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Predittori della spinta alla muscolosità in un gruppo di sportivi: influenze del coach, interiorizzazione di ideali di attraenza e muscolosità e confronto sociale [Predictors of the drive for muscularity in a group of sportspeople: coach influences, internalization of ideals of general attractiveness and muscularity and social comparison]
Obiettivi. Lo studio si è proposto di indagare, in un gruppo di sportivi, il ruolo predittore delle influenze del coach, dell’interiorizzazione degli ideali di attraenza e muscolosità e del confronto sociale, rispetto alla spinta alla muscolosità. Di quest’ultima variabile sono state prese in considerazione entrambe le dimensioni che la caratterizzano, ossia l’atteggiamento che l’individuo nutre verso il raggiungimento di un corpo muscoloso (spinta alla muscolosità-atteggiamento) e il desiderio di ricorrere a comportamenti volti ad accrescere la propria massa muscolare (spinta alla muscolositàcomportamento). Metodo. Ai partecipanti alla ricerca, 162 sportive (età media = 20 anni, SD = 4.51) e 66 sportivi (età media = 36 anni, SD = 11.41), sono state somministrate le versioni italiane delle seguenti scale: Weight-Related Coach Pressure Scale (de Bruin et al., 2007) per la misura delle pressioni del coach relative al peso; Facilitative Coach Behavior Measure (Ladegard & Gjerde, 2014) volta a misurare il grado in cui i comportamenti del coach facilitano la prestazione degli atleti; Coaching Behavior Questionnaire (Williams et al., 2003) (solo alle sportive) per misurare quanto i comportamenti del coach attivano l’atleta negativamente (attivazione negativa) o costituiscono fonte di sostegno emotivo (supporto emotivo); Interiorizzazione-Attraenza generale e Interiorizzazione-Muscolosità del Sociocultural Attitudes Towards Appearance Questionnaire-4-revised (Stefanile et al., 2019) volte a rilevare, rispettivamente, l’interiorizzazione degli ideali socioculturali di attraenza e muscolosità; Physical Appearance Comparison Scale (Stefanile et al., 2010) per la misura del confronto sociale relativo all’apparenza fisica; Drive for Muscularity Scale (Nerini et al., 2016) volta ad indagare le due dimensioni che caratterizzano la spinta alla muscolosità, cioè l’immagine corporea orientata alla muscolosità (spinta alla muscolosità-atteggiamento) e i comportamenti volti ad accrescere la propria massa muscolare (spinta alla muscolosità-comportamento). Risultati. Dalle analisi di regressione è emerso che, nelle donne, l’immagine corporea orientata alla muscolosità (spinta alla muscolosità-atteggiamento) risulta predetta in modo statisticamente significativo dalle pressioni del coach relative al peso, dai comportamenti facilitanti del coach, dall’interiorizzazione della muscolosità e dal confronto sociale; negli uomini, tale variabile criterio risulta predetta dai comportamenti facilitanti del coach, dall’interiorizzazione della muscolosità e dal confronto sociale. I comportamenti volti ad accrescere la massa muscolare (spinta alla muscolosità-comportamento), nelle donne, risultano predetti dalle pressioni del coach sul peso, dai comportamenti facilitanti del coach, dai suoi comportamenti di supporto emotivo e dall’interiorizzazione degli ideali di attraenza e muscolosità; negli uomini, risultano predittori statisticamente significativi del desiderio di ricorrere a comportamenti volti ad aumentare la muscolosità solo i processi di interiorizzazione degli ideali di attraenza e muscolosità. Discussione e conclusioni. I risultati dello studio mostrano come le influenze del
coach, i processi di interiorizzazione degli ideali di attraenza e muscolosità e il confronto sociale predicano in modo diverso la spinta alla muscolosità in sportivi uomini e donne. I risultati ottenuti possono essere utili per pianificare interventi di prevenzione e promozione della salute volti a ridurre la spinta alla muscolosità tra uomini e donne che praticano sport. Tali interventi risultano importanti se si considera che una maggiore spinta alla muscolosità correla positivamente con scarsa autostima, depressione, disturbi alimentari e utilizzo di sostanze dopanti
Io non sono i miei muscoli: Influenze socioculturali e Body Compassion in giovani uomini italiani [I’m not my muscles: Sociocultural influences and Body Compassion in young Italian men]
Introduzione. Le influenze socioculturali hanno un impatto significativo sull’insoddisfazione per la muscolosità e sull’attuazione di comportamenti non salutari volti ad aumentare la muscolosità negli uomini (Rodgers et al. 2012). La body-compassion è un costrutto che incorpora immagine corporea e self-compassion (Altman et al., 2017). Sviluppare un atteggiamento compassionevole verso il proprio corpo sembra proteggere le donne da problematiche connesse alla propria immagine corporea (Oliveira et al., 2018). Pochi studi sono stati condotti sulla body-compassion negli uomini. Obiettivi e Metodi. Il presente studio vuole indagare se le influenze socioculturali, attraverso l’interiorizzazione dell’ideale di muscolosità, si associno alla body-compassion in giovani italiani, a tal fine sono state analizzate dimensionalità, attendibilità e validità della Body Compassion Scale (BCS; Altman et al., 2017). 