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    Classe, territorio, religione nella cultura funebre italiana

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    l’esperienza che gli italiani hanno del morire, dei riti che presiedono l’ultimo saluto, delle pratiche di sepoltura e delle forme con cui i defunti vengono ricordati, e infine delle credenze relative all’aldilà e dei rapporti tra i vivi e i morti sono tutt’altro che uniformi. Quest’esperienza, o alcune aree di questa esperienza, può variare anche deci- samente a seconda del genere, dell’età e della fase del corso della vita in cui le persone si trovano, della loro religiosità e in generale dei complessi sistemi di valori di riferimento – spesso radicati sul territorio o nella storia – ai quali sono stati formati e socializzati in seno alla famiglia, nell’interazione con i pari, a scuola e sul lavoro, e con cui si trovano a vivere. Le pagine che seguono hanno lo scopo di ricostruire queste eterogeneità e di mostrarne le relazioni con il quadro unitario presentato nel resto del volume

    scheda bibliografica di "ASHER COLOMBO, La solitudine di chi resta. La morte ai tempi del contagio, Bologna, Il Mulino, 2021"

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    Recensione di: ASHER COLOMBO, La solitudine di chi resta. La morte ai tempi del contagio, Bologna, Il Mulino, 202

    LE VIOLENZE SESSUALI E GLI ATTI PERSECUTORI

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    La diffusione della violenza sessuale di cui vittime sono le donne, così come emersa dall’indagine dell’Istat condotta nel 2006, è stata analizzata mettendo, tuttavia, in evidenza le rilevanti discrepanze tra violenze subite e violenze denunciate alle forze dell’ordine che non sono più di 6 su 100. I dati delle denunce riportate alle forze dell’ordine fra il 2004 e il 2009 per violenze sessuali mostrano un andamento decrescente nel nostro paese con il primato delle regioni settentrionali, in particolare Lombardia, Toscana ed Emilia Romagna. La nuova legge contro gli atti persecutori nel corso del 2009 è stata utilizzata principalmente dalle regioni meridionali, nonostante il primato delle denunce per stalking sia detenuto dalla Toscana. Uno speciale approfondimento che, ove noto l'autore del reato, ha permesso di analizzare anche i casi di multivittimizzazione ha consentito di mettere in evidenza che almeno per il primo anno del suo utilizzo il reato di persecuzione sia spesso associato a reati che coinvolgono forme di aggressioni fisiche e sessuali. In circa un caso su due in cui l'autore della multivittimizazione sia lo stesso, ad esempio, lo stalking si associa alle lesioni dolose indicando chiaramente che la persecuzione rischi di essere solo il primo atto di violenza a danno nella maggior parte dei casi delle donne e vada per questa ragione monitorato con grande attenzione

    LE GRANDI CITTÀ: REATI, POLIZIE LOCALI, ORDINANZE

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    Si delineano le differenze presenti nel nostro paese nella diffusione della criminalità nelle undici città con più di trecentomila abitanti: Torino, Milano, Genova, Venezia, Bologna, Firenze, Roma, Napoli, Bari, Catania e Palermo fino al 2010. Oltre alle principali differenze nei tassi di criminalità tra grandi città, altri capoluoghi e altri comuni d’Italia, si è approfondita la prevalenza di furti, rapine, omicidi, violenze sessuali e stalking nelle grand città con serie storiche. Un paragrafo è stato dedicato alle ordinanze sindacali

    MIgrazioni, demografia e lavoro in un paese diviso

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    Today, in Spain, Portugal, Italy, Malta and Greece, the incidence of the foreign population is entirely comparable to that of the more traditional European reception countries. Only forty years ago, however, the foreign population in these five southern European countries was decidedly modest. The migration balance with foreign countries has become positive since the 1970s, inverting a secular trend. However, after the migration boom at the beginning of the 21st century, a sudden and sharp decline was observed in the following years of crisis. This paper has a dual purpose. First it describes seventy years of Italian migrations, from the 1950s to date, systematically distinguishing the Centre and North from southern Italy, and connects them with the migratory history of previous decades. We show how the ‘stop and go’ of migrations can be interpreted in the light of the pull factors determined by structural changes in demography and in the labour market. Secondly, it identifies the persistent and structural peculiarities that have shaped the foreign population in Italy, building a model very different from that of central and northern Europe
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