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    Evaluation of seismic displacements of a natural slope by simplified methods and dynamic analyses

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    The paper reports a comparison among three methods of increasing complexity to estimate the seismic dis-placements of natural slopes: (1) a simplified method, based on the statistical relationships proposed by Au-silio et al. (2007); (2) a coupled approach (‘stick-slip’ model) based on a 1D lumped mass model to compute simultaneously the dynamic site response and the sliding block displacements (Ausilio, 2008); (3) 2D finite differences analyses, accounting for soil heterogeneity and topographic effects. The methods are calibrated on the case study of Calitri landslide, reactivated during the Irpinia earthquake in 1980. The results of the anal-yses permitted to assess the predictive capabilities of the proposed methods and their relative degree of con-servativeness

    Non-linear coupled approach for the evaluation of seismic slope displacements

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    The design procedures to evaluate earthquake-induced sliding displacements typically refer to three different approaches: simplified methods; displacements methods and advanced dynamic methods. In the first class of methods, empirical relationships are used to predict the permanent slope displacement. The second class includes simplified dynamic analysis, by means of the conventional Newmark rigid block model, as well as through its improvements to account for soil deformability. The dynamic site response and the sliding block displacements are computed separately in the “decoupled” approach or simultaneously in the “coupled” analysis (stick-slip model). The advanced dynamic methods are based on finite element (FEM) or finite difference (FDM) formulations, which permit to account for topography and heterogeneity by two or three dimensional analysis. The paper describes the developments of a 1D lumped-mass stick-slip model for a layered subsoil including more generalized assumptions than a previous version (Ausilio et al., 2008). The depth of the sliding surface is considered not necessarily coincident with that of the bedrock, and located in a generic layer. This latter can be identified during the analysis. In the non-linear site response analysis, a recent soil damping formulation was used (Phillips & Hashash, 2009). In this formulation, a reduction factor modifying the extended Masing loading/unloading strain-stress relationship was introduced. The predictions of the coupled stick-slip model with non-linear soil behaviour were compared with the results of the equivalent linear approach for ideal slopes to show the effects of non linearity on seismic performance. Besides, the results show that the sliding surface depth, automatically researched, is function of main ground motion parameters

    Replication Data for: Effects of large carnivores, hunter harvest, and weather on the survival of calves in a partially migratory moose population

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    This Dataset contains all the information (datafiles, script, README file) to replicate the analyses in the manuscript titled "Effects of large carnivores, hunter harvest, and weather on the survival of calves in a partially migratory moose population" by Ausilio et al

    Legge regionale sulle dimore storiche e Palazzo Chigi Albani di Soriano nel Cimino

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    L'intervento ha avuto come tema l'inquadramento di Palazzo Albani-Chigi nel contesto urbano-territoriale e lo stato attuale del monumento. Si è analizzata la storia dell'edificio, il suo degrado e le possibili soluzioni per porre rimedio al suo disfacimento

    Nuovi documenti sulla cappella Accoramboni in Sant’Andrea delle Fratte e sulla figura di Giovanni Somazzi

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    Some unpublished documents provide a more complete sight about the realization of the chapel of the Crucifix in the Church of S. Andrea delle Fratte in Rome. It was created, starting from 1661, by Giovanni Somazzi, a marble craftsman who had worked in many relevant buildingsites and with important architects such as Borromini, Bernini and Virgilio Spada, as well as in various chapels, during the Seventeenth century. These experiences led him to take inspiration from various sites to compose, in a personal and autonomous way, the lay-out in S. Andrea that freely syncretices, only with quarry stones, lexical elements from other Roman chaplaincy, drawing also from a peculiar and not of frequent use symbolic repertory

    Umanesimo e tutela delle rovine a Roma. Giovanni Dondi e l’avvio tra XIV e XV secolo

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    From the humanistic studies of the Fourteenth century came up a new vision of man, which will lead to the development of a new vision of art and architecture. The interest in the monuments of Rome of the early humanists taught us to look at antiquity differently. At the instig of Francesco Petrarca, classical studies took on a new character. There was a first conceptualization of history as a discipline and of art as an autonomous activity. Ancient monuments were studied from a new perspective. The distanced gaze was affirmed, which transformed the buildings of the past into an object of meditation. Giovanni Dondi (1330-1388) with the Iter Romanum renewed the literature of the description of the Roman ruins, marking the beginning of a new phase of archaeological investigation, anticipating the great humanists of the Fifteenth century and supporting the subsequent revaluation of the ancient also in its material aspects. The process of maturation of a historical consciousness in the age of Humanism had its first significant manifestation

