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    La storia del lungo cammino delle libertà e dei diritti. Il premio Novi cives: costruttori di cittadinanza

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    Nel 1257 il Comune di Bologna ratificava la liberazione di 5855 servi della città e del contado e proprietà di 379 padroni. Attraverso il memoriale del Liber Paradisus Bologna diveniva la prima città ad approvare un atto che aboliva la servitù. La riflessione etica e civile di oltre sette secoli fa si è certamente evoluta nel tempo, raffrontandosi con ulteriori e diverse richieste di libertà e diritti. L’epoca presente pone costantemente non solo governi ed amministrazioni, ma la cittadinanza intera dinnanzi ad urgenze e crisi umanitarie ed ambientali, ad emarginazioni ed esclusioni di gruppi ritenuti minoranza, se non addirittura pericolo. Dal 2015 nell’ambito della Festa internazionale della Storia si conferisce il premio internazionale Novi Cives: costruttori di cittadinanza promosso dal Centro internazionale di Didattica della Storia e del Patrimonio – DiPaSt del Dipartimento di Scienze dell’Educazione “Giovanni Maria Bertin” dell’Università di Bologna e teso a valorizzare iniziative e personaggi che si sono distinti nell’impegno per la promozione dei diritti e per il dialogo interculturale

    Storia, patrimonio, cittadinanza. Il progetto Le radici per volare del Centro internazionale di Didattica della Storia e del Patrimonio

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    Che senso ha studiare il nostro passato? È ancora importante la conoscenza storica? Conserva una qualche utilità il suo insegnamento nelle scuole? Continua a costituire un qualche vantaggio la sua presenza nella formazione del cittadino del mondo attuale? Questi interrogativi non sono domande retoriche e certamente non possono avere risposte che si avvalgano delle consuete formule del buonsenso scolastico ormai consunte e desuete. Inutile nasconderselo, i valori dominanti, lo stile stesso dell’epoca presente tende a rendere inutile, obsoleta, la storia. È questa la prima e necessaria presa d’atto da cui partire. Il saggio ripercorre le ricerche e le attività didattiche sulla storia ed educazione al patrimonio promosse da oltre due decenni dal "Laboratorio Multidisciplinare di Ricerca Storica" e dal "Centro internazionale di Didattica della Storia e del Patrimonio" del Dipartimento di Scienze dell'Educazione dell'Università di Bologna; in particolare del progetto "le radici per volare" e dei "parlamenti degli studenti"

    Recensione al volume di Paolo Rosso, Studio e poteri. Università , istituzioni e cultura a Vercelli fraXIII e XIV secolo, Torino, Silvio Zamorani Editore, 2010, p. 315

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    Recensione al volume di P. Rosso, Studio e poteri. Università , istituzioni e cultura a Vercelli fra XIII e XIV secolo, Torino, Silvio Zamorani Editore, 2010, p. 315. Riprendendo gli studi e gli orientamenti comuni ad una buona parte della storiografia accademica della seconda metà del secolo scorso, riguardanti da un lato l’interesse per le prime fasi di attività e di sviluppo dello Studium generale di Vercelli, dall’altro l’origine ecclesiastica o laica dell’Università, il volume di Paolo Rosso ricostruisce l’impianto istituzionale dell’Università vercellese tra il XIII e il XIV secolo, fornendo nuove chiavi di lettura del quadro dei rapporti tra lo Studio e i poteri coinvolti. Il lavoro dell'autore parte innanzitutto dallo spazio e dal ruolo che lo Studium generale occupò all’interno della città, con i contatti costanti e continui con i numerosi centri d’istruzione superiore –le scuole capitolari –, con gli Studia dei conventi degli ordini mendicanti e con le scholae di medicina, diritto, notariato e grammatica, pur preservando la propria autonomia e peculiarità istituzionale

    Come a Gerusalemme. Reliquie, oggetti sacri e devozione nella Bologna medievale

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    L’elevato numero di reliquie conservato nel complesso monumentale dedicato al protomartire cristiano testimonia la devozione manifestata per secoli da chi raggiunse la basilica di Santo Stefano, la “Santa Gerusalemme” di Bologna. La storia delle sue reliquie attesta come i retaggi della venerazione dei sacri pegni, le cui origini risalgono a secoli remoti, perdurino da oltre mille anni. È nella città che le memorie del sacro assumono il loro più alto grado simbolico ed emblematico; è qui che non solo si destinano luoghi per custodirle, ma – grazie alla loro presenza – si alimenta anche l’orgoglio civico. Bologna come Gerusalemme: sedi di culti radicati in preesistenti edificazioni del sacro e che si sono evoluti, modificati, adattati e ricreati in geografie e paesaggi cristiani che serbano memoria di millenarie storie di fede

