134 research outputs found
Indagine sulla gestione dei depositi museali e sulla movimentazione dei beni archeologici in Italia
L’indagine sulla gestione dei depositi museali e sulla movimentazione dei beni archeologici, oggetto di presentazione, si colloca nell’ambito delle linee di ricerca del Dottorato in Scienze e Tecnologie per l’Archeologia e i Beni Culturali dell’Università degli Studi di Ferrara (con borse di studio del MIUR sul programma Fondo per il sostegno dei giovani).
La rilevazione censuaria, condotta in collaborazione con il Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo (MiBACT) e con l’Associazione Nazionale Musei Locali e Istituzionali (ANMLI), si pone come obiettivo la comprensione delle prassi in uso da parte dei musei e altri istituti similari statali e non statali a carattere museale, che acquisiscono, conservano, ordinano ed espongono al pubblico beni e/o collezioni di natura archeologica, al fine di prospettare soluzioni gestionali migliorative e di indirizzare iniziative finalizzate alla conoscenza e salvaguardia del patrimonio archeologico italiano.
In questa sede verranno presentati l’articolazione e l’andamento dell’indagine
Revisiting the lithic industries of El Abra sites (Sabana de Bogotá, Colombia, Northern South America). Implications for its significance and chronology
In this paper we present a revision of the lithic industries of El Abra sites (Sabana de Bogotá, Eastern Cordillera, Colombia), among the most ancient and significant sites of Colombia. Dated to 12,400 ± 160 years BP, El Abra is an important reference for the prehistory of the country.
Our review mostly deals with the: a) methodological approach adopted for the study of the lithic industry; b) interpretation of the lithic industry; c) chrono-stratigraphy. In 2017, 2019 we presented the revision of the lithic assemblages of the oldest levels of El Abra sites (Muttillo et al., 2019, 2017); here we integrate and complete the revision with the analysis of the lithic assemblages of the upper levels. This is the first revision of the historical lithic collections, adopting a technological approach and crossing the data with the chrono-stratigraphic context.
Our results have highlighted several discrepancies and critical elements contained in previous studies, that mostly affect not only the interpretation of the lithic industries but also the chronology of the site, that turned out to be more recent than previously assumed, for at least three thousand years
Communicate, educate, and engage the public on environmental sustainability. The challenge of the University Museum of Paleontology and Prehistory “P. Leonardi” (Ferrara, Italy)
In its history, the museum has been the protagonist of many changes. While remaining faithful to its main role, which is the preservation of cultural objects, the museum must “keep up with the times”. The museum, as a place of learning, has the responsibility of educating about cultural and natural heritage and, in this latter aspect, scientific-naturalistic museums can make an important contribution. In fact, today there are international agreements that place education in nature conservation and sustainability among the museum’s objectives
Considerazioni conclusive
Il giacimento di Guado San Nicola apporta un contributo importante sulla conoscenza delle dinamiche del popolamento umano del bacino mediterraneo per la ricchezza della documentazione, per lo stato di conservazione dei reperti, per la cronologia e per la presenza di aspetti decisamente innovativi in termini di evoluzione culturale quali la padronanza del metodo Levallois e l’uso di percussori in corno di cervo. L’esplorazione sistematica del giacimento (98 m2) ha evidenziato una articolata serie stratigrafica dello spessore di oltre due metri, ubicata su un terrazzo fluviale posto nella parte distale dell’antico conoide del Torrente Lorda. L’inquadramento lito-, morfo- e pedostratigrafico suggerirebbe l’attribuzione agli inizi dell’Ultimo Interglaciale, ma la datazione di tre unità litostratigrafiche sovrapposte col metodo 40Ar/39Ar su cristalli di sanidino ha dato: unità US C (400±9 ka), US B (379±8 ka) e US TUFO (345±9 ka). L’antichità sarebbe confermata dalle datazioni combinate tra uranium–thorium (U-Th) e risonanza elettronica di spin (ESR) applicati a 6 denti di cavallo e rinoceronte provenienti dai livelli archeologici delle US C e B. L’età media ottenuta è di 364±36 ka, in accordo con quelle 40Ar/39Ar e suggerirebbe invece l’attribuzione alla fine del MIS 11. Tale attribuzione è confermata anche dalla presenza di Cervus elaphus acoronatus e dalle caratteristiche tecnico-tipologiche delle industrie litiche. L’insieme faunistico, composto da orso, elefante, rinoceronte di Merck, cavallo di grossa taglia, cervo acoronato, daino, megacero e uro, suggerisce un ambiente diversificato con aree boschive, anche ad arbusti, ed aree più aperte. I reperti litici sono stati ottenuti dallo sfruttamento di lastrine di selce di scadente qualità per la presenza di intrusioni e piani di fratturazione preferenziale. Frequenti sono i bifacciali di forma e dimensione variabile, spesso ben lavorati sull’estremità appuntita e quasi sempre con base risparmiata; la componente su scheggia si qualifica per la presenza di manufatti Levallois
