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    - Linguaggio e comunicazione nei siti tedeschi di e-commerce di prodotti italiani

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    Food production and consumption can be considered a means of communicating and symbolising cultural peculiarities (Wilson, 2006; Wierlacher, 2008). Since food consumption is related to the domain of cultural identification and/or representation, it can to be considered as a real identity marker. In this paper, we investigate several German websites where Italian food is sold, using qualitative and quantitative techniques of linguistic analysis, with the aim to discover which traits of Italian identity they convey. Which features of ‘italianness’ emerge from these websites? Which marketing strategies do they implement to sell not only food but also the imagery of Italy in Germany

    L'Inglese non basta. Acquisizione di competenze e abilità (pluri) linguistiche in ambito universitario

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    La società nella quale noi tutti viviamo, garantisce a tutti molteplici possibilità di comunicare, cioè di ricevere e dare informazioni di qualsiasi genere, di entrare in contatto con chiunque e dovunque. Da tutto ciò scaturisce la sempre maggiore importanza di possedere competenze plurilinguistiche, come viene testimoniato, fra l'altro, dalla politica culturale dell'Unione Europea, sempre più attenta a promuovere l'insegnamento/apprendimento delle lingue. L'inglese, verso il quale sono ancora oggi proiettati i maggiori sforzi formativi, è diventato oramai una sorta di lingua franca, un given e non più un must (David Graddol, 10° International CercleS Meeting, Siviglia 2008), ma non è sufficiente a garantire una interazione linguistica approfondita. Le caratteristiche specifiche di ogni lingua, infatti, rispecchiano e allo stesso tempo forgiano la visione del mondo propria della comunità costituita dai suoi parlanti. Basti pensare alla linguistica cognitiva che sottolinea come qualsiasi linguaggio, anche quello di uso quotidiano sia strutturato per metafore (Lakokoff e Johnson, 1980), o a quanto mette in evidenza la Critical Discorse Analysis per la quale l'atto linguistico deve essere sempre esaminato nel suo contesto comunicativo in quanto socially situated mode of action (Faircough, 1992). Emerge inoltre con sempre maggiore forza l'importanza di accedere a testi in lingua originale in alcuni campi specifici, ad esempio quello politico dove l'organizzazione del discorso contribuisce to create and manipolate a specific view of the world (Wilson 1991). È in questo panorama che si inquadrano i corsi di lingua straniera inseriti in curricula non specificatamente filologici. L'intervento si propone di analizzare le condizioni istituzionali in cui sono inseriti tali corsi e riflettere sull'individuazione di possibili obiettivi formativi e di metodologie didattiche che motivino gli studenti verso nuove forme di apprendimento. Occorre infatti riflettere che, soprattutto per quanto riguarda l'apprendimento/acquisizione delle lingue straniere, è necessario dotare gli studenti di strumenti di autovalutazione che li stimolino verso un continuo aggiornamento della propria formazione (lifelong learning), che non può più essere limitata ad un periodo della vita di ognuno (Tönshoff, 1995) e non può e non deve essere quindi un'imposizione, ma nascere da una esigenza individuale

    DaF Lehren und Lernen in nichtphilologischen Studiengängen - Bemerkungen zu Lernzielen