    Dal progetto della Gerusalemme petroniana all'impianto di Costantino Monomaco. Nuove ipotesi sulla intitolazione della "Sancta Jerusalem Bononiensis"

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    Il saggio si sofferma sulle recenti ricerche ed acquisizioni scientifiche che hanno saputo intrecciare saperi disciplinari diversi e permesso di avanzare nuove ipotesi sull'attribuzione della "Sancta Jerusalem Boniensis". Tali indagini farebbero retrocedere l'attestazione di almeno un secolo rispetto al diploma carolingio di Carlo III, detto il Grosso, dell'887, in cui si dà per la prima volta notizia di un "Sanctum Stephanum qui vocatur Sancta Hierusalem". L'articolo pone l'attenzione sull'impianto della "Gerusalemme" bolognese che risale al modello gerosolimitano di Costantino Monomaco (1048 ca). Per evocare i luoghi sacri della Passione di Cristo, essi vennero trasportati simbolicamente ed edificati materialmente nella città di Bologna e offerti alla venerazioni delle genti europee: la "Hierusalem" eretta in Santo Stefano a imitazione dell'insieme degli "vispissima loca" di Terrasanta

    Il valore della storia. 8 buoni motivi per scegliere "Ti racconto la storia"

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    Per una didattica della Storia che non punti solo alla trasmissione di nozioni e contenuti, ma tenda a valorizzare la conoscenza del passato per una migliore comprensione del presente, il criterio metodologico basilare è la ricerca di interconnessione tra indagine e insegnamento attraverso la lettura dello spessore storico del presente. La sfida educativa di Ti racconto la Storia, manuale per la scuola secondaria di primo grado di Francesco Benigno, Giuseppe Mrozek Eliszezynski e Irma Staderini, è il suo progetto didattico. Esso ruota intorno a otto nodi ritenuti cruciali per l’insegnamento e l’apprendimento di una Storia di valore. L’impianto didattico del manuale trae forza dall’intreccio di strategie d’apprendimento comprovate che scaturiscono dall’esigenza di rispondere alle nuove necessità formative e di qualificare ulteriormente l’offerta educativa attivando funzionali metodologie didattiche atte a stimolare negli allievi l’assunzione di facoltà essenziali. Una direzione che porta ad attivare una competente attenzione al mondo intero e a sviluppare il senso di appartenenza alla propria storia attraverso la conoscenza delle sue radici e della sua cultura andando così ad assecondare una fervida e responsabile partecipazione alla vita della propria comunità e del proprio territorio in una prospettiva di sostenibilità

    Basilica di Santo Stefano, Bologna. Guida ufficiale

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    Sette Chiese” è il nome che la tradizione popolare attribuisce al complesso bolognese di Santo Stefano, a cui è stato conferito il titolo di Sancta Hierusalem e le cui origini si perdono nella notte dei tempi. Questo gruppo di edifici rappresenta una delle più compiute riproduzioni esistenti della chiesa del Santo Sepolcro di Gerusalemme rivestendo, nel corso di una storia ultramillenaria, una straordinaria importanza religiosa. Questa guida, riccamente illustrata, accompagna il visitatore attraverso la storia e le meraviglie artistiche del complesso, tentando di restituire la ricchezza del suo preziosissimo patrimonio: chiese, cappelle, dipinti, sculture, oggetti di oreficeria, un vero e proprio “tesoro” che ogni anno richiama migliaia di visitatori e pellegrini. Uno strumento utile per accompagnare la visita, ma anche per approfondire gli aspetti storico-artistici e devozionali di un luogo-simbolo di Bologna

    I maestri dello Studio bolognese e i loro stipendi dalla "Descriptio" del cardinale Anglic Grimoard de Grisac del 1371

