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    Sistemi e strumenti di corporate governance nelle local utilities

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    Lo scenario dei servizi pubblici è da diversi anni sottoposto a rilevanti mutamenti sia in Italia, sia in Europa. Di conseguenza, le aziende di tali settori, in particolare nelle local utilities, ovvero i servizi pubblici locali a rilevanza economica, sono sempre più chiamate a governare i processi di cambiamento in corso. In particolare, questo lavoro si focalizza sulla considerazione della corporate governance delle aziende, te-matica che ha assunto un rilievo crescente negli ultimi anni, soprattutto alla luce di taluni accadimenti, che hanno evidenziato la necessità di regole di governo aziendale più definite e trasparenti, così come di favorire una maggiore integrazione fra sistema di corporate governance generale e sistema dei controlli interni. Le tematiche evidenziate acquisiscono un particolare valore ed interesse nelle local utilities, per via della ri-levanza dei servizi in questione per la collettività ed anche della presenza di un dibattito, da alcuni anni, sulla necessità di politiche di aziendalizzazione, esternalizzazione, liberalizzazione e privatizzazione, più o meno avanzate, dibattito che tende ad assumere differenti connotati, a seconda dei settori e dei comparti industriali. Tale discussione, in particolare, è stata molto vivace negli ultimi mesi, in seguito alla definitiva approvazione del cd. “decreto Ronchi”, convertito dal Parlamento italiano nella legge 166 del 20 novembre 2009. In questo quadro di riferimento, il presente lavoro si propone di analizzare i mutamenti di contesto richiamati, suggerendo, sulla base delle teorie economico-aziendali e con il supporto di specifici casi di aziende di servi-zi, alcune linee di sviluppo per i sistemi di corporate governance e per gli strumenti che siano in grado di renderli efficaci, nel raggiungimento dei fini aziendali, garantendo al tempo stesso la tutela degli interessi collettivi

    Progetto di ricerca di Assistenza tecnica e metodologica alla realizzazione del sistema di monitoraggio del piano di gestione del sito Unesco ‘Ferrara Città del Rinascimento ed il suo Delta del Po’

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    Il progetto di ricerca per l’assistenza tecnica e metodologica alla realizzazione del sistema di monitoraggio del piano di gestione del sito UNESCO “Ferrara Città del Rinascimento e il suo Delta del Po”, vuole corrispondere all’esigenza di fare del piano di gestione stesso uno strumento dinamico di confronto sulla corrispondenza delle politiche territoriali, (intendendosi in questo termine l’accezione più completa di politiche territoriali, economiche, ambientali, culturali, sociali) con i criteri di iscrizione del sito alla lista UNESCO. Il piano di gestione, in seguito alla sottoscrizione delle linee guida operative per l’implementazione della convenzione sul patrimonio mondiale, è stato affermato dall’UNESCO quale strumento fondamentale per raccogliere tutti gli elementi informativi che esprimano il grado di protezione e conservazione dei valori di natura universale, grazie ai quali ciascun sito è stato inserito nella lista

    Contents and Aims of Management Plans for World Heritage Sites: Managerial Analysis with a Special Focus on the Italian Scenario

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    This paper aims to discuss the use of management tools for the UNESCO World Heritage sites. In particular, it focuses on the specific tool of the “management plan”. We have carried out a three dimension research project: 1) Analysis and development of a strong theoretical background, in order to consider the economic and managerial dimension of the management plans, even from the perspective of cultural tourism; 2) Deep study of Italian state of the art about use and application of management plans by the organizations managing World Heritage sites; 3) Comparison among some national and international case studies, in order to get empirical evidences which could be useful for theoretical considerations, regarding the general management system of the World Heritage sites. These first phases of research highlight the necessity for further studies in the next years. Notwithstanding, we are able to evidence some elements that can lead the next steps of drafting and monitoring the management plans. The final goal of these processes should be the realization of effective management systems for cultural and natural heritage. The most important points to be considered are: - The awareness of the absence of a unique “model” for every kind of UNESCO site; as far as this aspect is concerned, the aim should be the study and application of general guidelines that could be applied to different situations; - The necessity to realize a real sharing among all the stakeholders of the site with regard to vision, mission and strategies that should be implemented; - The introduction of performance measurement systems, to get both support to the management and accountability to the community

    La corporate governance nei servizi pubblici locali a rilevanza economica: strumenti per la gestione del consenso sociale