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    Die Beherrschung der englischen Sprache bietet die Möglichkeit eines globalen Sprachaustausches: dadurch wird aber nur eine oberflächliche Kommunikation ermöglicht, weil eine fachliche- und kulturelle Auseinandersetzung zwischen Menschen verschiedener Nationen direkte sprachliche Kontakte braucht. Eine ernstgemeinte europäische Integration und die Auseinandersetzung mit verschiedenen Kulturen setzen also den Erwerb verschiedener sprachlichen Fertigkeiten voraus. Infolgedessen erhält das Sprachenlehren und -lernen eine wesentliche Rolle beim Bildungsangebot in allen kulturell fortschrittlichen Ländern. Es ist auch bemerkenswert, dass Angesichts der zunehmenden Internationalisierung der Berufe und einer damit verbundenen, zunehmenden beruflichen Mobilität besonders wichtig scheint, Studiengänge zu entwickeln, die durch die inhaltliche und strukturelle Integration von Fremdsprachen mit wissenschaftlichen Sachfächern gezielt auf die Ausübung bestimmter Berufe mit transnationalen Tätigkeitsmerkmalen sowie fachlichen und fremdsprachlichen Schlüsselqualifikationen vorbereitenDie italienischen Universitäten haben der Förderung des Fremdsprachenlernens einen hohen Stellenwert eingeräumt. Der Fremdsprachenunterricht wird also prinzipiell nicht nur in philologischen sondern auch in nichtphilologischen Studiengängen entweder in Form von Curriculumsanteilen kleineren oder gröβeren Umfangs oder als studienbegleitendes Zusatzangebot angeboten. Natürlich ist eine klare Definition von Lernzielen nötig. Das spielt im Fremdsprachenerwerb wie in allen Lernsituationen eine wichtige Rolle. Bei der Wahl der Lernzielen sind aber auβer den beruflichen Vorstellungen der Studenten weitere Bedingungs- und Entscheidungsfaktoren zu berücksichtigen. Zu den Bedingungsfaktoren gehören neben den Lernern, die Prüfungs- und Studienordnungen sowie die Raum und Zeitgegebenheiten.Im Fall der Studiengänge der Fakultät für politische Wissenschaften der Universität Federico II in Neapel wirken als Bedingungsfaktoren zusammen: - Die Einrichtungen des Studiengangs, die unter anderem: die Ausbildung junger Menschen mit interdisiplinäre Kenntnissen, um sie in die Lage zu versetzen, politische Tätigkeiten zu verstehen, zu prüfen und zu kontrollieren “ festlegen.- Die Zeitgegebenheiten der Sprachvermittlung. - Die ZielgruppeBemerkenswert ist auch, dass der Fremdsprachenunterricht sich nicht auf das Lernen von sprachlichen Strukturen beschränkt, sondern auch Kenntnisse über das Land und die Kultur der Zielsprache vermittelt.Um Kursziele festlegen und entsprechende Lehr- und Lerntechniken und -strategien erarbeiten zu können, scheint es besonders wichtig, auch den persönlichen und kulturellen Stand der Lernenden sowie ihre Sprachvoraussetzungen und Sprachlernmotivationen im Allgemeinen zu berücksichtigen. Deswegen wird zu Beginn des Kurses eine Umfrage durchgeführtIn den DaF-Kursen der Fakultät für politische Wissenschaften handelt es sich bei den Teilnehmern fast ausschließlich um Anfänger. Dies ist nicht ungewöhnlich, da in den süditalienischen schulischen Curricula meistens Englisch, viel weniger Französisch und fast nie Deutsch unterrichtet wird. Da die Wahl der Fremdsprache den Studenten frei steht, kann man keine Sprachkenntnisse zur Voraussetzung für den Kursbesuch machen. Alle Teilnehmer haben das Abitur und diversifizierte Kenntnisse in mindestens einer Fremdsprache (Englisch), sie sind in kognitiver Hinsicht im besten Lernalter zwischen 18 und 25 Jahren. Weitere Lernvoraussetzungen der Zielgruppe im akademischen Jahr 2002-03:- Das Lesen als Lernweise;- Fachinteressen für studienbezogene Themen wie zum Beispiel Politik, Recht oder Soziologie;- Von den gewählten Studienrichtungen abhängige Motivationen zum Erwerb der Fremdsprache;Infolge der Analyse der Umfrage haben wir die Entscheidung getroffen, einen DaF- Kurs anzubieten, der sich die Fertigkeit Lesen –im Sinn: Verstehen von schriftlichen Sachtexten- zum vorrangigen Lernziel setzt

    Buone pratiche per l'apprendimento a distanza delle lingue comunitarie

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    L'Unione Europea promuove una serie di iniziative volte a proteggere la diversità linguistica e finalizzate a diffondere la formazione plurilingue. L'intervento ne presenta alcune, soffermandosi su quelle di "in-tandem learning" finanziate con fondi europei, per arrivare ad illustrare in dettaglio un progetto di in-tandem learning attivo fra il Corso di Tedesco LS del Dipartimento di Scienze Politiche ed il Corso di Italiano LS dello Sprachzentrum della Ruhr Universität di Bochum in fase sperimentale. Tale progetto presenta caratteri di innovazione rispetto alle offerte più diffuse perchè propone una modalità di lavoro intensamente collaborativa grazie all'inserimento di attività scritte da svolgere in un Workspace implementato con un software wiki

    Immigrazione, Integrazione, Lingua: il caso della Germania.

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    Nel seminario si è intesto porre in rilievo l'importanza attribuita alle competenze linguistiche nel'ambito dell processo di integrazione degli stranieri nella Repubblica federale Tedesca. L'argomento è stato affrontato ricorrendo all'analisi linguistica dei Politikberichte del 'Deutche Nationale Kontaktstelle' dell'EMN

    Il ruolo dell'istruzione e della formazione nel miglioramento della qualità della vita. Il caso delle politiche di integrazione promosse dalla Repubblica Federale Tedesca.

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    Il contributo si focalizza sul concetto di qualità della vita inteso come integrazione delle diverse componenti sociali, analizzando le problematiche legate al campo dell’istruzione e della formazione e il ruolo di quest’ultima nel processo di integrazione sociale. La prima parte è dedicata alle azioni promosse dal Parlamento Europeo nel campo della diffusione delle culture e delle lingue europee, nella seconda si analizza il caso specifico delle politiche di integrazione della Repubblica Federale Tedesca. Per quanto riguarda il Parlamento Europea il contributo mette in luce le principali linee di azione della Commissione Cultura e Istruzione del Parlamento Europeo, che promuove la diffusione della cultura europea e lo sviluppo di buone pratiche di istruzione e formazione, con particolare attenzione alle lingue europee portatrici di contenuti culturali. Per quanto riguarda l’analisi invece delle politiche finalizzate all’integrazione dei migranti peculiari della Repubblica Federale Tedesca, vengono presentati i primissimi risultati di un’analisi linguistica quantitativa e qualitativa del Nationaler Integrationsplan dalla quale risalta la posizione di preminenza attribuita alla formazione in generale ed alla competenza linguistica in particolare dei migranti, che rappresentano le chiavi di accesso al mercato del lavoro e alla vita sociale, in poche parole ad una migliore qualità della vita

    - Is it possible to consider tandem learning as a form of instructed second language acquisition?

