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    Democrazia e demagogia tra antico e moderno

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    La trasfigurazione della partecipazione popolare in passiva condiscendenza alla volontà di un leader, efficacemente definita ‘recitatività’ da E. Gentile, è un rischio che grava su tutti i sistemi politici che presuppongano un coinvolgimento delle masse nel processo decisionale. Il caso della Repubblica romana sembra confermare che tale fenomeno non è proprio dei soli ordinamenti democratici e allo stesso tempo consente di riflettere sulle condizioni che ne determinano lo sviluppo. In particolare, una diffusa conoscenza dei processi istituzionali e la familiarità dei cittadini con le forme della comunicazione politica sembrano agire da anticorpi contro la manipolazione dell’opinione pubblica. Il declino di queste competenze tra i cittadini delle democrazie moderne potrebbe essere scongiurato da politiche scolastiche più avvedute

    Epistemologia dell'Artificiale e Informatica Teorica

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    In questo articolo si discutono problemi di previsione e controllo del comportamento dei sistemi informatici alla luce degli sviluppi nel settore dei metodi formali in informatica teoric

    Mesoi politai e classi sociali a Roma tra Tarda Repubblica e Principato

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    Secondo Paul Veyne, plebs media era l’espressione con cui nel principato venivano designati i ceti medi. Tuttavia, tale formula nelle fonti latine risulta rara. Uno studio delle espressioni corrispondenti nelle fonti greche sul mondo romano consente di comprendere meglio i riferimenti etico morali di tale gruppo sociale e anche di ricostruire l’espressione latina che lo designava più precisamente. In particolare, la concettualizzazione romana sembra riposare sul modello dei mesoi descritti da Aristotele, una categoria caratterizzata da moderazione in ambito sia economico sia morale; a tale connotazione si adatta bene l’espressione homines mediocres, ricorrente in tale accezione in numerose fonti a partire da Cicerone. Plebs media ne costituirebbe un’alternativa poetica.According to Paul Veyne, plebs media was the expression used to refer to the Roman middle class under the Principate. However, such wording in Latin sources turns out to be rare. The study of matching expressions in Greek sources relating to the Roman world allows a better understanding of the moral standards sought by this social group and also fosters a reconstruction of the Latin wording that more precisely labelled it. In particular, the Roman concept seems to be modeled after the mesoi described by Aristoteles, a social category characterized by moderation in both economic and moral fields; such a connotation fits well with the expression homines mediocres, which carries this meaning in several sources from Cicero on. Plebs media would be an alternative form to be found in poetic texts

    Noti e gratiosi. Mediatori del consenso e populismo nella tarda repubblica

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    Nella plebe urbana è possibile riconoscere vari gradi di prestigio sociale ed economico: alcuni individui erano in grado di tradurre il loro prestigio in influenza politica, grazie ad un uso ben indirizzato dell'eloquenza negli spazi destinati allo scambio e al confronto nelle diverse comunità in cui la società plebea si articolava. Questi soggetti potevano accreditarsi come intermediari tra la plebe urbana e la politica più alta, mettendo in contatto elettori e candidati e orientando i flussi d'opinione

    Definire il ceto medio di Roma: apparitores tra plebs media e homines mediocres nella tarda Repubblica

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    L’esistenza nella città di Roma di un gruppo sociale concettualizzabile nei termini di un ceto medio è stata sostenuta da Paul Veyne in maniera convincente; tuttavia, la rarità dell’espressione plebs media, che secondo lo studioso lo avrebbe identificato, suggerisce di cercare altrove una definizione più precisa. Inoltre, sotto il profilo della composizione sociale, della cronologia e della morale di riferimento, sembrano opportune alcune precisazioni: alla ridefinizione del ceto medio offre un contributo decisivo l’esame del profilo socio-economico degli apparitores, una componente essenziale di questa categoria

    Democrazia e demagogia tra antico e moderno

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    La trasfigurazione della partecipazione popolare in passiva condiscendenza alla volontà di un leader, efficacemente definita ‘recitatività’ da E. Gentile, è un rischio che grava su tutti i sistemi politici che presuppongano un coinvolgimento delle masse nel processo decisionale. Il caso della Repubblica romana sembra confermare che tale fenomeno non è proprio dei soli ordinamenti democratici e allo stesso tempo consente di riflettere sulle condizioni che ne determinano lo sviluppo. In particolare, una diffusa conoscenza dei processi istituzionali e la familiarità dei cittadini con le forme della comunicazione politica sembrano agire da anticorpi contro la manipolazione dell’opinione pubblica. Il declino di queste competenze tra i cittadini delle democrazie moderne potrebbe essere scongiurato da politiche scolastiche più avveduteThe shape-shifting of popular participation into passive compliance to a leader’s will is a risk lying on any political system in which there is involvement of the masses in decision making. The case of the Roman Republic seems to confirm that this phenomenon is not exclusively observable within democracies and moreover it helps to identify the conditions in which it best develops. In particular, widespread knowledge of institutional processes and familiarity with the characters of political communication appear to strengthen public opinion when facing manipulation. The decline of these competences among citizens of modern democracies might be prevented by a wiser school polic

    Democrazia e demagogia: forme della recitatività tra antico e moderno

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    La trasfigurazione della partecipazione popolare in passiva condiscendenza alla volontà di un leader, efficacemente definita ‘recitatività’ da E. Gentile, è un rischio che grava su tutti i sistemi politici che presuppongano un coinvolgimento delle masse nel processo decisionale. Il caso della Repubblica romana sembra confermare che tale fenomeno non è proprio dei soli ordinamenti democratici e allo stesso tempo consente di riflettere sulle condizioni che ne determinano lo sviluppo. In particolare, una diffusa conoscenza dei processi istituzionali e la familiarità dei cittadini con le forme della comunicazione politica sembrano agire da anticorpi contro la manipolazione dell’opinione pubblica. Il declino di queste competenze tra i cittadini delle democrazie moderne potrebbe essere scongiurato da politiche scolastiche più avvedute.The shape-shifting of popular participation into passive compliance to a leader’s will is a risk lying on any political system in which there is involvement of the masses in decision making. The case of the Roman Republic seems to confirm that this phenomenon is not exclusively observable within democracies and moreover it helps to identify the conditions in which it best develops. In particular, widespread knowledge of institutional processes and familiarity with the characters of political communication appear to strengthen public opinion when facing manipulation. The decline of these competences among citizens of modern democracies might be prevented by a wiser school policy
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