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    Negli anni che precedettero il ritorno della sede apostolica da Avignone a Roma, l’incarico di vicario e legato apostolico della Marca, della Romagna, dell’Umbria e della Toscana fu conferito al fratello di papa Urbano V, il cardinale Anglic Grimoard de Grisac. A seguito della morte del pontefice, non potendo più contare sul suo sostegno, l’Anglic decise di lasciare l’incarico prima di essere rimosso. Per dar prova della validità del suo mandato, nell’autunno del 1371 redasse una serie di informazioni e consigli indirizzati personalmente al suo successore designato (i Præcepta) e fece raccogliere le notizie che potevano rivelarsi utili a fornire una conoscenza dettagliata delle diverse situazioni su tutte le aree amministrate (le Descriptiones). A partire dalle rilevazioni della Descriptio civitatis Bononie eiusque comitatus, il saggio si sofferma sugli stipendi conferiti dal Comune ai lettori dello Studium in diritto canonico, civile e in medicina e arti. Attuando una comparazione con le spese supportate dalla stessa istituzione comunale per gli altri salariati, i dati attestano come lo stipendio di un maestro poteva portare all’agiatezza e a uno stile di vita prospero; sebbene, come appare anche dalla tabella in appendice, gli stipendi dei dottori rilevati dalla Descriptio abbiano oscillazioni considerevoli tra loro, divari ancora maggiori si avevano tra città diverse e in relazione al valore attribuito alla materia insegnata (da qualche decina di fiorini all’anno a centinaia e più di fiorini per i maestri del diritto) e commisurato al prestigio del docente. L’articolo pone l’attenzione inoltre su quell’arco di tempo che vide, dopo la rivolta contro i vicari della Chiesa del 1376 e l’espulsione del legato pontificio, la riappropriazione di uno spazio politico da parte dei maestri dello Studio e una riconferma del loro indiscusso prestigio, attraverso la partecipazione attiva a fianco degli esponenti delle famiglie bolognesi che tentarono di ricostruire un regime signorile.In the years prior to the return of the Holy See from Avignon to Rome, the brother of pope Urban V cardinal Anglic Grimoard de Grisac, was appointed vicar and papal legate to the Marches, Romagna, Umbria and Tuscany in 1368. With the pope’s death, Anglic lost his sole support and resigned before being removed. In an attempt to prove the success of his time in office, in the autumn of 1371 he put together series of assessments and advice addressed personally to his designated successor (the Præcepta) as well as having reports compiled that might also prove useful and serve as detailed critical knowledge of the situations of the administered areas (the Descriptiones). With the findings of the Descriptio civitatis Bononie eiusque comitatus as its starting point, the paper focusses on the salaries awarded by communes to Studium professors in canon and civil law, medicine and the arts. By conducting a comparative study with the spending borne by the same institution for other salaried staff, the data demonstrates how teaching salaries provided a comfortable and prosperous lifestyle. However, as it also appears from the table in the appendix, professors’ salaries reported in the Descriptio varied considerably, with even greater disparities between cities and in relation to the value attributed to the subject taught (from tens of florins per year to over a hundred or more for professors in law), and commensurate with a professor’s standing. The paper also examines the period following the rebellion against Church vicars in 1376 and the removal of the papal legate, when Studium professors reappropriated a political vacuum and reconfirmed their unquestioned status through their active participation alongside exponents of the Bolognese families that attempted to rebuild an aristocratic regime

    Rolando Dondarini: la ricerca, la didattica e la divulgazione della storia.

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    Un volume per il Prof. Rolando Dondarini. Saggi scientifi ci, ricordi, auguri, calorosi saluti, attestazioni di stima a lui dedicati da Colleghi e Colleghe, Amici e Amiche, Assistenti, Studiosi e Studiose, Allievi e Allieve, Collaboratori e Collaboratrici, per il costante e appassionato impegno profuso in Accademia e, attraverso i tanti progetti di ricerca e di iniziative culturali di diffusione della storia, in contesti cittadini, europei e internazionali. Un libro che non ha seguito volutamente i canoni classici della ritualità accademica, perché non avrebbe rappresentato la personalità di Rolando e il suo modo di intendere il ruolo di Docente, di ricercatore e di propulsore della vita culturale. Questo volume prova a tratteggiare i suoi studi, le sue ricerche, il suo impegno civile e soprattutto umano

    Imperium e sacerdotium. Il contesto storico di Dante Alighieri

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    Nel saggio si ripercorre il contesto storico nazionale ai tempi di Dante, individuando in due date i termini "ante quem" e "post quem" del periodo di nostro interesse: il 1252, quando Firenze iniziò a battere moneta e il 1333, quando una disastrosa alluvione mise in ginocchio la città. È in questo arco temporale che tenteremo di contestualizzare l’azione politica, che portò in Italia personaggi come Bertrando del Poggetto, volta a combattere il ghibellinismo e ricostruire lo Stato della Chiesa. I loro nomi sono legati alla lotta contro l’imperatore Ludovico il Bavaro e, Dante era un grande sostenitore dell’istituzione monarchica imperiale e, per questo, considerato demolitore del governo papale e dei cardinali che ne erano i rappresentanti. È in quegli anni che giunge a un punto di svolta la contrapposizione fra papato e impero e si delinea, per poi affermarsi, l’assetto politico di tipo oligarchico, con al governo le ricche famiglie borghesi
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