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    In this work we consider the link between corporate governance and social responsibility (CSR) in local utilities companies. More specifically, we use the term “tool of corporate governance” as a tool able to support the governance of a company to reach its strategic aims, reconcile efficiency and effectiveness, verify (and demonstrate) social responsibility. Social “consensus” considers the necessity (particularly critical for local utilities) for a company to get the external stakeholders’ approval. Social consensus and social responsibility are important for every kind of company, but they become critical resources for a local utility company, likewise the concept (and the concrete application) of accountability. The empirical part of this work considers eight local utilities companies, listed on the Italian Stock Exchange. Specific subjects of the empirical analysis are the level of CSR consideration, through the presence of social/sustainability reporting and its level of “quality”. We conclude that the corporate governance tools for managing social consensus in local utilities companies should consider the environmental effect of the corporate activities, the level of transparency and responsibility in providing services, the capacity to develop confidence within the territory, the satisfaction of expressed and un-expressed needs of the community and the internal satisfaction of the company’s human resources

    Diffusione dei bilanci di sostenibilità e rendicontazione delle performance nelle aziende di servizi pubblici locali: profili di analisi critica

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    Il presente lavoro si pone lo scopo di analizzare finalità e modalità della rendicontazione di sostenibilità (o sociale), da parte delle aziende italiane appartenenti al settore dei servizi pubblici, con un particolare grado di at-tenzione al sistema di quelle locali, che presentano, in termini numerici, il maggior numero di casi, per via della loro ampia diffusione territoriale. Per-tanto, la tematica di fondo che viene trattata in questo articolo è quella dell’espressione della sostenibilità all’interno dei sistemi di rilevazione in-formativo-contabili, da considerarsi come variabile espressiva del senso di responsabilità sociale ed ambientale sviluppata dalle aziende. Nel loro complesso, le argomentazioni qui esposte portano a dire che una delle motivazioni che sta alla base della rendicontazione di sostenibilità in questo settore è quella di dimostrare che si sta perseguendo l'interesse collettivo con l'attività aziendale, in particolare in quei contesti dove l'attività non è più sottoposta ad un controllo pubblico completo

    Social reporting ed indicatori di sostenibilità per lo sviluppo economico di un territorio a vocazione culturale

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    Il patrimonio culturale di un territorio può costituire un importante elemento di sviluppo economico e sociale per la collettività. Al fine di favorire il reale perseguimento di tali sentieri di sviluppo, anche mediante la promozione della partecipazione della collettività stessa, l’utilizzo di strumenti di contabilità sociale appare utile ed opportuno. Il presente lavoro si pone lo scopo di adattare gli strumenti della contabilità sociale per un sistema di aziende integrate nella gestione del patrimonio culturale sul territorio. Vengono in particolare esaminate le modalità applicative del bilancio di sostenibilità e di un sistema di misurazione delle performance fondato su indicatori di sostenibilità economica, sociale ed ambientale

    Principi contabili, settore pubblico ed aziende culturali: una visione d’insieme

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    Nell’ambito del processo di riforma del settore pubblico in Italia, anche le aziende culturali sono state fortemente interessate dalla riduzione delle risorse a disposizione e dalla necessità di perseguimento degli obiettivi istituzionali in maniera più efficiente ed efficace. Ciò ha richiesto, e sta richiedendo, lo sviluppo di una cultura manageriale, coerente con il percorso di aziendalizzazione intrapreso, che non ha ancora trovato però una sua piena applicazione. Il presente lavoro, dopo aver illustrato lo stato dell’arte in materia di principi contabili per il settore pubblico, si pone lo scopo di analizzare se l’introduzione dei principi contabili, nazionali o internazionali, possa favorire il proseguimento di questo percorso per le aziende culturali del settore pubblico

    L’evoluzione del contesto economico-sociale e i riflessi sui sistemi di controllo delle aziende di servizi pubblici locali: un’analisi comparata fra Italia ed Inghilterra

