1,720,969 research outputs found
Sulla lingua di Luigi Randanini: i dialoghi romaneschi per 'Arti e lettere' di Francesco e Benvenuto Gasparoni (1865)
Il contributo ricostruisce il contesto culturale in cui si colloca la collaborazione di Luigi Randanini, autore in dialetto romanesco contemporaneo a Giuseppe Gioachino Belli, con il periodico Arti e lettere diretto da Francesco e Benvenuto Gasparoni, propone l'edizione di cinque dialoghi pubblicati anonimamente in questa sede dal Randanini nel 1865 e ne fornisce l'analisi linguistica.The contribution reconstructs the cultural context in which the collaboration of Luigi Randanini, author in Roman dialect contemporary to Giuseppe Gioachino Belli, with the periodical Arti e lettere directed by Francesco and Benvenuto Gasparoni, takes place. It proposes the edition of five dialogues published anonymously here by Randanini in 1865 and provides their linguistic analysis.Der Beitrag rekonstruiert den kulturellen Kontext, in dem die Zusammenarbeit von Luigi Randanini, Autor im romanischen Dialekt zeitgenössisch von Giuseppe Gioachino Belli, mit der Zeitschrift Arti e lettere unter der Leitung von Francesco und Benvenuto Gasparoni stattfindet, und schlägt die Ausgabe von fünf Dialogen vor, die hier anonym von Randanini 1865 veröffentlicht wurden, und liefert die sprachliche Analyse
Gli archivi storici comunali e la microdiatopia linguistica. Problemi di metodo
Presentando il suo lavoro dottorale dal titolo "Fenomenologia mediana e toscanizzazione nelle Marche centrali (Esino-Chienti) in epoca tardomedievale" l'autore affronta il problema della localizzazione dei testi documentari in volgare, proponendo una netta distinzione fra localizzazione linguistica di un testo e localizzazione codicologica del manoscritto che lo testimonia.Presenting his doctoral work entitled "Middle Italian Phenomenology and Tuscanization in the Central Marche (Esino-Chienti) during the late Middle Ages" the author deals with the problem of localizing documentary texts in vernacular. He proposes a clear distinction between the linguistic localization of a text and the manuscript localization given by codicology
Il libro della confraternita di Santa Croce di Matelica
Con la denominazione tradizionale di Libro della fraternità di S. Croce si indica a Matelica un manoscritto redatto a più riprese nell’arco del cinquantennio 1468-1518 e contenente un atto notarile, un inventario e soprattutto le entrate e le uscite della locale confraternita dei disciplinati. Il saggio, diviso in due puntate, fornisce nella prima, dopo una sintetica descrizione del manoscritto, l’edizione integrale del testo; nella seconda il commento linguistico secondo la tradizionale griglia d’analisi. Nonostante la cronologia e il fatto che esso costituisca un solo pezzo archivistico, si tratta di un documento altamente rappresentativo del volgare matelicese tardomedievale per la varietà delle mani implicate nel suo allestimento. In sede di analisi linguistica si procede pertanto alla caratterizzazione di tutte le mani che abbiano una diffusione significativa, in modo da consentire confronti in chiave variazionistica.Traditionally known in Matelica (Mc) as Libro della fraternità di Santa Croce, the manuscript is written in successive stages in the space of time from 1468 to 1518 and contains a notarial deed, an inventory and above all income and expenditure accounts of the local disciplinati confraternity. The essay is divided into two instalment: the first one provides a concise description of the manuscript and the unabridged edition of the text; the second instalment provides the linguistic analysis according to the traditional grid. Despite the chronology and although it is a single archival item, the document is highly representative of the late-medieval vernacular of Matelica because of the variety of hands implied in its drawing up. Therefore, the linguistc analysis provides the characterization of each hand which has a significant diffusion in order to compare them in a variational way
Per la storia del glottonimo "romanesco"