Complete mesocolic excision and D3 lymphadenectomy with central vascular ligation in right-sided colon cancer: a systematic review of postoperative outcomes, tumor recurrence and overall survival
Background: In right-sided colon cancer surgery, currently there is a great deal of discussion and debate regarding complete mesocolic excision (CME) versus conventional right hemicolectomy (CRH) on postoperative outcomes and oncological results. Our aim was to perform a systematic review of the short- and long-term outcomes of CME to standardize surgical approach in patients with right-sided colon cancer. Methods: A systematic review was performed examining available data on randomized and non-randomized studies evaluating the role of CME and D3 lymphadenectomy in the treatment of right-sided colon cancer, in accordance with the Preferred Reporting Items for Systematic Reviews and Meta-analyses (PRISMA) standards. Results: After literature search, 919 studies have been recorded, 110 studies underwent full-text reviews and 30 studies met inclusion criteria. The total number of CME procedures was 5931. Postoperative complications was reported in 28 studies with pooled overall complications of 1.88% for CME surgery. Six studies reported 0% of overall postoperative complications and they demonstrated a low incidence of complications following CME procedure. Anastomotic leak was reported in 27 studies with pooled proportion of 0.92% after CME resections. There were 16 papers reporting overall survival following CME procedure, with a mean of 85% of patients survived at 5 years. Mean 5-year overall survival was 93.05% in stage I patients, 89.76% in stage II patients and 79.65% in stage III patients. Local and distant recurrence were included in 21 studies, reporting tumor recurrence rate of 12.25% following CME. 5-year tumor recurrence was 5.8% in stage I patients, 7.68% in stage II patients and 15.69% in stage III patients. Conclusions: CME does not increase the risk of postoperative complications and significantly improves the long-term oncological impact. Prospective multicentre studies results are needed to verify if CME could be considered standard surgery for right colon cancer
Le metodologie di scavo
Un volume che presenta al grande pubblico le più recenti scoperte scientifiche di un sito chiave del Quaternario mediterraneo: Grotta Romanelli (Castro, Lecce). Le attività di scavo archeologico sono riprese dal 2015 a cura di Sapienza Università di Rom
Injecting hypervisor-based software partitions into Design Space Exploration activities considering mixed-criticality requirements
Le risorse invisibili. La gestione del patrimonio archeologico e scientifico tra criticità e innovazione
Il patrimonio culturale italiano riveste grande importanza e significato a livello mondiale, non solo per la sua complessità, che deriva dalla sequenza di fondamentali contesti storici che si sono succeduti nel tempo, ma anche per le sue dimensioni, in termini di qualità e quantità.
Quest’ultimo aspetto, quello della quantità, è da tempo discusso in differenti ambiti in particolare con riferimento all’insieme dei beni culturali conservati nei depositi di musei e istituzioni che, seppur organizzati, spesso non sono nelle condizioni di facilitarne la fruizione, non soltanto a carattere scientifico, ma anche nei riguardi del grande pubblico.
Al fine di sviluppare questo tema e consentire una migliore conoscenza delle differenti modalità di conservazione dei reperti, l’Università degli Studi di Ferrara ha promosso, nell’ambito del Dottorato in Scienze e Tecnologie per l'Archeologia e i Beni culturali, una linea di ricerca volta alla comprensione delle modalità di gestione dei materiali e delle collezioni che non sono o non possono essere oggetto di esposizione.
Gli obiettivi che ci si propone di raggiungere riguardano la messa a punto di modalità di catalogazione in linea tra le varie istituzioni al fine di pervenire ad una appropriata conoscenza del patrimonio “sommerso”, di proporre possibili interventi per il monitoraggio della qualità degli spazi adibiti a depositi (umidità, temperatura, luce, etc.), di approfondire le problematiche connesse con la fruizione delle raccolte conservate, anche nella previsione di eventuali spostamenti sia per esposizioni che per delocalizzazioni.
L’iniziativa è supportata da borse di studio del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca sul programma Fondo per il sostegno dei giovani (Circolare Ministeriale n. 2236 del 04/10/2012). Per lo svolgimento delle attività è stata stipulata una convenzione specifica con il Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo e con l'Associazione Nazionale Musei Locali e Istituzionali.
L’azione concreta ha visto l’elaborazione di un questionario, disponibile anche in rete, che ha per oggetto la rilevazione dello stato dell’arte in materia di gestione e movimentazione dei beni culturali custoditi presso i musei statali e non statali e gli istituti similari a carattere museale. Contestuale è l’apertura di un dialogo con le imprese che intervengono nel settore del monitoraggio degli ambienti museali e che svolgono la loro attività specialistica nell’organizzazione di eventi con processi di movimentazione dei materiali a carattere culturale. Le informazioni raccolte consentiranno di avere un quadro generale, a livello statistico, della realtà italiana e di proporre proposte gestionali migliorative
- …