271 uomini (età media=26) hanno compilato un questionario volto a misurare le variabili di interesse. La struttura della versione italiana della BCS è stata indagata attraverso un’Analisi Fattoriale Esplorativa. L’attendibilità è stata esaminata in termini di coerenza interna, la validità divergente mediante la correlazione con l’insoddisfazione corporea. I legami tra influenze socioculturali (pari, media, famiglia e altri significativi), l’interiorizzazione dell’ideale di muscolosità e body compassion sono stati testati attraverso path-analysis. Risultati. La BCS presenta una struttura trifattoriale analoga alla versione originale. Affidabilità e validità risultano molto buone. La path analysis mostra relazioni indirette significative tra pressione della famiglia e dei pari e body-compassion, entrambe mediate dall’interiorizzazione dell’ideale di muscolosità. Conclusioni. Tali risultati oltre a dimostrare l’applicabilità della versione italiana della BCS alla popolazione maschile, illustrano come influenze socioculturali e interiorizzazione di un ideale muscoloso si associno all’immagine corporea positiva. Famiglia e pari risultano essere referenti salienti per l’interiorizzazione di determinati canoni estetici e incidono negativamente sugli atteggiamenti compassionevoli verso il proprio corpo. È su tali referenti che dovrebbero dunque focalizzarsi interventi volti alla promozione di un’immagine corporea positiva negli uomini
Body Compassion Scale: Uno studio di validazione nel contesto italiano
Negli ultimi anni grande attenzione è stata rivolta agli aspetti che caratterizzano un’immagine corporea positiva (Smolak & Cash, 2011). La validazione di strumenti di misura che aiutino a comprendere le caratteristiche positive, adattive e salutari dell’immagine corporea risulta dunque particolarmente importante. La Body Compassion Scale (Altman, Linfield, Salmon, & Beacham, 2017) è uno strumento di misura self report volto a rilevare l’atteggiamento di compassion specificatamente nei confronti del proprio corpo. La body compassion è stata teorizzata partendo dalla sovrapposizione tra due costrutti: l’immagine corporea (Cash, 2000) e la self-compassion (Neff, 2003). La scala si divide in tre sottoscale: defusion, common humanity e acceptance. Il presente studio mira a confermare la struttura trifattoriale e l’attendibilità della versione italiana della BCS in un gruppo di giovani donne (N = 200; età media= 22,5; DS = 4,34). I risultati dell’analisi fattoriale confermativa mostrano come la struttura della versione italiana della scala sia in linea con quella della versione statunitense. Il modello fattoriale mostra un buon adattamento ai dati (χ2=388,25 p=0.00; χ2/gdl=1,72; RMSEA=0.06; CFI=0.94) e le tre sottoscale presentano una buona attendibilità. La BCS risulta negativamente correlata con l’insoddisfazione corporea e l’inflessibilità psicologica e positivamente con il benessere psicologico. Tale scala potrebbe rappresentare uno strumento utile sia su un piano applicativo, per guidare e strutturare interventi psicologici volti a promuovere e sviluppare un’immagine corporea positiva, ma anche sul piano della ricerca, al fine di ottenere informazioni sulle modalità con cui gli individui si relazionano con il proprio corpo
My Exposed Body: Psychometric Properties of the Italian Version of the Social Physique Anxiety Scale-7 among Women
Background: Social Physique Anxiety (SPA) is the anxiety resulting from the prospect or presence of the interpersonal evaluation of one’s physique. It is a construct related to body image and body esteem. The Social Physique Anxiety Scale-7 (SPAS-7) is a self-report scale aimed at measuring the degree of anxiety that people experience when others evaluate their physique. Methods: This study aimed to investigate the factor structure (through Confirmatory Factor Analysis followed by multi-group confirmatory factorial analyses), reliability, and convergent validity of an Italian version of the SPAS-7 among a sample of women (N = 520; mean age = 33.5, SD = 10.5). Results: Confirmatory Factor Analysis attested the unidimensional factorial structure of the SPAS-7, which achieved full invariance across age groups. The strength of the inter-relationships between the SPAS-7 and measures of negative (i.e., body dissatisfaction) and positive body image (i.e., body appreciation and body compassion) provided evidence of good convergent validity. The Cronbach’s alpha was very good. Conclusion: According to our results, the Italian version of the SPAS-7 could be a valid and agile instrument for assessing self-presentational concerns associated with body image among Italian-speaking women across age
Tra necessità valutative ed organizzative: prime evidenze sullo “Strumento Integrato per la Valutazione del Benessere Organizzativo”
Introduzione. L’obiettivo del contributo è presentare le proprietà psicometriche di uno strumento breve per la valutazione del benessere organizzativo (Aiello & Tesi, 2016).
