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Platone, il “noi” e “gli altri”: la relazione oppositiva città/campagna e il suo valore emblematico
Review of Francesco ARONADIO, Procedura e verità in Platone (Menone, Cratilo, Repubblica), Naples, Bibliopolis, 2002
Gavray Marc-Antoine. Francesco Aronadio, Procedura e verità in Platone (Menone, Cratilo, Repubblica). In: Revue Philosophique de Louvain. Quatrième série, tome 105, n°1-2, 2007. pp. 170-172
Plat. Parm. 128e5-130a3: l’opposizione impossibile e il possibile intreccio nella dimensione ontologica delle idee
La clausola hos ouk eidosi (Theaet. 196 d 9) e il modello della colombaia
The clause ὡς οὐκ εἰδόσι in Theaet. 196 d 9, seemingly negligible or merely ambiguous, is rather particularly significant. It has a dual semantic value that emblematically expresses the complexity of the Aviary model in the Theaetetus as it is presented by Socrates, the character, and conceived by Plato, the author. The intertextual cross-references (in particular with the Meno and the Sophist) and the intratextual ones (similar clauses in Theaet 152 c 5-69 and 198 c 7-8) allow to show how that clause should be understood both in a subjective causal sense and in a comparative-hypothetical sense: these two nuances of meaning correspond to the two levels of reading the dialogue (respectively, the dramatic interaction among the characters and the deep development of the whole argument faced in the Theaetetus) and allow to highlight the positive and negative components of the epistemological hypothesis underlying the Aviary model
Introduzione (in "Dialoghi spuri di Platone")
Con questo volume, che si aggiunge ai precedenti quattro dedicati a Platone – a curati di Giuseppe Cambiano e da Francesco Adorno –, si porta a compimento l’edizione italiana UTET del corpus Platonicum, nella prestigiosa collana “Classici della filosofia”. Il volume raccoglie le nuove traduzioni dei dialoghi Alcibiade, Alcibiade secondo, Ipparco, Amanti rivali, Teage, nonché delle Definizioni e della cosiddetta Appendix platonica, comprendente gli scritti Sul giusto, Sulla virtù, Demodoco, Sisifo, Erissia, Assioco. Nell’ampio saggio introduttivo (pp. 9-102) il riesame della dibattuta questione della costituzione del corpus e della sua struttura stabilisce la paternità accademica di questi scritti, illustrando anche i motivi e i modi dell’inserimento degli spuri fra le opere attribuite a Platone. L’analisi delle caratteristiche di ciascuno degli scritti consente di distribuirli cronologicamente in tre fasi, dall’epoca in cui Platone era ancora in vita, al periodo degli scolarcati di Speusippo, Senocrate e Polemone, fino all’Accademia di Arcesilao. Per il primo gruppo di dialoghi sono inoltre riconsiderati e discussi gli argomenti prodotti dai sostenitori della loro autenticità. Nell’insieme le opere qui riunite offrono dunque, da una particolarissima angolazione, uno spaccato del primo secolo di vita dell’Accademia. La Nota bibliografica (pp. 103-138) fornisce in modo ragionato ampie informazioni sulla letteratura critica relativa allo pseudo-Platone
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