103,203 research outputs found

    Ceramica sovraddipinta ori bronzi monete della collezione Chini nel museo civico di Bassano del Grappa. - G. Andreassi et al., 1995

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    Jannot Jean-René. Ceramica sovraddipinta ori bronzi monete della collezione Chini nel museo civico di Bassano del Grappa. - G. Andreassi et al., 1995. In: Revue des Études Anciennes. Tome 101, 1999, n°1-2. pp. 283-284

    La città del vescovo - Spazio XII

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    La guida al nuovo allestimento del MArE - Museo Nazionale Archeologico di Egnazia ‘Giuseppe Andreassi’ è pensata con diversi livelli di approfondimento, come introduzione esplicativa per gli studiosi e al contempo come supporto utile alla visita per i non addetti ai lavori. In questo volume, il capitolo di G. Mastrocinque sulla città tardoantica inquadra i reperti in allestimento nel contesto degli spazi più significativi indagati con le ricerche più recenti condotte dallo stesso autore e mostra, di settore in settore, il cambiamento del paesaggio urbano a partire dalla fine del IV secolo d.C., legato anche alla presenza di una sede vescovile autorevole

    In vivo and in vitro evaluation of phytic acid as topical antioxidant

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    The use of locally applied antioxidants has been shown as an effective approach for the skin photo-protection. In a previous investigation we have demonstrated that phytic acid (PA), a component of most cereal grains and seeds, is able to reduce the erythemal response to UV-exposure when applied 30 minutes before UV-radiation. PA was used at 0.5 % concentration in a O/W emulsion containing also inositol at 2.0 % concentration. Before the test and 24 and 48 h after irradiation the extent of the reaction was evaluated with visual scoring as well as with instrumental measurement of skin redness,TEWL and hydration. In this study we have evaluated the ability of PA to protect human keratinocytes cultures against UV exposure. PA extracted from the rice bran was used at 100 μM. The experiments were performed also on ascorbic acid at the same concentration. Human HaCaT keratinocytes were grown in 3,5 cm2 plates containing complete medium (DMEM with 10% fetal calf serum). Thirty minutes before UV radiation, medium was removed and replaced by PBS with or without the antioxidants. The light source was a 150-Watt xenon arc solar simulator. Series of cultures were irradiated with scalar UV-doses ranging from 11,56 to 92,48 mJ/cm2. After irradiation PBS solution with or without antioxidants was removed and replaced with fresh medium. The antioxidant activity was evaluated by MTT assay after 24 hrs. The solutions containing the active ingredients demonstrated a protective ability stronger than that of the controls. Particularly PA showed an ability to protect the keratinocytes against UV damage more pronounced than vitamin C. Our investigation has proved that phytic acid is able to protect human keratinocytes against UV radiation. This means that epidermal cells are involved in the PA-mediated photoprotection in vivo and represents a fur-ther support for the use of PA as topical photoprotective agent

    Egnazia nel Medioevo

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    La guida al nuovo allestimento del MArE - Museo Nazionale Archeologico di Egnazia ‘Giuseppe Andreassi’ è pensata con diversi livelli di approfondimento, come introduzione esplicativa per gli studiosi e al contempo come supporto utile alla visita per i non addetti ai lavori. In questo volume, il capitolo di G. Mastrocinque su Egnazia nel Medioevo racconta, sulla base dei risultati delle indagini più recenti, la fase conclusiva della vicenda dell'insediamento che interessa in particolare l'acropoli e il territorio, sottoposto negli ultimi anni a ricognizione sistematica coordinata dall'autore

    Egnazia in età romana - Spazio IX

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    La guida al nuovo allestimento del MArE - Museo Nazionale Archeologico di Egnazia ‘Giuseppe Andreassi’ è pensata con diversi livelli di approfondimento, come introduzione esplicativa per gli studiosi e al contempo come supporto utile alla visita per i non addetti ai lavori. In questo volume, il capitolo di G. Mastrocinque, dedicato alla città romana, si concentra sul rapporto tra i materiali in esposizione e gli spazi monumentali e residenziali della città da cui provengono, con l'obiettivo di far dialogare museo e Parco archeologico per una fruizione integrata, potenziata attraverso i risultati delle ricerche più recenti, condotte dallo stesso autore