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    Il processo di riforma che ha investito la Pubblica Amministrazione a partire dagli anni Ottanta, e che ha visto coinvolti praticamente tutti i paesi occidentali, ha interessato anche in maniera rilevante l’apparato dei servizi pubblici locali. Storicamente tali servizi erano gestiti da aziende di proprietà pubblica, ma le esigenze del perseguimento di efficienza, efficacia (secondo la dimensione qualitativa, quella quantitativa e quella sociale) ed economicità, ha condotto la maggior parte dei paesi occidentali alla messa in atto di politiche contraddistinte da riferimenti alla liberalizzazione e alla privatizzazione del comparto considerato. Dal punto di vista delle discipline economico-aziendali, l’emergere di questi processi ha portato a considerare secondo nuovi profili l’ambito di studio delle aziende di servizi pubblici locali: i processi di cambiamento legislativi (per l’Italia si consideri in particolare il momento di riforma della l. 448/01, poi rivisto per alcuni punti dalle leggi 326 e 350 del 2003) hanno contribuito ad aumentare il grado di complessità dei sistemi aziendali, coinvolti nei processi di erogazione dei servizi pubblici locali. Tale superiore grado di complessità è rintracciabile nei rapporti che si vengono a creare fra titolare della funzione pubblica (l’ente locale) e gestore del servizio (l’azienda di servizi). Inoltre, alla luce della crescente richiesta di qualità nei servizi da parte dei cittadini, appare sempre più necessario sviluppare sistemi gestionali atti a garantirla, mediante opportuni sistemi di programmazione e controllo della qualità. Alle tendenze di contesto emergenti vanno aggiunti gli elementi di studio forniti in questi ultimi anni dalla dottrina, fra i quali preme considerare due punti in particolare: - lo sviluppo di sistemi multidimensionali di misurazione delle performance, atti a superare i limiti dei tradizionali sistemi informativo – contabili (rispetto ai quali diviene necessaria la promozione di un’opportuna integrazione), al fine di includere fra gli aspetti da controllare non solamente aspetti economico – finanziari, ma anche quelli più strettamente legati alle politiche di qualità, di sostenibilità ambientale, di promozione, misurazione e gestione delle risorse intangibili, con particolare riferimento alle risorse umane; - l’affermazione del concetto della Responsabilità Sociale d’Impresa, che, partendo dal presupposto, già da tempo noto in dottrina, che l’impresa è inserita in un sistema di relazioni con gli interlocutori sociali (che possono incidere fortemente sul suo successo o insuccesso), considera la rilevanza delle politiche aziendali volte a promuovere e fortificare l’immagine aziendale nei confronti dei terzi. Di conseguenza, verrà sottoposta ad analisi l’evoluzione del contesto che ha visto coinvolte negli ultimi anni le aziende di servizi pubblici locali, secondo i profili istituzionale, legislativo ed aziendale, con particolare riferimento ai settori del gas, dell’acqua e dei servizi ambientali. Ai fini di rendere più completa l’analisi verrà confrontato lo scenario presente in Italia con quello dell’Inghilterra, dove le politiche di privatizzazione dei servizi pubblici sono state avviate già nei primi anni Ottanta. Conseguentemente a questa analisi, sarà possibile valutare i riflessi che i mutamenti di scenario considerati possono far emergere sui sistemi aziendali, con riferimento primario ai sistemi di controllo, in particolare per l’aspetto della misurazione delle performance. L’obiettivo conoscitivo di questo lavoro, perciò, viene ad identificarsi nello studio in chiave economico – aziendale delle conseguenze sui processi aziendali, riguardanti gli ambiti del controllo strategico, di gestione e della qualità. Il presente lavoro è suddiviso pertanto in quattro parti: nella prima parte si analizzeranno i mutamenti del sistema istituzionale riguardanti la Pubblica Amministrazione in generale, con particolare grado di approfondimento sul comparto dei servizi pubblici locali e lo sviluppo di opportuni confronti con la situazione inglese; nella seconda parte verrà seguita l’evoluzione degli interventi legislativi avvenuti in Italia con riferimento ai servizi pubblici locali, valutandone gli elementi di similarità e differenziazione con il caso inglese; la terza parte si soffermerà maggiormente sui legami fra sistemi aziendali in generale, filoni di ricerca innovativi e la loro applicazione alle aziende di servizi pubblici locali; la quarta ed ultima parte si riferirà in maniera peculiare ai riflessi sui sistemi di misurazione delle performance delle tendenze emergenti dai profili tracciati nelle parti precedenti; ai fini di avvalorare in maniera più efficace le tesi proposte, si farà riferimento anche ad un’indagine empirica condotta all’interno di aziende che gestiscono il servizio rifiuti nell’ambito della provincia di Ferrara per l’Italia e del Nottinghamshire per l’Inghilterra

    Revisione del «Piano di gestione» del sito UNESCO «Monumenti Paleocristiani di Ravenna»

