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    Andrea Capriolo / Anni ’70: la rete dei Circoli

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    Recensione del volume Andrea Capriolo, Non c’è rivoluzione senza libidine. Dai Circoli del proletariato giovanile ai centri sociali, DeriveApprodi, pp. 144, euro 15,00 stamp

    Indiani a Macondo. Il Settantasette a Milano

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    Nato alla fine del 1977 a Milano su iniziativa di alcuni ex membri della disciolta Lotta Continua, tra cui Mauro Rostagno, Macondo è ricordato come l’unico centro culturale milanese capace di accogliere i “riti” creativi di una generazione ormai priva di appartenenze politiche. Tra mostre di fumetti, reading poetici e concerti, il circolo contribuì a far emergere nei giovani la consapevolezza di un nuovo paradigma storico: con la performance La vendita del ’68 – durante la quale i macondini misero all’asta i “cimeli” cari ai giovani extraparlamentari nati dalle contestazioni sessantottine – si sancì, a dieci anni di distanza, la fine di un’epoca culturale e l’apertura verso gli anni Ottanta, segnati dal travoltismo, dal pensiero debole e dal riflusso. Con un racconto vivido e documentato, Andrea Capriolo restituisce il senso di un’esperienza collettiva che, seppur breve, ha lasciato un’impronta duratura nella cultura non solo milanese

    Sinistre a confronto. Berlinguer e il suo tempo

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    Questo volume raccoglie gli esiti di un ciclo di lezioni e incontri organizzati presso l’Università degli Studi di Milano all’interno del corso Produzione artistica e società industriale, nell’ambito del progetto Berlinguer e gli altri. Comunicazione politica e produzione visiva nel sistema delle sinistre italiane dagli anni Settanta agli anni Ottanta, cofinanziato dalla Fondazione di Studi Storici Filippo Turati e dalla Struttura di missione anniversari nazionali della Presidenza del Consiglio dei Ministri. Attraverso interventi di studiosi e testimoni diretti, il libro esplora la dimensione visuale della comunicazione politica nel periodo berlingueriano, intrecciando l’analisi della grafica istituzionale del PCI con le istanze delle organizzazioni movimentiste, giovanili e femministe. Dall’iconografia dei manifesti di partito alle pratiche serigrafiche ispirate al Maggio francese, dalla rilettura dei rapporti tra arte e femminismo al racconto dei festival giovanili e delle loro contraddizioni, i saggi propongono un’indagine critica che illumina tensioni, convergenze e divergenze nella cultura politica visiva degli anni Settanta. Muovendosi tra storia, arte e politica, il volume offre nuovi spunti di riflessione sulle trasformazioni sociali e comunicative che hanno attraversato la sinistra italiana nel secondo Novecento
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