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    Brevi note sulla rilevanza penale dell’elusione e sulla discutibile sovrapponibilità dei concetti di elusione ed abuso del diritto in materia fiscale (nella vigenza dell’art. 37-bis del d.p.r. 29 settembre 1973, n. 600)

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    La nota a sentenza si occupa prevalentemente di due questioni: la prima attiene alla rilevanza penale dell’elusione nella vigenza dell’art. 37-bis del d.p.r. 29 settembre 1973, n. 600 ; la seconda riguarda, invece, il concetto ed i perimetri di reciproca inclusione ed esclusione dell’elusione stessa e dell’abuso del diritto in materia tributaria nel divenire storico che ha comportato l’abrogazione del richiamato art. 37-bis e l’introduzione dell’art. 10-bis della legge 27 luglio 2000, n. 212

    SU UN POSSIBILE COLLEGAMENTO FRA IL CONTRADDITTORIO “(ENDO)PROCEDIMENTALE” NELL’ITER DI FORMAZIONE DEGLI ATTI “IMPO-ESATTIVI” E LA TUTELA CAUTELARE NEL PROCESSO TRIBUTARIO

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    Lo scritto affronta il tema dell’eventuale refluenza che possa avere, nella fase cautelare del processo tributario, la celebrazione (o la mancata celebrazione) del “contraddittorio” anteriore all’emanazione di un avviso di accertamento con efficacia impo-esattiva nel campo dell’imposizione diretta e dell’iva. A tal uopo si formula una sorta di “stress-test” giuridico in cui, da un canto si valutano ipotetici argomenti che priverebbero il previo contradditorio di una sua autonoma funzione difensiva, che la stessa sarebbe comunque e meglio perseguibile nel processo, e dall’altro si valuta se quegli argomenti “resistano” anche con riguardo alla fase cautelare del giudizio di primo grado avente per oggetto l’impugnazione di accertamenti “impo-esattivi”. Pertanto, dopo aver valutato ipotetiche ragioni che potrebbe addurre chi volesse sostenere che il contraddittorio procedimentale non ha funzione difensiva “diversa” da quella del contraddittorio nel processo e che dunque il primo istituto non persegue interessi della parte privata che, se non valorizzati nel procedimento, non troverebbero adeguata composizione nel processo, si procede a “testare” la validita` di quegli argomenti con specifico riferimento all’effetto impo-esattivo degli avvisi di accertamento e alla fase cautelare del processo di primo grado. Si giunge cosı` alla conclusione che proprio l’immediato effetto esecutivo degli atti, se coniugato con gli intrinseci “limiti” cognitivi del giudizio cautelare, esalta la funzione “difensiva” del previo contraddittorio, quanto meno sotto il profilo in esame, e consente di affermare che esso non e` surrogabile da quello processuale, poiche ́ diventa il luogo (unico) in cui la parte privata potra` argomentare difese in vista dell’emanazione di un provvedimento immediatamente esecutivo e proprio in quanto quel provvedimento e` immediatamente esecutivo

    La Corte di Giustizia UE censura Commissione (e Tribunale) su tax ruling ed aiuti di stato incompatibili.

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    Con la sentenza nelle cause riunite C-885/19 P e C-898/19 P la Corte di Giustizia UE ha censurato i presupposti ed il fondamento giuridico della cd. dottrina Vestager in tema di tax ruling ed aiuti di stato incompatibili. Segnatamente, i giudici della Grande Sezione, annullando la sentenza del Tribunale nel caso Fiat Finance and Trade, hanno ritenuto che la selettività del vantaggio insito in una misura fiscale che determina, alla luce del principio di libera concorrenza, i prezzi di trasferimento di una società appartenente ad una multinazionale, debba essere valutata alla luce di un sistema di riferimento che è costituito esclusivamente dalle disposizioni di diritto domestico che espressamente disciplinano quel principio. Così operando, e muovendosi su un perimetro strettamente giuridico, la Corte ha di fatto ricondotto la questione al corretto bilanciamento dei poteri nei rapporti fra la Commissione ed i singoli Stati membri.The Judgment of the Court (Grand Chamber) in joined Cases C-885/19 P and C-898/19 P plays a key role on the widely debated question concerning the possibility to configure as incompatible State aid (in breach of Article 107(1) TFUE) tax rulings issued by some Member States in favour of MNEs (Fiat/Chrysler in the case at hand). Indeed, the Court, by stating that the so called "reference system" must be found, not in the objective of the State's general corporate income tax system, but in the specific domestic rules receipting the Arm's Length Principle, stressed (and, at the same time, confirmed) the tax sovereignty of Member States in the field of income taxation. In particular, the Court issued that the Commission, by considering the tax ruling at hand as an incompatible State aid without taking in consideration the Arm's Length Principle as provided for in Article 164(3) of the Luxembourg Tax Code and specified in the related Circular No 164/2 (domestic rules), claimed the power to autonomously define the ‘normal' taxation of an integrated company disregarding national tax rules, thus infringing the provisions of the TFEU relating to the adoption by the European Union of measures for the approximation of Member State legislation relating to direct taxation (Article 114(2) TFEU and Article 115 TFEU)

    Pier Paolo Pasolini 6 domande a giovani poeti

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    Il contributo analizza la poesia di Pasolini, soffermandosi sulla sua produzione dialettale (Poesie a Casarsa)
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