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Sacerdozi municipali a 'Formiae'.
Indagine sulle epigrafi relative ai personaggi, sia maschili, sia femminili, che rivestirono sacerdozi municipali a Formiae: numeroso è il contingente di augures, per lo più di rango equestre; è attestata una flaminica del culto imperiale, ma non sono documentati flamines; si riscontra la mancanza di testimonianze per i pontifices; infine, si conoscono sacerdoti/ sacerdotesse di divinità del pantheon romano, come pure di dèi orientali. I sacerdoti formiani furono nella maggior parte dei casi oriundi di questa città
Il culto delle divinità 'Augustae' e i 'seviri' nella documentazione della 'Mauretania Tingitana'.
Le dediche poste da personaggi che rivestirono il sevirato ‘nude dictus’ ad alcune divinità qualificate come Augustae (Ceres, Diana, Isis, Iuno, Minerva, Spes, Venus, Victoria, nonché il dio indigeno Aulisva), provenienti da alcuni centri della Mauretania Tingitana costituiscono, a quanto sembra, delle testimonianze del culto imperiale in quella provincia
Testimonianze del culto imperiale nell'Etruria centro-settentrionale costiera
Studio frontale su tutte le testimonianze relative al culto imperiale provenienti dalle città della parte centro-settentrionale dell’Etruria: attestazioni di Augustei; presenza di flamini, flaminiche, seviri Augustali; dediche al Genius Augusti, ai Lares Augusti, a divinità qualificate come Augustae; epigrafi poste in onore di imperatori divinizzati. Si avanzano nuove ipotesi di lettura di alcuni documenti epigrafici e viene confermata, anche per questa parte del territorio etrusco, la precocità dell’introduzione del culto dell’imperatore
La diffusione della 'gens Vitruvia' nel mondo romano.
Rassegna di tutte le iscrizioni che ricordano membri della 'gens Vitruvia', a cui appartenne il celebre autore del 'de Architectura', rinvenute sia in Italia, sia nelle province. La 'gens', di probabile origine etrusca, è documentata soprattutto a Roma, a 'Formiae', nonché in qualche altra città della 'regio I', mentre , per quanto riguarda l’àmbito provinciale, l’Africa. I testi, di carattere funerario, sono tutti di età imperiale ad eccezione di uno, che risale al periodo repubblicano
Per una messa a punto sull'Augusteo di Cirene
Partendo dagli studi recenti sui resti archeologici dell’Augusteo di Cirene, si indaga sulla possibilità che alcune statue ed iscrizioni rinvenute nell’area dell’Agorà degli dei possano aver fatto parte dell’arredo scultoreo-epigrafico dell’edificio del culto imperiale
Flamines 'nude dicti', flamines civitatis, flamines coloniae nell'Italia romana.
Analisi di alcune definizioni documentate sporadicamente per i flamini nell’Italia romana: flamines ‘nude dicti’, flamines coloniae, flamines civitatis. Per ciascun personaggio rivestito del flaminato si esaminano l’origo, il cursus honorum ed il rango sociale. Sulla base di considerazioni di vario genere si conclude che anche questi sacerdoti furono addetti al culto dell’imperatore
Iscrizioni rupestri della Cirenaica: indagine preliminare
Un primo approccio al ricchissimo patrimonio dell’epigrafia rupestre della Cirenaica, sia di età greca, sia di età romana: si tratta, nella maggior parte dei casi, di testi di carattere funerario. Emergono in particolare alcuni centri: su tutti Teuchira, seguita da Cyrenae e da Ptolemais
La valenza 'salutare' del culto delle 'Nymphae' nell'Italia romana.
Indagine condotta sulle dediche consacrate alle Ninfe nell’Italia romana al fine di stabilire quali testimonianze si riferiscano a queste figure divine in quanto patrone di sorgenti dotate di proprietà terapeutiche. Un particolare rilievo viene dato allo studio degli anaglypha dedicati alle Ninfe Nitrodi, rinvenuti nell’insula Aenaria, l’odierna Ischia, nota fin dall’antichità per le qualità benefiche delle sue acque, e di epigrafi votive provenienti da alcuni centri dell’Etruria meridionale, Aquae Tauri, Aquae Apollinares Veteres, Aquae Apollinares Novae, Clusium, area anch’essa ricca di acque salutari
Studi sul flaminato dei 'Divi' nell'Africa romana
Disamina delle epigrafi che concernono i flamines degli imperatori divinizzati nell’Africa romana, distribuite secondo la provincia di provenienza. Per ogni flamen si analizza il rango sociale e il cursus honorum. Emerge che le testimonianze relative ai flamini dei Divi sono molto meno numerose rispetto a quelle dei sacerdoti addetti al culto dell’Augusto vivente, contrariamente a quello che si riscontra in Italia; che la maggior parte dei testi proviene dall’Africa Proconsolare e che l’attestazione più tarda risale al tempo di Severo Alessandro
Studi sul flaminato del culto imperiale nell'Italia romana
Analisi delle varie denominazioni attestate per i flamini del culto imperiale nella documentazione epigrafica dell’Italia romana. Le testimonianze sono distribuite secondo la regione augustea e la città di provenienza; l’arco cronologico va dall’età augustea alla metà circa del III secolo d.C. Si riscontra una netta prevalenza numerica dei flamini consacrati agli imperatori divinizzati rispetto a quelli dediti al culto dell’imperatore vivente; si nota che nelle città più ricche e popolose, quali Ostia, Brixia, Comum, Verona, ecc., nel II secolo d.C. e fino all’inizio del III, si ebbe probabilmente un flamine per ciascun imperatore divus e che anche nei centri minori esisteva un sacerdote addetto alla venerazione dell’imperatore e della sua Domus
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