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    Il trust “liberale” e l’imposta sulle donazioni (commento a Consiglio Nazionale del Notariato, Studio n. 80/2003/T).

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    L'argomento viene approfondito nei seguenti aspetti: caratteristiche del trust e tributi indiretti, riconoscimento del trust tra le parti e nei confronti dei terzi, rilievi introduttivi; le "liberalità indirette" nella riforma imposta sulle donazioni, il riacquisto da parte del tributo della connotazione di "imposta d'atto" e la susseguente irrilevanza di tutte liberalità "non formalizzate"; il "trust liberale" tra formalità del negozio istitutivo e informalità di quelli dispositivi (Angelo Contrino); trust, libertà di forme e imposta di registro (Raffaello Lupi)

    Istituzioni di diritto tributario. vol. II. Parte speciale

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    Aggiornamento della 12° edizione del Manuale di Parte speciale del defunto prof. Francesco Tesauro, svolto dai proff.ri Maria Cecilia Fregni e Angelo Contrino, in collaborazione con il prof. Nicola Sartori relativamente ai capitoli IV e V

    Il carattere realizzativo delle trasformazioni di enti e società con immissione (od estromissione) di patrimoni dal regime dei beni d’impresa

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    L'argomento viene approfondito nei seguenti aspetti: l'assimilazione ai conferimenti delle trasformazioni di enti non commerciali di società (Francesco Tesauro); sull'applicabilità dei "principi" enucleabili dalle regole fiscali sulle trasformazioni eterogenee alla fattispecie omologhe, ma non disciplinate, che coinvolgono le società semplici (Angelo Contrino); trasformazioni di società semplici in società di capitali, un realizzo forzato di plusvalenze fuori dall'impresa (Raffaello Lupi)

    Abuso del diritto

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    I. L’abuso del diritto tra esigenze di uniformità e di giustizia del tributo: i profili strutturali II. Il nuovo abuso del diritto quale clausola di razionalizzazione del sistema nel contrasto ai fenomeni di elusione fiscale III. La fattispecie legale dell’abuso del diritto: struttura e nozione, tra delega e raccomandazione europea IV. (Segue). La definizione di abuso del diritto nell’art. 10-bis e gli effetti sul piano impositivo V. (Segue). I tre elementi costitutivi della fattispecie legale VI. (Segue). Le valide ragioni extrafiscali, non marginali, nella dinamica della contestazione dell’abuso VII. I confini dell’abuso tra lecito risparmio di imposta ed evasione fiscale. VIII. Procedimento di accertamento dell’abuso, contraddittorio anticipato e scelte difensive IX. L’abuso tra motivazione, oneri dimostrativi e difese del contribuente X. (Segue). La non rilevabilità d’ufficio dell’abuso e i poteri del giudice

    Art. 10-bis, legge n. 212/2000 - Disciplina dell'abuso del diritto o elusione fiscale

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    Il contributo costituisce il primo commento sistematico alla nuova disciplina dell'abuso del diritto fiscale recata dall'art. 10.bis dello Statuto dei diritti del contribuente

    Protezione dei dati personali e pervasività delle banche dati fiscali: quale contemperamento?

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    Evasione fiscale, banche dati fiscali, privacy contribuenti

    Spunti in tema di beneficiari “individuati”, possesso dei redditi e imputazione dell’obbligazione tributaria nel trust.

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    L’inquadramento del trust nel sistema dell’imposizione sui redditi è av-venuto utilizzando uno schema misto: il trust è infatti un soggetto passivo ai fini IRES (cd. trust opaco), salvo essere trattato come un soggetto trasparente nell’ipotesi di predeterminazione dei beneficiari. Residuano tuttavia dei margini di incertezza in ordine alla sussunzione delle singo-le fattispecie concrete negli schemi legali del «trust opaco» o del «trust trasparente». Una risposta pragmatica è la possibilità di guardare al di-ritto attuale dei beneficiari per considerare al tempo stesso un trust come trasparente, nella misura in cui questo diritto esiste, ed opaco, nella mi-sura in cui questo diritto manca. Inoltre, può anche essere il «trustee» di un trust inizialmente opaco a renderlo in parte trasparente stabilendo «ex ante» il diritto incondizionato dei beneficiari a percepire una parte dei redditi. Sembra infine acquisito che i redditi tassati in capo al trust opaco si patrimonializzano e non scontano ulteriori livelli di tassazione in capo ai soci. Non convince, invece, la generalizzata applicazione dell’imposta sulle successioni e donazioni ad ogni tipo di trust, afferma-ta dall’Agenzia delle entrate

    Sul “vincolo di destinazione” quale nuovo presupposto dell’imposta sulle successioni e donazioni

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    Nella nota si analizzano due diversi profili di rilevanza del trust, con la mediazione dei “vincoli di destinazione”, ai fini dell’imposta sulle donazioni (l’astratta applicabilità del tributo ai trust “commerciali” e il momento di perfezionamento dell’obbligazione tributaria in presenza di un trust “liberale”), fornendo un contributo alla definizione degli esatti confini della nuova fattispecie del “vincolo di destinazione”, al disvelamento della effettiva capacità economica colpita dal rinnovato tributo successorio e alla corretta individuazione del momento in cui sorge il presupposto d’imponibilità; elementi, questi, ignorati o travisati nelle interpretazioni fornite dalla Direzione Centrale dell’Agenzia delle Entrate e applicate pedissequamente dagli Uffici periferici

    Il trasferimento di immobili in un trust liberale è soggetto a imposizione proporzionale di registro: note critiche su un recente arresto giurisprudenziale veneto (e sull’ondivaga posizione del fisco)

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    Con la sentenza in commento, la Commissione tributaria regionale del Veneto ha riformato due sentenze della Commissione tributaria provinciale di Vicenza, i cui ricorsi erano stati riuniti, accogliendo la tesi recessiva che vorrebbe l'atto di trust tassato ai sensi dell'art. 9 della Tariffa - parte I - allegata al d.p.r. n. 131/1986 (aliquota 3 per cento) e ciò con una motivazione che palesa un fraintendimento della natura del trust (sia in generale, sia, ancor di più, di quello in causa) e un vuoto argomentativo circa la portata della fattispecie delle "prestazioni a contenuto patrimoniale", disciplinata dalla citata disposizione, che ne giustificherebbe l'applicazione a un trust di stampo liberale come quello oggetto di giudizio. Ma ciò non è tutto, l'A. osserva, infatti, che il giudice tributario d'appello, consapevole delle conseguenze della soluzione pronunciata, ossia una seconda tassazione al momento del successivo trasferimento degli immobili dal trustee ai beneficiari, ha soggiunto che " al fine di eliminare una duplicazione d'Imposta, all'atto del trasferimento finale del Patrimonio dal trust al beneficiario l'Agenzia delle entrate dovrà considerare l'Imposta di Registro corrisposta dal trustee come anticipazione del Tributo dovuto alla scadenza e portarla in detrazione dell'ammontare che verrà determinato alla conclusione dell'atto di trust". L'A. critica sia la premessa civilistica da cui parte la Commissione tributaria regionale di Venezia, sia la conclusione cui questa perviene, dimostrandone la sostanziale erroneità e la correttezza, invece, delle sentenze riformate. Alcune considerazioni, infine, sono volte a dimostrare come l'art. 9, della Tariffa - parte I -allegata al d.p.r. n. 131/1986 - che i giudici di appello hanno ritenuto applicabile de plano - non era in realtà applicabile alla fattispecie oggetto della pronuncia
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