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Le origini del fascismo in Emilia-Romagna : 1919-1922
Il volume è frutto di un progetto di ricerca regionale, che ha impegnato per tre anni gli istituti di storia della Resistenza e dell'età contemporanea dell'Emilia-Romagna. L'obiettivo del volume è rileggere la storia dell'affermazione del fascismo in regione, forti dei progressi compiuti negli ultimi anni dalla storiografia specifica e portando particolare attenzione ai nessi che legano le molte e differenti storie provinciali dello squadrismo emiliano-romagnolo
Difendere Padova! Violenza urbana e azione delle forze dell'ordine
Il movimento del 77 è stato uno dei più importanti e violenti movimenti di contestazione dell'ordine in età repubblicana. Il contributo di Andrea Baravelli analizza le forme di adattamento e di risposta reciproca tra movimento a Padova, città segnata dalla violenza e dalla forza organizzativa di Potere operaio, e delle forze dell'ordine
Dal rosso al nero. Conquista e normalizzazione fascista in una provincia “sovversiva” (1919-1929)
Il Sessantesimo anniversario della fine della Seconda guerra mondiale e della Liberazione ha dato origine a questo volume, che agisce in doppia direzione: da una lato fare il punto della situazione sugli studi esistenti, tentando una sintesi quanto più possibile completa, ma anche sottolineando i vuoti storiografici, i temi, i momenti del fascismo e dell’antifascismo ravennati a giudizio degli autori ancora non adeguatamente indagati; dall’altro presentare all’attenzione degli studiosi, come dei semplici lettori, alcuni contributi originali che possano servire da stimolo e da punto di partenza per ulteriori e più approfondite ricerche. All’interno del volume Andrea Baravelli ha curato la sezione dedicata al periodo storico relativo agli anni Venti
La sindrome del baco. Un secolo di cooperazione di consumo a Ravenna (1861-1974)
Il volume, che raccoglie i saggi di cinque ricercatori coordinati da Andrea Baravelli, ricostruisce la storia della cooperazione di consumo in provincia di Ravenna. Nella terra di Nullo Baldini la cooperazione di consumo ebbe a lungo vita difficile, guardata con sospetto da un mondo cooperativo che puntava tutte le sue carte, anche per la necessità di dare sollievo agli elevatissimi indici di disoccupazione agricola, sulla cooperazione di produzione e sulla cooperazione di lavoro. Fino al dopoguerra, quando, con le grandi variazioni economiche e sociali che investirono il nostro paese, anche a Ravenna la cooperazione di consumo crebbe d’importanza e di peso. Il volume segna un punto di riferimento scientificamente ineccepibile sulla storia di una delle pagine più belle della storia di questo territorio
Il fascismo in persona. Italo Balbo, la storia e il mito
Tra i gerarchi del regime Italo Balbo è probabilmente quello maggiormente studiato. Eppure, ogni qualvolta ci si avvicina alla sua figura, ci si rende conto che ancora molto rimane da fare. Tanto più che, specie se lo si guarda avendo come obiettivo quello di raggiungere una più profonda conoscenza dei meccanismi di funzionamento del regime, dell'ambiguità del rapporto tra centro e periferia o dell'importanza del mito quale strumento dell'agire politico, l'analisi della vita e dell'opera di Italo Balbo appare forse ancor più decisiva di quella dello stesso Mussolini. Insomma, se indagato ponendosi domande nuove Balbo può rappresentare una sorta di passe partout per accedere alle stanze rimaste in penombra
Il giusto prezzo. Dalle origini della cooperazione di consumo alla CoopAdriatica (1861-1974)
