8,190 research outputs found

    Alcune ipotesi e una tesi su Darfo Boario Terme

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    La mostra e la presentazione dei progetti a cura di Angi B. si è tenuta presso l'Auditorium del Comune di Darfo Boario Terme dal 24 febbraio al 10 marzo 2010. La selezione dei progetti è stata documentata nel volume Attraverso il progetto. Alcune ipotesi e una tesi su Darfo Boario Terme a cura di Angi B. che raccoglie anche saggi teorici e di approfondimento

    House Hunting in Venice

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    This contemporary-style penthouse apartment on the San Moisè canal in the center of Venice has more than a dozen large casement windows for viewing the San Marco neighborhood, including its distinctive bell tower. The 1,940-square-foot apartment, which has three bedrooms and three bathrooms, is on the fourth floor of the wood-and-brick Palazzo Barcaroli, which has seven other apartments and a grand entrance off the canal. The palazzo once belonged to the Venetian noble family of Foscari, whose ancestors included a 15th-century doge.The building is in good condition but has no elevator. The penthouse was redesigned and refurbished in 2011 in a sleek modern style by the Italian architect and interior designer Barbara Angi, but also incorporates the heavy beech ceiling beams, which arrived in Venice via the Alps when the palazzo was built. The architect designed a second level in the attic that comprises a third bedroom and a study, reached by a heavy oak staircase

    Scenari per un turismo alternativo a Bibione

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    La mostra e la presentazione dei progetti a cura di Angi B. si è tenuta presso del Comune di San Michele al Tagliamento dal 24 Settembre al 9 ottobre 2005. La selezione dei progetti è stata documentata nel numero monografico «Giornale Iuav» n. 30, Nuovi scenari per Bibione, progetti da laboratorio a cura di Angi B.; Pesavento M. che raccoglie anche saggi teorici e di approfondimento

    San Marco 2055

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    Ristrutturazione a San Marco 2055 – Venezia. Progettista e direttore dei lavori: arch. PhD Barbara Angi. La casa si trova nel cuore di Venezia, all'ultimo piano del palazzo di Rio dei Barcaroli dal quale è possibile ammirare le cupole della Basilica di San Marco. Il progetto di ristrutturazione vuole mantenere la memoria storica dell’edificio ridisegnando lo spazio compreso tra i muri maestri (articolato con mobili e volumi funzionali disegnati ad hoc e arricchito da una selezione d’arredi d’autore) e recuperando le capriate in faggio della copertura. La caratteristica distributiva del progetto è la sua configurazione a loft. Nel disegno degli spazi interni tutti gli elementi aggiuntivi sono ubicati in prismi semplici che – anche figurativamente – si distaccano dalla conformazione originale della casa, così come le scelte cromatiche le quali, lavorando sulla giustapposizione degli spazi, ne rivelano le diverse epoche di costruzione: il nuovo, finito con una superficie a stucco veneziano di colore nero, diviene plug-in dell’esistente che offre alla vista una superficie candida, realizzata secondo la medesima tecnica. Questo principio compositivo ha permesso alla cucina, posizionata in maniera baricentrica, e al soppalco, che ospita uno spazio per il riposo e la lettura, di risultare “oggetti” autonomi, che in pochi punti soltanto toccano le pareti. La scelta delle sedute propone i diversi modi di utilizzo dello spazio living: dal riposo (ammirando i tetti e le altane della città lagunare) al ritrovo familiare davanti al caminetto, avvolti dal tepore del fuoco che riflette le sue fiamme sul parquet, realizzato in listoni massicci di quercia. L’uso del legno per il pavimento ha fornito il pretesto per concepire il disegno degli arredi della casa quasi fossero un’estrusione dell’impiantito. In collaborazione con l’arch. Carlo Capovilla sono stati realizzati i prototipi dei vari elementi, così che il sistema di connessione tra le tavole del parquet permettesse di definire una modularità dimensionale utile per guidare il disegno dei volumi attrezzati, diversamente componibili secondo le esigenze funzionali. L’arredo costituisce uno degli elementi cardine del progetto, in quanto articola e contraddistingue l’intera abitazione. Troviamo infatti aree con vocazioni funzionali differenti, benché caratterizzate da una armoniosa fluidità degli spazi: i momenti quotidiani della vita familiare e la convivialità trovano luoghi diversi che li accolgono, la scala di accesso al soppalco e la libreria fungono da filtro tra gli ambiti comuni e i locali di servizio senza tuttavia separarli nettamente. Nell'area notte si trovano una camera-studio e la camera padronale. Quest’ultima è caratterizzata da una sequenza di spazi aperti: il letto, la cabina-armadio, la piccola palestra e la sala da bagno sono tutti ambienti divisi da pareti mobili e fisse di vetro traslucido, così da sottolineare il carattere intimo, e volutamente sensuale, di questa parte della casa

