1,721,009 research outputs found

    1. L'attività di programmazione e controllo

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    Il capitolo (di G. Farneti) introduce il sistema di programmazione e di controllo aziendale, focalizzandosi sulle fasi e sui caratteri operativi che lo devono qualificare. Il capitolo è corredato da un'Appendice (di B. Siboni) che illustra l'analisi degli scostamenti, esaminata in riferimento ai costi variabili, semi-variabili e fissi, ai ricavi totali di vendita e al margine di contribuzione, fornendo inoltre spunti di riflessione sull'interpretazione delle cause e delle responsabilità connesse alle varianze rilevate

    Scuola pubblica e Università, quel circolo virtuoso che crea il ‘sapere umano’

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    IL “DOVERE MORALE” DI PORSI ALLO “SPECCHIO” DELLA RENDICONTAZIONE SOCIALE, AL FINE DI RAPPRESENTARE LE PROPRIE ATTIVITÀ E I PROPRI RISULTATI, RIFLETTENDO SU DI ESSI E COMUNICANDOLI ALL’ESTERNO IN UNA PROSPETTIVA DI CRESCENTE DIALOGO E CONFRONT

    Gli strumenti di monitoraggio e controllo

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    La prima parte del capitolo (di F. Farneti, pagine 369/381) affronta la tematica del progressivo affermarsi del concetto di accountability negli enti locali e propone l'applicazione della balanced scorecard per la definizione e il controllo delle strategie dell'ente locale. La seconda parte del contributo (di B. Siboni, pagine 382/395) analizza le ragioni che hanno indotto gli enti locali ad adottare autonome forme di rendicontazione sociale ed illustra un modello di bilancio sociale adattato alla specifica realtà di questa tipologia di enti

    La rendicontazione di sostenibilità nelle imprese, aziende pubbliche ed organizzazioni non profit

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    Il capitolo adottando la tecnica di analisi critica della letteratura, del panorama nazionale ed internazionale, investiga l'evoluzione storica e i tratti salienti della corporate social responsibility e della rendicontazione di sostenibilità nelle imprese, nel settore pubblico e nelle aziende non profit

    Conclusioni

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    Il contributo rappresenta la postfazione del volume curato dagli autori. Esso sviluppa una serie di riflessioni consuntive sul tema della responsabilità sociale come si è sviluppata negli studi economico-aziendali italiani e all'estero, focalizzandosi in particolare sul tema della rendicontazione degli effetti dell'agire delle organizzazioni (siano esse private, pubbliche e non profit). Da tali riflessioni che partono dalla revisione della letteratura esistente e dai risultati di una serie di indagini empiriche effettuate dai curator del volume, vengono sviluppate alcune proposte di sviluppo di ricerche future che si propongono per una evoluzione dei temi in oggetto

    La rendicontazione sociale, bilancio partecipato, bilancio di genere

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    Il capitolo affronta il tema della rendicontazione sociale illustrandone in primo luogo le origini, motivazioni di diffusione, destinatari, regolamentazioni e linee guida. In secondo luogo vengono esaminati i vari strumenti di rendicontazione sociale che hanno trovato diffusione nelle pratiche degli enti: bilancio sociale e bilancio di mandato, pratiche partecipative di programmazione attraverso il bilancio partecipato ed eseperienze di bilancio di genere

    Administrative Sciences

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    Administrative Sciences (ISSN 2076-3387) is an international, peer-reviewed, open access journal (free for readers), which publishes original theoretical and empirical work on organization studies. Administrative Sciences aims to advance and communicate knowledge concerning management theory and practice both in public administration and in profit organizations; it encourages submissions that build on interdisciplinary research in related fields, such as business, economics, political science, gender studies, psychology, sociology, physiology, communication theory or artificial intelligence and their implications on management, organizations and the society. Administrative Sciences aims to provide a rapid refereeing and editorial processes, following standard publication practices. Administrative Sciences publishes regular research articles, reviews and short notes. There is no restriction on the length of the papers as we encourage researchers to publish their theoretical and empirical results in as much detail as possible

    La sostenibilità come strategia di sviluppo degli Atenei: il caso dell'Università di Bologna