Il questionario proposto, che si basa sul Modello Job Demands-Resources, rappresenta un’evoluzione del “Modello di Valutazione dei Rischi Psicosociali (Aiello, Deitinger & Nardella, 2012), e individua le dimensioni chiave nella promozione della salute nei luoghi di lavoro: le richieste lavorative (ad es. carico di lavoro, clima conflittuale, richieste emotive, job insecurity), le risorse lavorative (ad es., autonomia lavorativa, supporto sociale, leadership, carriera, equità) e le risorse personali (ad es. strategie di coping, autostima e autoefficacia).
Metodo. E’ stato somministrato un questionario ad un campione eterogeno di 290 lavoratori proveniente da differenti realtà lavorative con le seguenti scale di misura: “Strumento Integrato per la Valutazione del Benessere Organizzativo”, “Utrecht Work Engagement Scale”, “Regulatory Mode Questionnaire”.
Risultati e Conclusioni. Le analisi fattoriali - esplorativa e confermativa - confermano la struttura fattoriale dello “Strumento Integrato per la Valutazione del Benessere Organizzativo”. Le analisi di correlazione e regressione evidenziano un’adeguata validità concorrente e discriminante. L’alpha di Cronbach è adeguata. Lo strumento proposto si dimostra come una valida e attendibile misura delle principali dimensioni che concorrono al benessere organizzativo. La brevità e semplicità di somministrazione, unita alla sua esaustività nel fotografare le complesse “convivenze” nei luoghi di lavoro, lo rendono adeguato ad essere impiegato in contesti lavorativi e di ricerca
My body and my health: breast cancer, well-being and positive body image
In Italy, breast cancer survivors are increasing (AIRTUM, 2020). This population reports higher levels of body-image concerns associated with higher psychological distress and lower quality of life (Davis et al., 2020). The purpose of this study is to examine the role of negative and positive body image on well-being and psychological-inflexibility in a sample of breast-cancer-survivors. 114 women who have completed breast-cancer-treatment (±5years), completed a questionnaire to measure the study variables. Hierarchical regressions and any indirect effects were performed. Functionality-appreciation and body-compassion explain a significant percentage of the variance of well-being (34%) and psychological-inflexibility (50%) of the participants. The indirect effect of body-dissatisfaction on well-being and psychological-inflexibility through body-compassion is significant. The results emphasize the relevance of the positive aspect of body-image on well-being and psychological-inflexibility in a group of breast-cancer-survivors. Functionality-appreciation and body-compassion contribute to determine the health-status of these women and could be included in health-promotion interventions to reduce psychological-distress associated with body-image concerns in breast-cancer-survivors
Tu come mi vedi? Commenti del partner circa l’aspetto fisico, immagine corporea e soddisfazione di coppia: uno studio empirico
La presente ricerca si propone di indagare la relazione tra commenti positivi e negativi
sull’aspetto fisico in generale e sul peso corporeo ricevuti dal proprio partner, la soddisfazione
di coppia e l’insoddisfazione corporea individuale. A 82 coppie eterosessuali è stato somministrato
un questionario volto a misurare le variabili oggetto di studio. Le ipotesi della ricerca
sono state testate attraverso una serie di path analysis basate sull’Actor-Partner Interdependence
Model, in modo da cogliere le influenze reciproche tra partner. In entrambi i partner,
ricevere commenti positivi sul peso sembra diminuire l’insoddisfazione corporea. I commenti
negativi su peso e forma corporea ricevuti dalle donne si associano all’insoddisfazione corporea
del partner maschile. Per quanto riguarda la soddisfazione di coppia, i commenti
sull’aspetto generale ricevuti da ciascun partner si associano a soddisfazione diadica, percezione
di comprensione e stima e comunicazione relazionale di colui che li riceve. Nel caso
della self-disclosure tale effetto si osserva solo per le donne; per gli uomini i commenti generali
positivi ricevuti si associno ad una maggiore self-disclosure delle donne. Da un punto di
vista applicativo i risultati suggeriscono come interventi volti a migliorare la soddisfazione di
coppia possano essere diretti a migliorare la comunicazione tra partner anche con riferimento