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    L’attività da realizzare tiene conto dei seguenti punti: - il Comune di Ravenna è stato – sin dal 1994 – soggetto promotore della candidatura dei Monumenti Paleocristiani di Ravenna per l’inserimento nella World Heritage List dell’UNESCO, candidatura che è andata a buon fine nel 1996; tale candidatura è stata possibile grazie alle buone prassi di collaborazione fra il Comune stesso e i soggetti proprietari dei monumenti, ovvero l’Archidiocesi di Ravenna – Cervia e la Soprintendenza per i Beni Architettonici e il Paesaggio per le Province di Ravenna, Ferrara, Forlì – Cesena e Rimini; - il Comune di Ravenna ha sottoscritto con i medesimi soggetti (Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici dell'Emilia-Romagna, Soprintendenza per i Beni Architettonici e del Paesaggio di Ravenna, Archidiocesi di Ravenna-Cervia) una Intesa Istituzionale per l'elaborazione del Piano di Gestione del Sito Unesco I Monumenti Paleocristiani di Ravenna; - tale Intesa, sottoscritta per la prima volta il 14.02.2005, di seguito di nuovo sottoscritta il 18.02.2008 e nel febbraio 2011, individua il Comune come coordinatore e soggetto redattore del Piano di gestione del Sito; - una prima stesura del Piano di gestione è stata redatta dal Comune, e presentata nel maggio 2005; - il Comune di Ravenna è stato inoltre individuato dagli stessi soggetti di cui sopra quale referente per i finanziamenti previsti dalla L. 77/2006; - si rende necessario provvedere ad aggiornare il documento “Piano di Gestione” redatto dal Comune nel corso del 2005, adeguando le diverse schede di progetto ed introducendo un aggiornato sistema di indicatori inerenti le modalità di gestione del sito. Con riferimento alle concrete attività che si intende svolgere nel seguente progetto, esse sono di seguito elencate: a) analisi in profondità di quanto è stato già prodotto dai soggetti gestori del sito; il raggiungimento di questo obiettivo comporta l’analisi del Piano di gestione già realizzato, anche in maniera comparata con altri documenti prodotti a livello nazionale ed internazionale, evidenziando quelli che possono essere i punti mancanti o non completamente sviluppati: ciò sarà comunque fatto ponendo attenzione alle specificità territoriali di Ravenna ed avendo cura di mantenere come orizzonte di riferimento gli interessi istituzionali dei soggetti coinvolti e quelli della collettività locale; b) presa di contatto e, se ritenuto necessario, sviluppo di incontri tematici con tutti i soggetti gestori del sito, con l’obiettivo, da una parte, di desumere elementi conoscitivi importanti per l’attività descritta al punto precedente e, dall’altra, di trarre ulteriori spunti di analisi utili a sviluppare la revisione del documento in questione, di cui al punto successivo; c) proposta di modifiche ed integrazioni da apportare al Piano di gestione del sito UNESCO, tramite la ripresa della struttura del Piano già esistente e l’eventuale revisione del suo indice, andando a modificare alcune sezioni o aggiungendone di nuove; nell’ambito di questa attività, saranno anche predisposti concretamente testi utili per tali operazioni; d) in particolare, con riferimento all’ultimo punto citato, una specifica parte potrà essere dedicata allo sviluppo di metodologie, linee guida o strumenti, volti a predisporre un sistema di indicatori, utili a monitorare la performance complessiva del sito UNESCO, da parte di tutti i soggetti gestori; tale proposta sarà effettuata mettendone in risalto le possibili ricadute applicative sul Piano e sul sistema di gestione stessi del sito UNESCO di Ravenna. Le attività qui elencate saranno sviluppate nell’arco dei dodici mesi successivi alla firma della convenzione, secondo le seguenti tempistiche: - nei primi sei mesi, saranno prevalentemente sviluppate le attività di cui ai punti a) e b) dell’elenco precedente, ma saranno anche gettate le basi per lo sviluppo dei punti successivi, in particolare del punto c); entro 15 giorni dal termine di questo primo periodo, il responsabile scientifico dell’attività si impegna ad inviare al Comune di Ravenna una sintetica relazione sulle attività svolte, contenente un report con i primi risultati ottenuti e la fissazione definitiva degli obiettivi finali; - nei successivi sei mesi di attività, sulla base delle risultanze delle attività sub a) e b), saranno portati a compimento i punti c) e d); potrebbe comunque essere necessaria una nuova presa di contatto con i soggetti referenti (punto b)) nel caso in cui lo sviluppo dell’attività di consulenza lo richiedesse; entro 15 giorni dal termine di questo secondo periodo, termine coincidente con quello più generale della ricerca, il responsabile scientifico dell’attività si impegna ad inviare al Comune di Ravenna la relazione finale del progetto
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