiato il generatore di calore, in grado di monitorare il peso e quindi i consumi in fase di esercizio; un sistema di acquisizione dati (composto da moduli a quadro programmabili e da apparecchiature in campo quali le termocoppie); una sezione di misura della concentrazione delle principali sostanze presenti nei fumi; un circuito idraulico di prova (composto da valvole di bilanciamento e sicurezza e da pompe ausiliarie) per i generatori di calore ad acqua; un sistema di rilevamento del tiraggio all.interno della canna fumaria e un aspiratore in grado di garantire il tiraggio necessario all.evacuazione dei fumi. Obiettivo del presente lavoro e la messa a punto e l.avvio del banco prova mediante una stufa a pellet della potenza di 6 kW e il calcolo della prestazioni ai sensi della gia citata UNI EN 14785 (potenza e rendimento, controllo delle emissioni mediante la misura della concentrazione di CO, CO2, NO2, O2 e H2S). Una volta messo a punto, il banco prova sara adattato a diverse tipologie di caldaie e stufe a pellet commerciali o in via di sviluppo per certificarne le prestazioni termiche e ambientali secondo le disposizioni tecniche e legislative vigenti. Inoltre potranno essere certificate le prestazioni di diversi generatori di calore al variare delle caratteristiche del combustibile; potranno essere ad esempio impiegati pellets di diversa produzione, le cui proprieta chimico-fisiche ed energetiche saranno misurate nel laboratorio di analisi chimico-fisiche del CRB, cercando di correlare tali caratteristiche con le prestazioni dei generatori di calore
    corecore