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    Intelligenza artificiale e crisi del diritto penale d’evento: profili di responsabilità penale del produttore di sistemi di i.a.

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    Di una presunta crisi del diritto penale d’evento — determinata dalla difficoltà di ritenere nel “tipo” fenomeni complessi, globalizzati e imperscrutabili — si dibatte ormai da tempo in dottrina, fin dalle prime avvisaglie dell’ingresso della nostra società nella c.d. “post modernità”. La produzione e la commercializzazione di sistemi di intelligenza artificiale (i.a.) costituisce un nuovo capitolo di tale crisi: l’ordinaria imprevedibilità degli output dei dispositivi di i.a. rischia infatti di scardinare i tradizionali meccanismi di imputazione dell’evento lesivo, che presuppongono la possibilità di controllare le fonti del rischio. Il contributo, in particolare, si concentrerà sulla posizione del produttore, esaminando le potenzialità applicative (e i limiti) dell’esimente del rischio consentito, e dedicando alcune riflessioni de jure condendo all’opportunità di fare ricorso a tecniche di anticipazione della tutela penale.Over the last thirty years, criminal law scholars have persistently remarked the complexity of ascertaining result crimes, because of the systemic, globalized, and uncertain techno- logical phenomena that characterize post-modernity. The development and marketing of AI systems may raise new challenges concerning this issue: the inherent unpredictability of AI outputs could threaten the classical mechanisms of attributing criminal liability for harmful events, which rely on the ability to control the sources of risk. This paper will explore the scope and limits of acceptable risk, as well as the opportunity to introduce offences that sanction the improper design, operation, and testing of AI applications, regardless of whether the event occurs because of the breach of the duty of care

    La responsabilità penale del produttore di sistemi di intelligenza artificiale

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    Il contributo esamina i problemi ascrittivi della responsabilità penale in capo al produttore di sistemi di intelligenza artificiale (i.a.), per gli eventi lesivi derivanti dall’impiego di questi ultimi. L’obiettivo è di verificare se i tradizionali regimi di responsabilità penale – che hanno come presupposto la commissione di fatti penalmente rilevanti da parte di persone fisiche – siano adeguati al nuovo contesto tecnologico, in cui algoritmi caratterizzati da autonomia, interattività e opacità possono porre in essere condotte imprevedibili per gli stessi produttori. Da un lato, l’interposizione dell’imperscrutabile decision making algoritmico tra la condotta del produttore e l’evento lesivo rende problematico l’accertamento del nesso di causalità, stante l’assenza, attualmente, di leggi scientifiche di copertura in grado di spiegare il comportamento dei dispositivi intelligenti. Dall’altro lato, la crisi del modello nomologico-deduttivo sembrerebbe ripercuotersi, a cascata, sull’accertamento della colpa in capo al produttore, al quale soltanto con gravi forzature potrebbe essere rimproverato il verificarsi di un evento lesivo concretamente imprevedibile. Preso atto delle criticità applicative del tradizionale diritto penale d’evento, il contributo vaglierà, infine, l’opportunità di fare ricorso a tecniche di anticipazione della tutela penale.The article aims to address the issue of criminal liability for manufacturers in relation to harms caused by Artificial Intelligence systems (hereinafter ‘AI systems’). Such incidents can challenge existing liability frameworks that are based on human actions. As AI systems become more autonomous and capable of learning new skills and adapting to their environment,they may act in ways that the designers and developers cannot anticipate.The involvement of the manufacturer in the inscrutable algorithmic decision-making (referred to as the 'black box') raises concerns about establishing causation since there is no scientific understanding of how AI systems behave. Additionally, the culpability of the producer and user is a matter of debate. While the general unpredictability of AI systems may be foreseeable, establishing criminal negligence would require foreseeability of the specific harm that occurs in each individual case. Due to the challenges associated with assigning criminal liability for AI-related harms, this article concludes by exploring the potential introduction of new negligence offenses focusing on the improper design, operation, and testing of AI applications.El artículo examina los problemas de atribución de responsabilidad penal al fabricante de sistemas de inteligencia artificial (IA) por los daños resultantes de su uso. El objetivo es determinar si los regímenes tradicionales de responsabilidad penal, que se basan en la comisión de conductas punibles por parte de personas físicas, son adecuados para el nuevo contexto tecnológico, en que algoritmos caracterizados por su autonomía, interactividad y opacidad, pueden llevar a cabo conductas impredecibles incluso para los propios fabricantes. Por un lado, la interposición de procesos de toma de decisión algorítmicos, muchas veces inescrutables, entre la conducta del fabricante y el daño dificulta el establecimiento de la relación de causalidad, dado que actualmente no existen leyes científicas que expliquen el comportamiento de los dispositivos inteligentes. Por otro lado, la crisis del modelo nomológico-deductivo parece repercutir, en cascada, en la determinación de la culpabilidad del fabricante, pues dicho modelo solamente podría aceptar la imputación de un resultado lesivo imprevisible a través de interpretaciones forzadas. Dado el reconocimiento de las dificultades de aplicación del derecho penal tradicional basado en el resultado, el artículo evaluará, finalmente, la oportunidad de recurrir a técnicas de anticipación de la protección penal
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