Il glottonimo tradizionale del dialetto di Roma è "romanesco", invece dell'atteso "romano". Il saggio indaga le ragioni di questo fatto sulla base di una ricca documentazione storica. In un percorso a ritroso attraverso il primo Ottocento e l'età moderna si mostra come allora, almeno secondo la percezione dei contemporanei, "romanesco" e "romano" potessero individuare varietà differenti del continuum linguistico cittadino. L'origini di ciò è ricondotta alle dinamiche sociopolitiche della Roma del Rinascimento e alla diffusione sociale della lingua cortigiana romana.The traditional glottonym of the dialect of Rome is "Romanesco" instead of the expected "Romano". The essay investigates the reasons of this fact basing on a rich historical documentation. A backwards path is tracked through the first nineteeth century and the modern age arguing that then, at least according to contemporaries' perception, "Romanesco" and "Romano" could identify different varieties of the Roman linguistic continuum. The origins of that are reduced to the socio-political dynamics of Renaissance Rome and to the social diffusion of the "lingua cortigiana romana"
Bibliografia dei testi volgari marchigiani dalle Origini al 1550
Il repertorio raccoglie la bibliografia inerente ai testi volgari marchigiani dalle Origini alla metà del XVI secolo. L’opera è suddivisa per secoli e a ogni testo catalogato corrisponde una scheda in progressione cronologica. Sul modello della fortunata bibliografia della Letteratura volgare di Roma e del Lazio di D’Achille e Giovanardi, a ogni scheda sono associati il titolo, la datazione, una sintetica descrizione, la localizzazione linguistica, le fonti manoscritte o a stampa e infine l’elenco delle edizioni e degli studi riguardanti ogni testo. Scopo del lavoro è, da un lato, fornire un quadro analitico della documentazione linguistica delle Marche medievali attraverso uno strumento bibliografico agile, organico e aggiornato; dall’altro, segnalare i rischi connessi a un utilizzo incauto di quella cospicua parte di essi che è suscettibile di diffrazione dialettale.The repertoire contains the bibliography inherent to the vulgar texts of the Marches from the origins to the mid-sixteenth century. The work is divided for centuries and each cataloged text corresponds to a bibliographical item in chronological progression. On the model of the fortunate bibliography of the vernacular literature of Rome and Lazio by D'Achille and Giovanardi, each bibliographical item is associated with the text title, its dating, a brief description, its linguistic localization, the manuscript or printed sources and finally the list of editions and studies concerning each text. The purpose of the work is, on the one hand, to provide an analytical framework of the linguistic documentation of medieval Marche through an agile, organic and updated bibliographic tool; on the other hand, to point out the risks connected to an incautious use of that conspicuous part of them which is susceptible to dialectal diffraction
Bibliografia dei testi volgari marchigiani
Il repertorio si propone di tracciare un quadro esauriente, sebbene non esaustivo, della bibliografia inerente ai testi volgari, perlopiù documentari, ubicabili linguisticamente in area marchigiana. Il lavoro è diviso in due parti: con questa prima parte si copre con l'arco temporale che va dalle Origini al XIV secolo.The repertoire aims to draw a comprehensive, though not exhaustive, picture of the bibliography inherent in the medieval vernacular texts, mostly documentaries, which can be linguistically located in the Marche region. The work is divided into two parts: this first part covers the period from the origins to the fourteenth century
Una sentenza di revisione contabile reatina del 1452
Lo studio produce l'edizione commentata di una sentenza di revisione contabile reatina risalente al 1452. Dopo un brese resoconto circa lo stato degli studi sul volgare reatino, si fornisce la descrizione del documento e quindi il commento linguistico al testo. Secondo la griglia tradizionale, l'analisi tratta la grafia, il vocalismo, il consonantismo, la morfologia; la sezione dedicata ai fenomeni sintattici contiene rilievi sulla testualità. Il documento presenta caratteri tipicamente mediani, quali la metafonesi sabina, la distinzione fra –u e -o alla finale, il cosiddetto "neutro di materia" ecc. Si segnalano le trattazioni del toponimo 'Riete' e del possessivo 