L'abitudine a inscrivere la storia del movimento cooperativo all'interno di precisi ambiti territoriali ha fatto sì che esperienze assai significative, sviluppatesi al di fuori delle aree politicamente orientate a sinistra, non siano state sino ad oggi oggetto di adeguata considerazione da parte degli studiosi del settore. Affrontando il nodo storico dello sviluppo della cooperazione di consumo attraverso un approccio che mira a dare conto delle tante strade percorse, il volume di Andrea Baravelli si pone dunque l'obiettivo di colmare le lacune causate da tale sottovalutazione. Ne emerge una mappa di itinerari strettamente connessi al modello regionale di modernizzazione affermatosi nel corso degli ultimi decenni, che oggi, al termine di un processo contrassegnato dal continuo alternarsi di spinte centripete e pressioni centrifughe, si ritrovano nella struttura organizzativa unitaria di Coop Adriatica
Il periodo repubblicano
Questo volume è il prodotto di un cantiere di lavoro intorno al quale si sono alternati diversi ricercatori, tra i quali Andrea Baravelli. Tutti si sono interrogati sul ruolo di questa istituzione per il territorio di Forlì-Cesena. I saggi qui raccolti, fondati su documenti di prima mano e su fonti d’archivio locali e nazionali spesso sondate per la prima volta, consegnano alla memoria collettiva figure e momenti dimenticati, restituiscono con puntualità e con vivacità un affresco dello sviluppo locale negli ultimi due secoli, colto da una prospettiva inedita e originale, e costituiscono infine un contributo di rilievo alla bibliografia romagnola sull’età contemporanea
La terra dello squadrismo. L'Emilia-Romagna, il fascismo e la storiografia
Il saggio analizza le linee di evoluzione della storiografia dedicata l'affermazione dello squadrismo in Emilia-Romagna, indicando, attraverso il confronto pluridisciplinare con la produzione più recente, una serie di opportunità di sviluppo per la storiografia interessata al rapporto tra le diverse scale del potere politico e istituzionale
Dal tricolore al nero. Retoriche e pratiche politiche nelle elezioni italiane del 1924
Il volume analizza, prestando particolare attenzione alla comparazione internazionale, lo snodo delle elezioni del 1924. Dopo avere preso in esame il contesto europeo, che proprio nel 1924 vede prendere avvio la soluzione della crisi postbellica, il volume si sofferma sull'importanza di quel passaggio ai fini dell'affermazione del fascism
SPINA 22 L’eredità del mondo classico, tra politica e sviluppo del territorio
Nel 2022 si celebrano i 100 anni dalla scoperta della prima tomba delle necropoli di Spina, emporio greco-etrusco che per secoli ha rappresentato un accesso privilegiato per il mondo greco e, in particolar modo, per l’Atene di età classica all’Europa centrale. Di questo sito però, da sempre noto grazie alle notizie presenti nelle fonti letterarie antiche, nulla si conosceva fino alla sua fortuita scoperta nell’aprile del 1922, avvenuta durante i lavori delle opere di bonifica delle valli di Comacchio. Nell’ambito di queste celebrazioni, il volume raccoglie gli atti del convegno organizzato dalla Sezione di “Storia e Scienze dell’Antichità” dell’Università di Ferrara, con l’obiettivo di riflettere sul ruolo avuto dal mito di Spina, sia prima della che in seguito al suo rinvenimento, in termini di costruzione identitaria del territorio, tenendo conto dell’uso politico del passato classico in Italia. Dalla corte estense al fascismo, fino all’età repubblicana: la lettura e la rilettura in chiave politica di Spina e del passato classico hanno sempre funzionato sia quale leva di legittimazione, sia in funzione della possibilità di organizzare un ramificato sistema di istituzioni, poteri e interessi. Attraverso l’analisi dei processi costruttivi di nuove narrazioni e identità culturali, indagando il ruolo dell’archeologia rispetto al tema dell’uso pubblico-politico della storia e all’organizzazione delle istituzioni culturali preposte alla ricerca, alla tutela e alla valorizzazione del patrimonio archeologico, nonché al rapporto con le comunità che abitano tra Ferrara e Comacchio, il volume mette il luce la forza del legame speciale creatosi tra il sito archeologico di Spina, la sua storia e il territorio in cui si trova, in bilico tra l’uso politico del passato e nuove strategie di sviluppo culturale
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