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"Il Niger e la sfida delle migrazioni internazionali. Una ricerca sul campo su mobilità umana, sindacato e società civile"
Migrare è sempre stata una sfida: oggi, più che mai. Bene lo sanno le comunità di partenza che chiamano i giovani e i meno giovani migranti dei villaggi dell’Africa Occidentale aventuriers et exodants. Avventura ed esodo che assumono, nell’attuale panorama delle migrazioni, un significato più netto di prova, di rito di passaggio, ma anche di destino poco governabile. Ne rendono conto in questo volume da un lato i saggi sulla migrazione da lavoro femminile a Niamey, i mutamenti nelle rotte migratorie, le migrazioni forzate di ritorno dall’Algeria, i rimpatri (in)volontari e le politiche di contrasto alla migrazione irregolare - frutto di una ricerca sul campo realizzata nell’ambito del progetto di cooperazione internazionale “Focal points sindacali per le migrazioni presso l’Ustn” promosso da Cgil, Cgil Emilia-Romagna e Nexus Emilia-Romagna, in collaborazione con il sindacato nigerino Ustn e la Rete sindacale migrazioni mediterranee e subsahariane (Rsmms) – dall’altro le testimonianze della società civile e del mondo del lavoro africani. Tra queste pagine si troveranno racconti di persone che sono taglieggiate alle frontiere, che vengono respinte, che sono sfruttate, che pur di continuare il loro viaggio migratorio cambiano strada e si insinuano nelle pieghe del grande deserto che tutto inghiotte. Molte decisioni sono state prese per arrivare a questa situazione di violazione di piccoli e grandi diritti umani. Decisioni prese lontano dai villaggi di origine degli exodants, ma avallate dai governanti locali. Decisioni che incidono sulla vita degli uomini e delle donne che si incontrano nei luoghi di questa ricerca. Uomini e donne che non hanno i permessi per partire, per restare, per lavorare. Uomini e donne ai quali non è permesso di scegliere un viaggio sicuro e una destinazione accogliente. È un deserto senza approdo ciò che molto spesso li attende. È una metropoli inospitale il luogo dove cercano di portare avanti la loro vita o dove si riposano in attesa di riprendere la strada. Il cammino si fa all’andare, ma gli uomini e le donne avventurieri della migrazione, spesso lo fanno a ritroso, come in un eterno gioco dell’oca desertico senza oasi
"Vecchie e nuove piste: la rinnovata centralità di Agadez"
Questo contributo nasce da una missione di nove giorni ad Agadez, nell'ambito di un progetto di ricerca in Niger iniziato nel 2018.La presenza straniera nella città, storicamente ben accetta, oggi appare come
un fardello che sta affossando l’economia urbana, creando delle
tensioni e delle manifestazioni di razzismo, fino a pochi anni fa impensabili
"L'emozione nella geopolitica"
Le emozioni sono da alcuni decenni parte della dimensione geopolitica e - secondo l'approccio della critical geopolitics - ciò può essere letto in una prospettiva sia locale che internazionale. L'articolo mira a esemplificare queta considerazione attraverso recenti eventi correlati alle migrazioni e all'enfasi mediatica
Il Niger e le nuove frontiere d'Europa. Una ricerca su migrazioni e lavoro nell'Africa Subsahariana
Lavorare in Niger è un privilegio. Lo è per i nigerini, che vivono nel Paese più povero del mondo, che offre poche opportunità e precarie condizioni di lavoro. Lo è per i migranti, ingabbiati dalle politiche fatte proprie dal Niger, promosse da Stati che oggigiorno vedono il migrante come mero oggetto economico da sfruttare o come “invasore” e “ladro”. E lavorare in Niger è diventato un vero privilegio per chi vi realizza azioni di cooperazione internazionale e di ricerca, perché dal punto di osservazione che offre il Niger il mondo appare diverso. Un Paese di mobilità e transito storici si è trasformato in una delle nuove frontiere dell’Europa. Frontiere porose, ma anche troppo controllate, che fanno incespicare, cadere, soffrire e morire persone alla ricerca di una chance di vita migliore. Guardare le migrazioni dal Niger significa osservare la deriva dei migliori sistemi di diritto e dei principi di convivenza civile e lo sfaldamento culturale ed etico. I nostri. “Il Niger e le nuove frontiere dell’Europa” offre una lettura di come, in Niger, migrazioni e lavoro siano al contempo concetti legati e slegati, accomunati da una progressiva erosione dei diritti, riflesso di processi mondiali. Attraverso interviste e incontri ravvicinati con protagonisti istituzionali, sindacali, lavoratori e lavoratrici migranti il libro decostruisce l’ossessione dell’invasione africana e ci richiama al basilare principio che ampliare l’applicazione dei diritti non significa doverli sottrarre a chi ne gode già, come vagheggia chi respinge l’idea della naturale mobilità umana. Questo in sintesi quanto proposto dai testi contenuti in questo volume dove vengono rivisti e ampliati i risultati di una ricerca realizzata grazie al progetto di cooperazione internazionale realizzato da CGIL, CGIL Emilia Romagna, Nexus Emilia Romagna, Union des Syndicats de Travailleurs du Niger (USTN), Rete