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Vittorio Cini collezionista di pittura: una splendida avventura, dal Castello di Monselice alla dimora veneziana, da Nino Barbantini a Federico Zeri
Il saggio ricostruisce gli straordinari acquisti di pittura compiuti da Vittorio Cini mettendo in luce il ruolo di alcuni fra i suoi più importanti consulenti da Bernard Berenson a Federico Zer
Il Cristo legato di Giacomo Manzù
Il testo presenta una scultura sacra realizzata dallo scultore lombardo nel 1951 e lo colloca nel contesto della sua produzione sacra
L'autore delle Storie del martirio di San Daniele del Metropolitan museum: Michelangelo Venier
Acquisiti nel 1970 dal Metropolitan Museum of Art di New York come opere dello scultore cinquecentesco Tiziano Aspetti (1559-1606), i due rilievi in bronzo con Storie del martirio di San Daniele replicano puntualmente due opere firmate dell’Aspetti, eseguite per la cripta del duomo di Padova e ora conservate nel Museo Diocesano della città veneta. Considerati già in passato repliche probabilmente settecentesche degli originali di Aspetti, da identificare con due opere citate nel 1750 nella collezione di Galeazzo Dondi dall’Orologio, i due rilievi di New York sono stati attribuiti a Francesco Bertos (Avery 2008). In realtà, la sigla M.A.V.F. che compare in entrambi i due rilievi americani consente di individuarne l’autore nel poco noto Michelangelo Venier, più volte attestato al Santo per lavori all’Armadio delle Reliquie e autore di due rilievi e quattro Virtù (Fede, Carità, Temperanza, Speranza), tutti in bronzo, che decorano il tabernacolo dell’Altare del Sacramento nel Duomo di Montagnana. Queste ultime opere risalgono al 1758 e qui si possono presentare, grazie alla generosa segnalazione di Leon Lock, una serie di nuove versioni autografe delle quattro Virtù (una delle quali firmata), che riprendono puntualmente i bronzetti di Montagnana
Ferrata, Cafà, i Falconieri e un nuovo modello per la Fede in San Giovanni dei Fiorentini
Partendo dal ritrovamento di una nuova versione del modelletto della Fede di Ercole Ferrata, questo testo esamina complessivamente il cantiere della cappella Falconieri e ridiscute il rapporto professionale che legò Melchiorre Cafà e Ferrata negli anni sessanta del Seicento mettendo in luce la forte autonomia stilistica dello scultore maltese e anzi il suo possibile ruolo nei confronti del più vecchio 'maestro'
Pietro and Gian Lorenzo Bernini bust of the Savior
Questo testo rende noto un Busto di Cristo da riferire all'attività congiunta di Pietro e Gian Lorenzo Bernini intorno all'anno 1615
Giusto Le Court, Buste de l'Envie
La scheda esamina una della più antiche opere di Le Court, il Busto dell'Invidia eseguito nel 1660 circa e già parte della collezione dell'arciduca Leopoldo Guglielm
Girolamo Coltellini e la ritrovata Madonna Ranuzzi
A partire dal ritrovamento della Madonna in marmo riferibile a Girolamo Coltellini e proveniente dal Monumento Ranuzzi già in San Francesco a Bologna, il testo ricostruisce il percorso artistico di questo scultore attivo a Bologna fra gli anni venti e gli anni cinquanta del Cinquecento
"Rinascimento privato" The Adventures of a Renaissance Sculpture: Antonio Minello's Apollo from Padua to Rome and Vienna
Il testo presenta un rilievo raffigurante Apollo attribuibile allo scultore padovano Antonio Minello. Ne discute l'attribuzione in relazione con le altre opere dello scultore; discute la genealogi e la fortuna del genere dei rilievi all'antica veneti e studia la complessa vicenda collezionistica di questo pezzo, attestato nel Seicento in collezione Patrizi a Roma e passato poi nella collezione del conte Stroganoffe in quella di Camillo Castiglion
Giuseppe Sanmartino Angelo Viva e gli Evangelisti della cappella Pappacoda
L'acquisizione di due opere inedite al catalogo dello scultore Giuseppe Sanmartino consente di riesaminare la fase tarda della sua produzione anche in relazione all'attività dei suoi numerosi collaboratori e allievi e in particolare di quella dei fratelli Viva
Francesco Bertos, Le Taureau Farnese, Marcus Curtius se jette dans le gouffre
Nella scheda sono studiati due bronzi del padovano Bertos, documentati nel Settecento, nella collezione Dondi dall'Orologi
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