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La relazione tra imprenditorialità, innovazione e crescita economica: un confronto tra le macroregioni italiane
The Relationship between Entrepreneurship, Innovation and Economic Growth: a Comparison between Italian Macro-Regions. This work is part of the scientific debate on the relationship between innovation and economic growth. In this paper the study of this quite complex and bidirectional relationship has been enhanced by a third factor that is entrepreneurship as a driving force for the development of local economies. Entrepreneurship can play a key role, especially for the regions of Southern Italy marked by significant delays in development than the regions of Central/North. The paper try to launch a reflection on the role of the University in the creation of entrepreneurship through two special innovation ecosystems science and technology parks and research spin-offs. These two analyzes will be preceded by a review of the literature to focus on the concept of entrepreneurship and what are the key factors that influence its genesis and later development. The descriptive analysis will allow you to capture the similarities but above all the differences of the "physical or real" and not "virtual" scientific and technological parks investigating some of their characteristics (focusing on only one sector-field or greater sector diversification, the strengths and weaknesses, the “vocational/endogenous” or “political/exogenous” genesis, the relationship with successfully high-tech districts localized in the same territory, the size of the hosted firms). The empirical analysis (estimation of a “fixed effects” panel) verifies if the research spin-off may have a significant economic impact on the reduction of development gap compared to the objectives / targets set by the Europe 2020 that penalize the South than in the Centre/Northern Italy. In particular the objective placed under observation concerns the R&D activities. As reflected by the indicators related to this objective the South Italy is characterized by a lower competitive ability even in an international context. The results will also be enriched by some final suggestions of policies for the development of successful entrepreneurship
UN FOCUS SUL MICROCREDITO SOCIALE E IMPRENDITORIALE IN ITALIA NELL'ULTIMO DECENNIO
In questo capitolo si propone un’analisi delle due tipologie di microcredito che nel presente Rapporto sono state definite come microcredito sociale e microcredito imprenditoriale/produttivo, con riferimento all’evoluzione nel periodo 2005-20132 e con attenzione alla differenziazione territoriale
Financial literacy, value creation and firm performance. An investigation of Italian small and medium enterprises
This article aims to determine the influence of entrepreneurs’ financial literacy for the growth of SMEs’ value. The paper verifies the hypothesis that there is a significant relationship between financial literacy and value creation, as indicated by economic value added (EVA®). The study analyses 162 Italian SMEs operating in the textile and clothing sector. The analysis period is between 2011 and 2013. Regression analysis and correlation analysis have been applied to test the hypotheses. The results suggest a positive and significant relationship between financial literacy and the variables that drive the value creation. Greater financial literacy allows SMEs to optimise their capital structure and select the most profitable projects. This work is useful to stimulate debate on the role of financial education in mitigating the difficulties of small and medium entrepreneurs in achieving value creation goals and in enabling policy makers to identify gaps and design appropriate responses
Microfinanza e microcredito: principali caratteristiche modelli operativi e diffusione in Italia
l contributo, mediante un richiamo di recenti studi prodotti a livello istituzionale e dalla letteratura economica, evidenzia che il dibattito sui temi della microfinanza e del microcredito non è ancora riuscito a formulare una definizione unica e condivisa di questi due strumenti finanziari. Sono illustrate le principali differenze dello strumento microcredito rispetto al credito ordinario, i punti di forza e le criticità della cosiddetta “finanza informale” e del prestito di gruppo. A conclusione, con riferimento all’Italia, sono espresse alcune considerazioni sulle principali caratteristiche della offerta e della domanda di microcredito
Il volontariato come strumento di coesione sociale: quale relazione con l'efficienza della pubblica amministrazione?
Il 2011 è stato “l’Anno Europeo delle Attività di Volontariato” che ha come principale obiettivo la promozione di un dialogo più intenso e meglio strutturato tra le istituzioni e tutti gli altri soggetti coinvolti nel lavoro delle organizzazioni di volontariato1. Secondo GHK (2010) circa il 22% -23% degli europei sono coinvolti nel volontariato dedicandosi gratuitamente a diverse attività che coprono una vasta gamma di settori (‘istruzione, formazione, sport e tutela dell’ambiente). Sempre tale studio riporta una misurazione della di usione delle pratiche di volontariato in Europa distinguendo diversi gradi di intensità: molto alta (oltre il 40%) in Austria, Paesi Bassi, Svezia e Regno Unito; alta (30-30%) in Danimarca. Germania, Finlandia, Lussemburgo; medio-alta (20-29%) in Estonia, Francia e Lettonia; bassa (10-19%) in Belgio, Cipro, Repubblica Ceca, Irlanda, Malta, Polonia, Portogallo, Slovacchia, Slovenia e Spagna; molto bassa (meno del 10%) in Bulgaria, Grecia, Italia e Lituania.
Soprattutto negli ultimi anni, grazie all’interesse dimostrato dall’Unione Europea alla realizzazione di interventi relativi alle “politiche di coesione sociale” si è andato de nendo un rapporto sempre più stretto tra il concetto di coesione ed il mondo del terzo settore e del volontariato in particolare. In tal modo il volontariato può dare un contributo alla crescita inclusiva, come previsto dalla strategia per la crescita Europa 2020 ed in particolare alcune s de cruciali per la crescita dell’Europa (il cambiamento demogra co, un ringiovanimento della forza lavoro, la sostenibilità delle nanze pubbliche).