Sindacale Migrazioni Mediterranee e Subsahariane (RSMMS), dal titolo “Focal Points sindacali per le migrazioni presso l’USTN”. Il Niger era ricordato per i paesaggi cinematografici e per il transito della Parigi-Dakar o delle carovane del sale, oggi è diventato uno dei crocevia delle contraddizioni del mondo globalizzato.Working in Niger is a privilege. It is so for the Nigerians, who live in the poorest country in the world, which offers few opportunities and precarious working conditions. It is so for migrants, caged by the policies adopted by Niger, promoted by states that today see the migrant as a mere economic object to be exploited or as an "invader" and "thief". And working in Niger has become a real privilege for those who carry out international cooperation and research actions, because from the point of view that Niger offers, the world looks different. A country of historic mobility and transit has turned into one of Europe's new frontiers. Porous, but also too controlled borders, which cause people to stumble, fall, suffer and die in search of a better chance of life. Looking at migrations from Niger means observing the drift of the best legal systems and principles of civil coexistence and cultural and ethical disintegration. Our. "Niger and the new frontiers of Europe" offers a reading of how, in Niger, migration and work are at the same time linked and unrelated concepts, united by a progressive erosion of rights, a reflection of world processes. Through interviews and close encounters with institutional protagonists, trade unions, migrant workers, the book deconstructs the obsession with the African invasion and reminds us of the basic principle that expanding the application of rights does not mean having to take them away from those who already enjoy them, as they dream who rejects the idea of natural human mobility. This is a summary of what is proposed by the texts contained in this volume where the results of a research carried out thanks to the international cooperation project carried out by CGIL, CGIL Emilia Romagna, Nexus Emilia Romagna, Union des Syndicats de Travailleurs du Niger (USTN) are reviewed and expanded. , Trade Union Network for Mediterranean and Sub-Saharan Migration (RSMMS), entitled "Trade Union Focal Points for migration at the FSO". Niger was remembered for its cinematographic landscapes and for the transit of Paris-Dakar or salt caravans, today it has become one of the crossroads of contradictions in the globalized world.
 
Confini porosi, spazi di frizione, luoghi in transizione: l’Europa e le migrazioni internazionali
Editoriale del numero speciale della rivista curato con Anna Maria Vitale e Anna Maria Zaccari
"Imprenditorialità, mercati e commercio dei migranti in Italia. L'esperienza dell'area napoletana"
L'esperienza del territorio napoletano
Il lavoro autonomo dei migranti gioca un ruolo importante nella trasformazione dei luoghi
di arrivo. Ciò è spesso prodotto dalla necessità di superare il blocco della mobilità sociale
a causa della mancanza di reali opportunità dei migranti e / o del riconoscimento del loro
competenze. Questo documento indaga la relazione tra commercio e imprenditorialità
riguardo all'esperienza dei migranti nell'area metropolitana di Napoli. Principalmente
si concentra sul centro della città di Napoli fornendo alcune istantanee più o meno formalizzate
aree di mercato, nonché le aree di concentrazione dell'attività imprenditoriale gestita
da lavoratori stranieri.Entrepreneurship, Markets and trade of migrants in Italy.
The experience of the Naples area
Migrants’ self-employment plays an important role in the transformation of the places
of arrival. This is often produced by the need to overcome the blocking of social mobility
due to the lack of migrants’ real opportunities and/or the recognition of their
skills. This paper investigates the relationship between trade and entrepreneurship
with regard to the migrant experience in the metropolitan area of Naples. It mainly
focuses on the city centre of Naples providing some instantiations of more or less formalised
market areas, as well as the concentration areas of entrepreneurial activity run
by foreign workers.L’Esprit d’entreprise, les marchés et le commerce des migrants
en Italie. L’expérience de l’aire urbaine de Naples
L’auto-emploi des immigrés joue un rôle important dans la transformation des lieux
d’arrivée. Il s’agit d’un mode d’accès au marché du travail généré par la nécessité de
surmonter le blocage de la mobilité sociale en raison de l’absence de réelles opportunités
pour les migrants et / ou la reconnaissance de leurs compétences. Cet article
explore la relation entre le commerce et l’esprit d’entreprise, avec un accent particulier
sur le commerce, en ce qui concerne l’expérience des migrants dans l’aire urbaine de
Naples. Il se concentre principalement sur le centre de la ville de Naples, en fournissant
les premières indications pour ces zones de marché plus ou moins formalisées,
ainsi que les zones de concentration des activités commerciales gérées par les travailleurs
étrangers
- …