    Gioco di squadra. Tra centralismo e decentramento: l’empirismo eretico e la città

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    The border areas of the city are places in which the rules and regulations find it difficult to apply. Behind at rough fences informal aggregation places can be discovered where you can practice amateur sports activities. These spaces are charged to welcoming that part of the community in search of social, economic and emotional redemption. This image emphasizes how sport, defined “of street”, can compensate those areas often denied to traversability turning into the “trigger” of virtuous redevelopment plans. In fact, the urban regeneration of these areas of intervention is not a utopia, but it is applicable to many places that can be rehabilitated, even if profoundly marked by obsolete constructive characteristics and performance deficits. We can try to change utopia into “eutopia” (eu-topos), transforming the deteriorated building heritage into many “good places” with the aim of achieving new forms of sobriety, to revive parts of cities in affected to phenomena of degradation, learning to “listen” the places trying to use attention and wisdom (Montuori, 2016). We believe it is possible to identify architectural redesign principles that consider a “second time” in the life of peripheral environment starting from those small decomposed fragments in which there are still positive characteristics of urbanity (Angi, 2018). From the application experience of the AdESA research project (Seismic, Energy and Architectural Adjustment of existing buildings) it is possible to identify common elements with the principles here expressed. These elements are the strategic vision, the respect of an action plan, the multi-scalar approach, the involvement of the population and listening to the context before the project. This sequence of actions, which we find into the study case, put the elements of the built in relation to each other and generally with the place, pursuing the goal of a city really shareable and truly socially sustainable

    Back to school

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    Le discriminanti per la riuscita delle prototipazioni digitali sono da un lato la familiarità e la velocità di apprendimento dei processi di digitalizzazione e, dall’altro, la cultura progettuale messa in campo. È il sapere di ogni progettista – sia esso ingegnere o architetto – a determinare la bontà o meno dell’opera digitalizzata e, se fosse, costruita. La conoscenza della Storia dell’Architettura e/o delle Tecniche, la capacità di intuire le scelte costruttive più adeguate all’edificio e al budget di spesa, l’ammissione della necessità di collaborare e interagire con professionalità in alcuni casi agli antipodi; questi sono probabilmente i ‘saperi necessari’ per ottenere il miglior risultato possibile. Unica avvertenza: mettere al centro del processo la cultura del progetto e non le singole discipline. Come le esperienze Radicals hanno dimostrato, nella costruzione dello spazio per/e da abitare il peso dell’Ingegneria e dell’Architettura si equivale in quanto perseguono lo stesso obiettivo anche se, in molti casi, con approcci eterogenei comunque entrambi imprescindibili in egual misura

    Eutopia Urbana, la riqualificazione integrata dell'edilizia sociale / Eutopia Urbanscape, the combined redevelopment of social housing

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    The materials collected in this book detail a pragmatic proposal for the redesign of the contemporary Italian city based on the most recent international experiences and provide an operational instrument for the ‘combined’ and ‘adaptive’ redevelopment (on a structural, typo-morphological, functional, performance, economic and social level) of housing districts. The experiments we carried out and their account define a detailed map of meditations and insights about areas of architectural work that are seldom explored in manuals, specifications, and the unavoidable reliance on the hybridization of knowledge in order to bring out the latent aspects that a single disciplinary approach cannot address. The book was produced by the Research Unit of the University of Brescia in the frame of the Scientific Research Project of National Interest (PRIN) 'New design tools for the sustainable redevelopment of social housing complex in Italy' (national coordinator: Marina Montuori). / I materiali raccolti in questo volume avanzano una proposta pragmatica nei confronti del ri-disegno della città contemporanea italiana, sulla scorta delle esperienze internazionali più aggiornate e si pongono come strumento operativo per la riqualificazione ‘integrata’ e ‘adattiva’ (strutturale, tipo-morfologica, funzionale, prestazionale, economica e sociale) dei quartieri di edilizia residenziale. Le sperimentazioni svolte e la loro narrazione, consentono di tracciare una mappa articolata di riflessioni e di accorgimenti che hanno a che vedere con le aree meno indagate del lavoro dell’architetto e l’inevitabile ricorso all’ibridazione delle conoscenze, estranee alla manualistica e alle descrizioni dei capitolati, facendo affiorare le latenze che sfuggono allo sguardo mono-disciplinare. Questa pubblicazione è stata realizzata dall’Unità di ricerca dell’Università degli Studi di Brescia nell’ambito del Progetto di Ricerca di Interesse Nazionale (PRIN) 'Nuove pratiche progettuali per la riqualificazione sostenibile di complessi di habitat sociale' in Italia (coordinatore nazionale: Marina Montuori)