    Roma e i giubilei nel XV secolo. Modificazioni della città e motivazioni teologiche ed ideologiche

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    Il saggio presenta un’analisi relativa agli interventi di tipo architettonico ed urbanistico promossi a Roma da alcuni pontefici, nel corso del XV secolo, in concomitanza con lo svolgersi dei Giubilei. Lo studio vuole cercare di descrivere quali istanze di carattere ideologico (intese sia come il complesso delle idee e delle mentalità proprie di una società in un determinato periodo storico e sia come il sistema concettuale e interpretativo che costituisce la base politica di uno stato) e teologico, abbiano motivato l’attuazione di tali modificazioni della città, a partire anche dall’esame dalle bolle di indizione degli eventi giubilari. L’esposizione inizia prendendo in esame i cantieri di restauro attuati in alcune delle principali fabbriche religiose da Bonifacio IX (1391-1404). Si prosegue poi con Nicolò V (1447-1455). Si arriva infine al notevole corpus di iniziative realizzate da Sisto IV (1471-1484) ed al suo stretto legame con il pensiero di S. Agostino (354-430)

    Ricomposizione del frammento. Una possibile reintegrazione e tutela delle chiese obliterate dal sisma del 2016 in Umbria

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    Gli eventi sismici occorsi tra l’estate e l’autunno 2016 hanno prodotto frequenti casi di obliterazioni di considerevoli parti di fabbriche liturgiche costituenti rilevanti punti di riferimento per il territorio umbro e per la storia dell’architettura. Esemplificano quanto detto S. Salvatore in Campi a Norcia el’Abbazia di S. Eutizio a Piedivalle di Preci. Sono edifici dove la reintegrazione delle membrature è intimamente connessa alla restituzione della leggibilità figurativa e della fruibilità. E dove consistenti frammenti di quanto caduto sono giacenti nei luoghi di temporanea conservazione. Una conoscenza approfondita dei siti e la lezione brandiana devono essere indubbiamente il punto di partenza da cui innescare una riflessione sui criteri metodologici ed operativi da seguire per la loro reintegrazione. Come dimostra l'esempio di vero restauro, architettonico e pittorico, della basilica di Assisi, un monumento parzialmente distrutto può essere reintegrato e riparato consolidando e conservando accuratamente le porzioni superstiti e aggiungendo quanto l'evento cata¬strofico ha sottratto. Se la distruzione invece è totale non si tratterà più di restauro, ma solo d'eventuale ricostruzione in forme sensibili ma non imitative. Il contributo relazionerà su come partendo dalle varie connotazione di cui sopra si possa giungere ad una strategia di salvaguardia da cui possa scaturire una duratura conservazione dei beni in oggetto

    Valutazione degli spostamenti permanenti sismoindotti mediante un approccio accoppiato non lineare

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    Le procedure per valutare lo spostamento che può subire un pendio sotto l’azione sismica tipicamente si riferiscono a tre diverse classi di metodi: 1) relazioni semplificate; 2) metodi degli spostamenti (o analisi dinamica semplificata) e 3) analisi dinamica avanzata. Tali approcci differiscono sostanzialmente dal grado di conoscenza del modello geotecnico del pendio e dell’azione sismica richiesta. In particolare, la seconda classe di metodi presenta un buon compromesso tra la facilità di applicazione, legata a schemi di pendio semplificati, e l’affidabilità dei risultati che rende tali metodi competitivi rispetto alle analisi dinamiche avanzate. I metodi degli spostamenti prendono origine dal modello di blocco rigido di Newmark (1965) e dalla rimozione delle ipotesi che ne stanno alla base. In particolare l’ipotesi stessa di “blocco rigido” può essere rimossa attraverso due approcci: a) approccio “disaccoppiato”, in cui la deformabilità dei terreni che causa la risposta dinamica del sito e gli spostamenti del blocco sono calcolati separatamente o b) approccio “accoppiato” in cui la risposta del sito è valutata contemporaneamente nelle fasi di adesione e scorrimento del pendio. In questa nota, si sintetizzano gli sviluppi del codice ACST, implementato da Ausilio et al. (2008), effettuati nell’ambito del progetto ReLUIS MT 1.2 “Linee guida e codici per analisi di risposta sismica locale”. In particolare, si è introdotta la non linearità nell’analisi della risposta dei terreni attraverso la formulazione modificata dei criteri di Masing secondo la recente formulazione di Phillips & Hashash (2009). Si è, inoltre, implementata una procedura che permette di individuare automaticamente, durante il calcolo, la superficie di scorrimento di prima rottura. I risultati in termini di risposta sismica e spostamenti cumulati sono stati confrontati con quelli ottenuti con la prima versione del codice
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