    La ricerca continua...per un museo dinamico

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    La guida al nuovo allestimento del MArE - Museo Nazionale Archeologico di Egnazia ‘Giuseppe Andreassi’ è pensata con diversi livelli di approfondimento, come introduzione esplicativa per gli studiosi e al contempo come supporto utile alla visita per i non addetti ai lavori. Nel capitolo conclusivo del volume, l'intervento di G. Mastrocinque vuole avviare la condivisione anche delle ultime acquisizioni, maturate con le indagini svolte dopo il riallestimento del Museo e recepite nel Museo attraverso approfondimenti mirati, esposizione di nuove scoperte e ampliamento dei supporti multimediali, in una esposizione che si alimenta continuamente delle novità della ricerca, grazie all'interazione efficace tra Università e Direzione del Museo

    La semantica di οὐᾶ nella „Vita Aesopi“: nuovi elementi per la datazione

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    The exclamatory particle οὐᾶ, although attested only nine times between the first and the third century AD (and never before), also occurs twelve times in the „Vita Aesopi“, the archetype of which is dated between the first century BC and the first century AD. Almost all the occurrences of οὐᾶ are in recensio G, usually dated between the first and the second century AD; the other recensio, W (probably going back to the fourth century AD), on the other hand deliberately aims to eliminate the word οὐᾶ. Analysing in detail the use of this exclamatory particle in G and looking at the parallels (especially in Epictetus), we date G to the second century AD (probably its first half) and argue in support of the traditional view that it is extremely close – both chronologically and textually – to the lost archetype.La particella esclamativa οὐᾶ, sebbene attestata solo nove volte tra il I e il III secolo d.C. (e mai prima di allora), si presenta ben dodici volte nella "Vita Aesopi", il cui archetipo è datato tra il I secolo a.C. e il I secolo d.C. Quasi tutte le occorrenze di οὐᾶ sono nella recensio G, di solito datata tra il I e il II secolo d.C.; l'altra recensio, W (probabilmente risalente al IV secolo d.C.), d'altra parte, mira deliberatamente ad eliminare il termine οὐᾶ. Analizzando in dettaglio l'uso di questa particella esclamativa in G e osservando i parallelismi (specialmente in Epitteto), è possibile datare G al II secolo d.C. (probabilmente alla sua prima metà) e confermare così l’opinione che essa sia estremamente vicina – sia cronologicamente che testualmente – all'archetipo perduto

    Geografia e storia nei territori sensibili. Rischio, emergenza e memoria prove di dialogoRischio, emergenza e memoria: prove di dialogo

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    Si vuole esplorare il significato nella pratica di alcune parole chiave quali cambiamento, collasso, emergenza, memoria, rischio e la loro eventuale capacità di esplicitare i nessi tra geografia e storia nei territori sensibili. Per i sapere non esperti, la nozione di rischio diventa cangiante: declinata al passato in forma di mitografia o respinta e scomoda declinazione del futuro, al presente tende a perdere un significato proprio per scivolare nel campo semantico dell’emergenza. Questa coniugazione produce azioni, nell’unità di spazio-temporale del disastro, che appartengono all’emergenza: depotenziata di un passato irripetibile e di un futuro incerto, si configura quale potente veicolo del potere, avendo liberato le decisioni dalle procedure necessarie per la verifica della opportunità tecnica e del consenso consapevole. Nei “casi di emergenza” si riduce la relazione decisionale con gli abitanti coinvolti; il coordinamento e la gestione assumono forme autoritative e astratte, inconsapevoli della soglia di sopportabilità del rischio da parte delle popolazioni. L’efficienza dell’intervento di prima istanza non corrisponde alla efficacia nella media durata laddove l’azione pubblica non orienta le possibili scelte e non ne supporta i processi attuativi e adattivi
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