'sou'.This study provides the commented edition of a financial audit in the vernacular from Rieti which dates back to 1452. The work opens with a brief outline on the state-of-the-art studies about volgare reatino, then it proceeds with the document's description and the linguistic comment. According to the traditional grid, the analysis discusses graphics, vocalism, consonsntism, morphology; the section dedicated to syntactical phenomena includes remarks on the discourse strategies implied in the text. In short the document presents typical middle italian features, such as the Sabin metaphony, the distinction between word-final -u and word final -o, the related distinction between 'mass' and 'count' forms etc. Among other things the toponym 'Riete' and the possessive form 'sou' are discusse
Considerazioni sull'ubicazione di alcuni testi volgari noti come marchigiani
Si discute la provenienza linguistica di ventiquattro testi volgari generalmente noti come marchigiani, perlopiù maceratesi, proponendo alcune considerazioni metodologiche in merito all'identificazione dei toponimi antichi e al rapporto fra il luogo di produzione di un testo documentario redatto in una cancelleria comunale e la sua provenienza
linguistica.The paper discusses the linguistic origin of twenty-jour vernacular texts commonly known as coming from the Marches, and particularly from Macerata. It proposes some methodological considerations about the identification of the ancient toponyms and the relationship between the production area of a documentary text written in a communal chancellery and its linguistic provenance
Le forme coetimologiche di 'singhiozzo' nell’Italia centromeridionale
Il lavoro ha per oggetto l’etimologia e la distribuzione dei tipi lessicali indicanti il ‘singhiozzo’ in italiano e nei dialetti centromeridionali e si articola in tre parti. Nella prima si dà conto delle forme italiane 'singhiozzo', 'singhiozzare' e dei loro corradicali antichi e moderni, ripercorrendo la storia di questi tipi lessicali a partire dai loro antecedenti latini. Quindi si procede ad indagare la diffusione dei tipi coetimologici nella diversità degli esiti attestati nei dialetti dell’Italia centromeridionale individuando gli altri tipi connessi. Infine ci si sofferma, nel dar conto delle forme individuate, su un esito inatteso di GL, di cui si discutono le ipotesi esplicative finora addotte. Dunque si è inteso riprodurre la progressione tipica di ogni articolo del LEI, partendo dall’italiano, proseguendo con l’analisi delle forme dialettali e giungendo infine a definire la questione in una prospettiva più ampia.The work focuses on the etymology and distribution of lexical types indicating 'hiccups' in Italian and central-southern dialects and is divided into three parts. In the first one, it gives an account of the Italian forms 'singhiozzo', 'singhiozzare' and their ancient and modern corradicals, retracing the history of these lexical types starting from their Latin antecedents. Then we proceed to investigate the diffusion of the coetimological types in the diversity of the results attested in the dialects of central-southern Italy, identifying the other related types. Finally, in giving an account of the forms identified, we dwell on an unexpected outcome of GL, of which we discuss the explanatory hypotheses so far presented. Therefore, it was intended to reproduce the typical progression of each article of LEI, starting from Italian, continuing with the analysis of dialectal forms and finally arriving at defining the issue in a broader perspective.Le travail se concentre sur l'étymologie et la distribution des types lexicaux indiquant le " hoquet " dans les dialectes italiens et les dialectes du centre et du sud et est divisé en trois parties. Dans la première, il rend compte des formes italiennes " singhiozzo ", " singhiozzare " et de leurs corradicaux anciens et modernes, en retraçant l'histoire de ces types lexicaux à partir de leurs antécédents latins. Ensuite, nous procédons à l'étude de la diffusion des types coetimologiques dans la diversité des résultats attestés dans les dialectes du centre et du sud de l'Italie, en identifiant les autres types apparentés. Enfin, en rendant compte des formes identifiées, nous nous