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    As Long (2017) points out, Instructed Second Language Acquisition (ISLA) means incidental and intentional, and/or implicit and explicit L2 learning where the learning processes are influenced by teacher/classmates/pedagogic materials. The objective of this paper is to reflect on tandem learning as a method that promotes the construction of an internal implicit linguistic system. In 1996 Long states that the corrective feedback that takes place during interactions in the second language, mostly arising from negotiation of meaning with native speakers, provides opportunities for language learners to focus on specific linguistic forms and thus leads to language learning. Gass (2007) stresses the importance of conversation in the process of language learning as the means by which learning takes places. In light of this, it could be argued that tandem language learning (TLL) enhances the learning process because peer-to-peer feedback and negotiation of meanings can foster explicit second language learning and thus can support the development of mental representations (Van Patten, 2017). At the same time TLL supports spontaneous and authentic peer interaction. i.e. promotes skill development. Theoretical considerations about the possibility of considering TLL within the field of ISLA will stem from the results of the analysis of the activities carried out for several years by participants in an eTandem-exchange between Italian and German students

    L’attuazione dello Spazio Europeo della Istruzione Superiore (European Higher Education Area) nella Repubblica Federale Tedesca e le sue ripercussioni sul ‘branding’ dei Corsi di Laurea.

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    Nel 1999 è stata siglata la dichiarazione di Bologna, che ha avviato un processo di riforma dei sistemi di istruzione superiore dell'Unione europea, finalizzato alla creazione dello Spazio Europeo dell’Istruzione Superiore (EHEA – European Higher Education Area) il cui scopo principale è assicurare la massima comparabilità, compatibilità e coerenza tra i sistemi di educazione dei suoi Stati Membri, che sono parte dell’Unione Europea e della zona Pan-europea del Consiglio d’Europa. La graduale attuazione di questo processo ha alimentato la competizione delle istituzioni formative, impegnate ad aumentare la propria capacità attrattiva sia per reperire fondi per la ricerca, che studenti. In questo panorama si inseriscono le politiche di marketing delle istituzioni universitarie che adottano sempre di più metodi tipici delle corporations (Holborow 2013), tanto da spingere già alla fine dello scorso secolo eminenti studiosi a parlare di ‘marketization of university discourse’ (Faircough, 1993), e di entrepreneurial university (Slaughter & Leslie, 1997). Come le corporations, anche le istituzioni formative costruiscono un proprio branding, inteso come politica commerciale finalizzata a creare l’immagine di un determinato prodotto –ad esempio un percorso di studio- conformandola in modo tale da incontrare le esigenze di un pubblico particolare, finalizzata quindi, ad attrarre un sempre maggiore numero di stakeholders -studenti, docenti prestigiosi, finanziamenti per la ricerca-. Nella creazione del proprio branding le istituzioni formative europee devono tenere conto delle priorità imposte dal processo di Bologna, sfruttandone la capacità di attrazione. Il presente articolo, parte di uno studio più ampio, intende offrire uno scorcio delle politiche di attuazione del processo di Bologna nella Repubblica Federale Tedesca e come esse si riverberano nella costruzione del branding dei corsi di Laurea Magistrale. Il caso preso in esame è quello dei Corsi di Laurea Magistrale (Master) in Relazioni Internazionali, erogati sia in inglese che in tedesco in Germania, dei quali sono state analizzati i siti web, in particolare le homepages, da considerare come uno degli strumenti messi in campo ‘to build brands in order to communicate their [institutions’] service offer to the marketplace’ (Mourad , Ennew, Kortam, 2010: 161)

    The discoursive representation of Smart Cities in the German Media

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    The presentation focuses on the representation of smart cities as construed by German media. Due to the lack of a universally shared definition, numerous evocative adjectives have been used to describe the city of the future such as ‘intelligente Stadt’, ’digitale Stadt’, high-tech Stadt’, ‘informationelle Stadt’, Wissensstadt’ and ‘Kreativstadt. Each term corresponds to different conceptual perspectives about the design of the city as a compound of new material substrata with reshaped socio-political relations. An interesting research question concerns people’s perception of such changes. Moving from the assumption that news discourse has a crucial role in shaping public opinions and beliefs, we have collected a corpus of digital versions of print newspaper articles, published in Germany in the last five years and included in the LexisNexis database. The initial qualitative analysis of the corpus has enhanced the semantic and structural patterns occurring in the texts and that contribute to delineate the actors driving the change and the fundamental features characterizing the category of smart cities. A quantitative analysis specifically investigates ad hoc novel collocates. Moreover, we present a graphic representation of the most frequent co-occurrences of words such as ‘city’, ‘infrastructure’, ‘knowledge’, etc. and their collocations with specific adjectives and verbs, which, we posit, are used as identity markers
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