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    Lo sviluppo sostenibile rappresenta un traguardo fondamentale per il genere umano, di prosperità ed equità intra e intergenerazionale che allarga l’orizzonte di riferimento delle scelte e fornisce lungimiranza all’azione di governo di tutte le istituzioni, incluse le università. In particolare, l’idea di sviluppo sostenibile sottesa nell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite rappresenta un piano d’azione per trasformare il mondo, agendo a favore delle Persone, della Pace, del Pianeta, della Prosperità e delle Partnership. Nelle istituzioni universitarie, ciò è realisticamente possibile quanto più il valore, la forza comunicativa e ispiratrice dei Sustainable Development Goals (SDGs) entra a far parte del quotidiano, incidendo concretamente sui comportamenti di docenti, del personale amministrativo, degli organi di direzione e controllo e, non ultimo per importanza, delle migliaia di studenti che animano la vita degli atenei. L’Università di Bologna, con oltre 85 mila studenti, 5.853 dipendenti ‐ tra personale accademico e tecnico amministrativo – più di un milione di metri quadrati di patrimonio costruito, 1,7 milioni di risorse del patrimonio bibliotecario, un budget annuale di circa 800 milioni di euro, un programma edilizio di 230 milioni di euro nei prossimi 3 anni, ha un evidente impatto diretto e indiretto sull’economia locale, sulla società e sull’ambiente circostante. Su tali basi l’Alma Mater ha fatto propri i 17 Sustainable Development Goals delle Nazioni Unite (UN, 20151) quale quadro di riferimento dell’azione di governo e strumento per misurare i progressi compiuti verso una società sostenibile, operando nel rispetto delle risorse disponibili e ponendo l’attenzione sulle esigenze delle future generazioni, motore e al contempo ragion d’essere di un’istituzione universitaria. L’articolo analizza anzitutto lo stato dell’arte nelle università italiane attraverso le esperienze degli atenei che fanno parte della Rete delle Università per lo Sviluppo Sostenibile (RUS), costituita in seno alla CRUI2 per indirizzare e condividere strategie e pratiche in tema di sostenibilità. Nel successivo paragrafo viene presentato il caso dell’Università di Bologna che fa parte della RUS e ne condivide gli standard di misurazione e rendicontazione. All’interno della RUS, l’impegno verso la società e l’ambiente dell’Università di Bologna ha assunto caratteri distintivi, connotandosi per la pervasività degli obiettivi di sviluppo sostenibile sia dal punto di vista degli strumenti di programmazione e controllo sia per la sua rilevanza nell’indirizzare le decisioni istituzionali nella didattica, ricerca e terza missione. L’articolo si chiude analizzando le “lezioni imparate” dal caso dell’Università di Bologna e le implicazioni che ne discendono sul piano della governance istituzionale

    La misurazione del valore nelle organizzazioni non profit: gli approcci internazionali

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    Dagli anni Novanta del secolo scorso, alla luce della crescita di rilevanza assunta dalle organizzazioni non profit nelle economie e della loro dipendenza dai finanziamenti di terzi, si sono intensificati i processi di managerializzazione di tali entità e in tale direzione sono incrementati gli studi sui temi dell’accountability, della misurazione delle performance e dell’impatto sociale prodotto. Questi ultimi sono essenziali sia per alimentare la fiducia e la legittimazione esterna nei confronti di tali organizzazioni, supportandone i finanziamenti/donazioni, sia per responsabilizzare, fornire maggiore trasparenza e supportare il sistema decisionale interno delle organizzazioni. Il capitolo esamina nella prima parte i concetti di input, output, outcome e di impatto sociale e la determinazione di indicatori e modelli di calcolo di questi ultimi all’interno del settore non profit, mentre nella seconda parte si è focalizzato sui modelli di misurazione dell’impatto sociale, aspetto che amplia quelli classici della performance aziendale, allo scopo di determinare gli effetti di medio-lungo termine generati attraverso l’attività posta in atto dall’organizzazione sui vari gruppi di stakeholder (al di là di quello target a cui era destinato) e sulla società e l’ambiente in generale. Non esistendo ad oggi un modello di misurazione degli impatti sociali generalmente accettato, nel corso della trattazione sono stati passati in rassegna i principali modelli di processo e quelli di monetizzazione, ranking e rendimento di investimenti sociali. Mentre i primi sono formulati allo scopo di descrivere le fasi che un’organizzazione deve porre in atto per la misurazione degli impatti, utilizzando indicatori indirizzati a realizzare dei report conclusivi quali il bilancio sociale, i secondi indicano le modalità di calcolo da seguire per attribuire un valore di ritorno economico-finanziario agli investimenti di carattere sociale nelle attività svolte, fornendo quindi un indice sintetico di valore prodotto, ovvero individuare dei ranking tra le organizzazioni e gli investimenti sociali. Nell’ambito dei secondi è stato descritto in particolare il modello SROI che risulta ad oggi il più diffuso in letteratura
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