Il volontariato, in questo contributo, è inteso come espressione di una delle dimensioni costitutive della coesione sociale quella attiva2, ampliamente dibattuta sia dalle istituzioni politiche che in ambito accademico
Il credito cooperativo negli anni della crisi
Per migliorare la comprensione del ruolo giocato dalle banche di credito cooperativo nel corso della crisi e per valutare le strategie adottate dalle BCC per ridurre i propri svantaggi è, quindi, utile un’analisi più articolata a livello territoriale delle informazioni già proposte a livello nazionale. Le domande a cui si cercherà di rispondere sono: risultano di erenze spaziali e tem- porali dell’impatto della crisi globale sull’evoluzione dei crediti alla clientela (imprese e famiglie) e dei crediti deteriorati (non performing) delle BCC? Dopo l’irrompere della crisi iniziata nel 2007, vi sono stati cambiamenti nelle relazioni tra le BCC e i loro clienti? E in quale direzione
Divari macro-regionali nella diffusione del microcredito
Il microcredito è uno strumento di contrasto all’esclusione finanziaria, ossia “una condizione di inabilità degli individui, famiglie o gruppi ad accedere a servizi finanziari di base in una forma appropriata, tale da consentire lo svolgimento di una normale vita sociale nella società di appartenenza” (Commissione Europea, 2008). Tale impedimento può essere causato ad esempio da una scarsa cultura finanziaria, un senso di sfiducia degli individui verso l’utilizzo dei servizi finanziari, livelli insufficienti di reddito (Mckillop e Wilson, 2007; Kempson et al. 2007; Mitton, 2008; Anderloni e Carluccio, 2006; Claessens e Demirguc-Kunt, 2006). Alcune categorie sociali connotate dal possesso di livelli marginali di reddito (disoccupati, giovani precari, disabili, famiglie con genitori separati con figli a carico, anziani e migranti) sono particolarmente vulnerabili al rischio di esclusione finanziaria.
Questo contributo intende verificare, attraverso i dati provenienti dall’analisi di un dataset di programmi di microcredito, la presenza di differenze significative nella diffusione del micro-credito sociale ed imprenditoriale tra le macroregioni italiane
Dinamiche di povertà ed esclusione sociale dei bambini. Un quadro generale e statistico della povertà minorile ed educativa in Europa, in Italia e nel Mezzogiorno
Si analizzerà lo stato della povertà minorile (intesa come deprivazione materiale) e di quella educativa (intesa come deprivazione dell’opportunità di imparare e formarsi) in Europa attraverso i numeri e le statistiche dei fenomeni in corso, approfondendo le iniziative europee e globali per recuperare i minori, i livelli benessere dei bambini registrati nelle economie avanzate ed i cambiamenti in atto, valutando i progressi di ciascun paese (livello di soddisfazione e condizioni di vita) sotto il profilo materiale, della salute e dell’istruzione. Si esaminerà, altresì, la condizione di povertà dei minori con riferimento al nostro Paese ed in particolare al Mezzogiorno, e evidenziare le azioni che concretamente si stanno sviluppano e quelle 3 che si potrebbero attivare per gestire al meglio un problema che sta interessando in modo sempre più drammatico anche i paesi più ricchi ampliando al loro interno i divari tra persone, famiglie e cittadini. Attraverso l’analisi dei livelli dell’“Indice di Povertà Educativa”, ad esempio, sarà possibile monitorare i progressi compiuti negli anni dalle regioni nella lotta alla povertà educativa, intesa sia a livello di competenze dei singoli, sia quale povertà dell’offerta educativa presente sul territorio. La disponibilità e qualità dell’offerta, specie di tipo pubblico, infatti, è cruciale per ridurre le disuguaglianze e le limitazioni derivanti dalla scarsità di mezzi economici delle famiglie
The Development of Social Impact Finance and the Post-COVID-19 Transition
This paper investigates new financial instruments within the aggregate
of social impact finance, which has developed particularly following COVID-19. The focus is mainly on Social Impact Bonds (SIBs) and the Italian Social Fund.
The multi-stakeholder logic of SIBs and social funds is well suited to finance
social innovation projects fundamental to revitalizing local communities and urban areas. These new financial instruments can play a crucial role in
simplifying the launch of local development processes and placing environmental sustainability and biodiversity as essential variables of the new EU Sustainable
Development Strategy
Le BCC e la crisi internazionale: un’analisi comparata per macro regioni
La crisi nanziaria internazionale, che ha assunto connotati maggiormente strutturali a partire dal 2009,
ha prodotto e etti disomogenei sulle performance delle
banche di credito cooperativo italiane, manifestandosi con maggiore intensità sulle BCC operanti nel Sud Italia. La crisi nanziaria ha messo a nudo talune fragilità endogene, riconducibili essenzialmente al ristretto ambito di operatività, alla carenza di competenze
in comparti di attività
diversi dall’intermediazione creditizia tradizionale, nonché all’orientamento quasi
esclusivo verso la clientela
di piccole dimensioni.
Per contrastare gli e etti della crisi globale appare necessario un processo di innovazione
che passi attraverso l’adozione di nuovi modelli organizzativi (ad esempio quelli reticolari)
e una maggiore diversi cazione dei prodotti e servizi o erti.
Si tratta di passaggi obbligati
se si vuole catturare una clientela maggiormente dinamica, che possa andare
ad a ancare la clientela
storica delle banche di credito cooperativo
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