    L'adattabilità dell'esistente / The adaptability of existing building stock

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    The adaptability practices of built environment, fully described in the essay, they may suggest some tools for setting up cities and communities with a high degree of resilience. Urban systems capable of surviving, adapting, and growing regardless of the type of ‘chronic stress’ (high unemployment, inefficient public transport systems, endemic violence, chronic food and water shortages) or ‘acute shock’ (earthquakes, floods, epidemics, terrorist attacks) that they are currently experiencing or will experience in the near future. The essay also analysis the design cornerstones for combined development of social housing located in the municipality of Brescia, and which constitute the second part of the volume. Le pratiche di adattabilità dell’ambiente costruito, ampiamente descritte nel saggio, possono suggerire alcuni strumenti per la costituzione di città e comunità con un altro grado di resilienza, capaci di sopravvivere, adattarsi, crescere indipendentemente dal tipo di ‘stress cronico’ (alto tasso di disoccupazione, sistemi di trasporto pubblico inefficiente, violenza endemica, carenza cronica di cibo e acqua) o ‘shock acuti’ (terremoti, inondazioni, epidemie, attacchi terroristici) che già si stanno sperimentando o che si potranno sperimentare nel prossimo futuro. Il saggio inoltre disamina i capisaldi progettuali per gli interventi di riqualificazione integrata di edilizia sociale sita nel comune di Brescia, e che costituiscono la seconda parte del volume

    Potere all'immaginazione

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    Una rilettura critica dell’eredità Radical porta non solo alla riscoperta e alla rivalutazione di studi che, in un recente passato, apparivano generosi, arditi preconizzatori di mondi altri. Si tratta di progetti scaturiti dall'immaginazione di figure intellettuali ibride, in cui la componente «resistente» del pensiero riusciva a combinare le istanze di carattere scientifico − e le relative conquiste in campo elettronico, informatico, biomedico − con riflessioni di tipo economico, filosofico, artistico, in un processo progettuale unitario integrato e partecipativo. Le sperimentazioni Radical, reggono anche ad una analisi di carattere tecnico-realizzativa poiché non rinunciavano a ragionare in termini di progettualità pur avvalendosi di avveniristici dettagli costruttivi. Tralasciando l’aspetto fumettistico della grafica dell’epoca riescono infatti a trasmettere ancora una lezione di architettura, sebbene intrisa di valori di innocente surrealismo, una lettura che potrebbe suggerirci la necessità (parafrasando il motto sessantottino del maggio francese) di restituire potere all'immaginazione anche al di là delle tecnologie in auge oggi

    Vigore ibrido

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    La città, sia essa densa o diffusa, sembra essere governata soprattutto da rigide regole dettate dall'applicazione di proposte mirate, desunte da settori disciplinari ad alto grado di specializzazione. Regole che, forse per inerzia intellettuale, risultano in qualche modo rassicuranti, e conseguentemente propongono ipotesi di sviluppo adattabili solo con fatica a specificità ed eccezioni. Tutto ciò a discapito di ambiti disciplinari considerati ancillari anche se potenziali generatori di idee inedite e progressive. La ricerca tende infatti a privilegiare il pragmatismo, a discapito delle discipline a statuto scientifico debole. Uno dei settori di maggior sofferenza sembra essere oggi proprio quello del progetto architettonico, emarginato dai dibattiti internazionali sullo sviluppo dei territori contemporanei. Si preferisce ragionare su questioni di natura quantitativa come se, per risolvere le tragedie che ci affliggono (eccessivo sfruttamento delle risorse naturali, maremoti, terremoti, alluvioni, ecc.), bastasse lavorare su asettici dati statistici o soluzioni pronte all'uso, ingabbiando così la vita sociale delle comunità umane, e quella naturale della terra, in enormi “contenitori indifferenti”. Occorre probabilmente domandarsi se esistano e quali possano essere le analogie tra la nostra contemporaneità e un periodo storico in cui la “liberazione dell’immaginazione” ritrovava nell'”indifferenza del contenitore” un valido strumento per ricercare un nuovo lessico architettonico adatto a una società e a un territorio in costante evoluzione
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