attardons sur un résultat inattendu de GL, dont nous discutons les hypothèses explicatives présentées jusqu'à présent. Il s'agissait donc de reproduire la progression typique de chaque article de la LEI, en partant de l'italien, en poursuivant l'analyse des formes dialectales et en arrivant enfin à définir la question dans une perspective plus large.Die Arbeit konzentriert sich auf die Etymologie und die Verbreitung von lexikalischen Typen, die auf "Schluckauf" in italienischen und zentral-südlichen Dialekten hinweisen und ist in drei Teile gegliedert. Im ersten Teil werden die italienischen Formen "singhiozzo", "singhiozzare" und ihre antiken und modernen Corradicals beschrieben, wobei die Geschichte dieser lexikalischen Typen ausgehend von ihren lateinischen Vorläufern zurückverfolgt wird. Dann fahren wir fort, die Diffusion der coetimologischen Typen in der Vielfalt der Ergebnisse zu untersuchen, die in den Dialekten Zentral-Süditaliens bezeugt sind, und identifizieren die anderen verwandten Typen. Bei der Darstellung der identifizierten Formen wird schließlich auf ein unerwartetes Ergebnis der Globaldarlehen eingegangen, von dem wir die bisher vorgelegten Erklärungshypothesen diskutieren. Daher sollte die typische Abfolge der einzelnen Artikel des LEI wiedergegeben werden, angefangen von der italienischen Sprache über die Analyse der Dialektformen bis hin zur Definition des Themas in einer breiteren Perspektive
La via romanesca al tragico: dalle traduzioni ottocentesche alla censura fascista
La letteratura drammatica in romanesco dell’Ottocento e del primo Novecento costituisce un osservatorio privilegiato sul carattere metamorfico del linguaggio tragico nell’età moderna. Infatti nel sec. xix il dialetto in generale e il romanesco in particolare erano considerati mezzi espressivi intrinsecamente inadeguati per la tragedia a causa dell’inconciliabilità fra il loro specifico sociolinguistico e l’antirealismo dovuto alla liricizzazione del genere. In queste condizioni la trasposizione della grammatica tragica in testi romaneschi non poteva che tradire intenti parodici. Paradossalmente nel primo Novecento il progressivo declino della tragedia di impianto classico e le mutate condizioni sociolinguistiche di Roma, unitamente allo sperimentalismo di Giacinta Pezzana, consentirono al romanesco di esprimere il tragico attraverso l’emancipazione dai principali istituti di quella stessa grammatica tragica che aveva informato per secoli la tradizione letteraria in lingua. Nel primo dopoguerra e per tutti gli anni Venti, ad opera principalmente di Gastone Monaldi, la drammaturgia romanesca di intento tragico assunse le forme stereotipate del dramma di coltello, per poi estenuarsi di fronte alla politica antidialettale del regime fascista. Al contrario la commedia in romanesco riuscì a sopravvivere grazie al frondismo di Giuseppe Bottai e a opportuni accorgimenti linguistici.Romanesco dramatic literature in the eighteenth and early nineteenth centuries allows focusing on the metamorphic nature of the language of the tragic in modernity. As a matter of fact vernacular in general and specifically romanesco were reputed to be intrinsically inadequate means of expression for tragedy in the xixth century, because of the incompatibility between their sociolinguistic features and the antirealism due to the lyricalization of the genre. As a consequence of these conditions, the transposition of the tragedy’s grammar into dramas written in romanesco couldn’t lead to anything but parodies. The progressive decline of the classical tragedy model and the changed sociolinguistic conditions of Rome, together with the sperimentalism of Giacinta Pezzana, paradoxically allowed romanesco to express the tragic through the emancipation from the major linguistic institutes of the same tragedy’s grammar that had informed italian literary tradition for centuries. After the first world war and during all the twenties, thanks chiefly to Gastone Monaldi, the romanesco drama with tragic intents took the form of the so called ‘knife’s drama’ and tired itself out in consequence of fascist antidialectal policy. On the contrary the comedy in romanesco survived thanks to the frondeur Giuseppe Bottai and to expedient linguistic artifices
- …