all’aspetto fisico. Inoltre, interventi che mirano a ridurre l’insoddisfazione corporea in entrambi
i generi dovrebbero considerare il ruolo del partner come fonte significativa di influenza
Invited Response on: ‘‘Letter to the Editor: Predictors of Acceptance of Cosmetic Surgery– Instagram Images-Based Activities, Appearance Comparison and Body Dissatisfaction Among Women’’
This response letter highlights the importance for cosmetic surgeons to take a psychosocial perspective, considering the role of social media influences on the acceptance of cosmetic surgery in young women. Furthermore, through this article we have provided a brief overview of possible interventions useful to prevent the negative influences that social media can have on body image and the acceptance of procedures aimed at modifying one’s body for purely aesthetic reasons
Instagram As A Digital Mirror: The Effects of Instagram Likes and Disclaimer Labels on Self-awareness, Body Dissatisfaction, and Social Physique Anxiety Among Young Italian Women
This study examined the effects of being appreciated on Instagram (numbers of Likes) and knowing whether or not the physical appearance of a person depicted in an Instagram image has been altered (Disclaimer)—on women’s self-awareness, body dissatisfaction, and social physique anxiety, both independently and in combination. The study used a 2 2 between-participants design in which the number of Likes (Low vs. High) and the image Disclaimer (Presence vs. Absence of information about digital enhancement) were manipulated. Participants, 201 Italian women (M=22; SD=3.69), were randomly assigned to the various conditions. Findings showed that participants exposed to an Instagram image with many Likes reported higher body dissatisfaction and social physique anxiety compared to those with few Likes. Moreover, an interaction effect between the Disclaimer and the number of Likes emerged. When many Likes were associated with an Instagram image, the presence of a Disclaimer was found to reduce women’s self-awareness, lowering levels of attentional focus. These findings suggest that increased media literacy training—designed to foster greater awareness of unrealistic aesthetic ideals—could be advantageous for young women. Specifically, in the presence of socially accepted Instagram images, providing information about digital enhancements could lead to a reduction in attentional focus about one’s own appearance
Containment measures against COVID-19 in Italy: the role of Protection Motivation and Values
Background. During the COVID-19 pandemic a lockdown was imposed, and individuals were forced to stay at home with strong limitations in their lives. In this period, the adherence to several anti-contagion measures was the only way to contain the pandemic and overwhelmed healthcare systems until vaccines would be available. Protection Motivation Theory might offer a valid theoretical framework to identify significant predictors of individuals’ motivation to protect themselves from the COVID-19. Through this study we aimed to examine the role of both threat and coping appraisals, together with personal values, in predicting the intention to follow anti-contagion measures among Italian citizens. Method. A total of 415 participants (mean age=33 years; SD=11.67) completed an online survey assessing threat appraisal (perceived threat severity and vulnerability), coping appraisal (perceived response efficacy and self-efficacy), fear of COVID-19, intentions to follow government measures, personal values. Path analysis was performed to examine the relationships among variables. Findings. According to our findings, threat appraisal was positively associated with intentions to follow anti-contagion measures via fear of COVID-19. Coping appraisal and personal values showed a direct and positive association with the intention to follow government measures to avoid the spread of COVID-19. Discussion. Our findings suggest that public health communications might enhance threat and coping appraisal in order to increase the intentions to follow anti-contagion measures among Italian individuals. The role of fear in mediating the relationship between threat appraisal and intentions was confirmed. Furthermore, appeals to values could be useful to increase compliance with COVID‐19 behavioral guidelines
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