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Introduzione
Introduzione al volume che raccoglie le testimonianze dei primi 20 anni di Stella Polare, progetto di accoglienza per donne migranti vittime di tratta aperto nell'anno 2000 in una regione di confine come il Friuli Venezia Giulia per iniziativa del Comitato per i Diritti Civili delle Prostitute. Da allora il percorso si è sviluppato attraverso una fitta rete di collaborazioni con enti e istituzioni verso forme di azione e di politiche a sostegno dell’integrazione sociale per l’inserimento socio-lavorativo delle vittime di tratta e di sfruttamento. Per ricostruire i primi vent’anni di Stella Polare, il volume raccoglie le narrazioni di magistrati/e, giudici, poliziotti, operatrici sociali, mediatori, operatrici legali, assistenti sociali, antropologhe, attiviste e volontarie che sono stati protagonisti e collaboratori attivi nella realizzazione di questa rete anti-tratta. Attraverso il filo narrativo delle loro testimonianze possiamo leggere i vari passaggi storici e segnalare le tappe fondamentali di un processo purtroppo ancora in fieri, rilevando gli snodi critici che hanno modificato il mercato del lavoro sessuale ed i processi migratori, soprattutto nello spazio europeo e nelle aree di frontiera. Diversi sguardi e prospettive professionali ed esistenziali si intrecciano in un racconto corale che restituisce un percorso comune in cui Stella Polare ha continuato ad indicare la direzione nella lotta alla tratta degli esseri umani e la rotta per il percorso di riscatto e di emancipazione da ogni forma di sfruttamento o sopruso dei diritti umani
Recensione di G. Secco, "Mata. La tradizione popolare e gli straordinari personaggi dei carnevali arcaici delle montagne venete"
Recensione al volume sui carnevali alpin
Il Museo della coltelleria di Maniago
Il progetto e il percorso di allestimento della prima sezione del rinnovato Museo dell'arte fabbrile e delle coltellerie di Maniago (PN) ricollocato nell'ex fabbrica di coltelli. Rapporti museo-comunità locale
Ethnos e comunità linguistica: un confronto metodologico e interdisciplinare.
Recensione critica del volume con gli atti del convegno internazionale e interdisciplinare su 'Ethnos e comunità linguistica'
The floating karst flow of migrants as a rite of passage through the Eastern European border
Since the so-called ‘migrant crisis’ in 2015, the Balkan route has resumed its old function as an overland passage from Eastern to Central Europe and the area between Italy and Slovenia has constituted a migratory crossroads towards Northern Europe. In the last two years, there has been a constant increase of rejection policies in Italy and in the Western Balkans that has forced asylum seekers on undercover paths, with stops, blocks, rejections and many attempts to overcome the militarized borders. The article reports the consequences of the new migration policies on the Balkan route toward Italy, with a particular focus on the exclusion and the resistance of migrants that, like karst waters, are changing trajectories and tactics along the road. The Balkans constitute a liminal area where the process of ‘bordering’ is played both by migrants and by European policies. Through the concept of ‘tidemark’ the underground flow of migrants is interpreted as a typical rite of passage with suspended temporality and reflux mobility where the Balkans constitute a ‘waiting room’ and a liminal transit area with a ‘waiting game’ toward Central Europe
Coricama: un progetto di antropologia museale per il Museo dell'arte fabbrile e delle coltellerie di Maniago
Progettazione, allestimento, programmazione e organizzazione del polo museale MAFC- Museo dell'arte fabbrile e delle coltellerie di Maniao (PN), cellula della rete ecomuseale del Friuli occidentale
Congo in Friuli?
Conflitti nella comunità locale di un'area semiperiferia nei dintorni di Udine in seguito all'apertura del primo centro di accoglienza per immigrati in Friuli Venezia Giulia gestito dal parroco Pierluigi Di Piazza
Coricama: lo specchio della comunità
Catalogo del Museo dell'arte fabbrile e delle coltellerie di Maniago; progetto di ricerca, organizzazione, allestimento e divulgazione museografica
Migranti e diritti: dalla nuda vita alla cittadinanza attiva
Le migrazioni internazionali pongono due ordini di problemi sul tema dei diritti umani: uno legato alla mancanza di tutele al di fuori dei confini dello stato-nazionale di appartenenza, che rende di fatto i richiedenti asilo 'apolidi' senza diritti nella fase liminale di attraversamento e fuga verso la protezione internazionale (nuda vita). Il secondo riguarda la possibilità di esercitare i propri diritti da parte di migranti insediati nella vita sociale senza subire forme di discriminazione negativa. L'articolo analizza l'uso di 'community mapping' come strumento di ricerca-azione sperimentato nelle aree transfrontaliere per attivare percorsi di cittadinanza attiva in contesti scolastici eterogenei con presenza di migranti. I processi di mappatura territoriale, oltre a raccogliere dati, visioni e percezioni dello spazio comune, hanno stimolato la costruzione di un senso di appartenenza alla comunità del presente, responsabilizzando ed educando ad un patrimonio culturale partecipato che si basa su pratiche e rappresentazioni condivise
Patrie abbandonate e ricostruite
Senso e significato della madre patria africana per immigrati in Itali
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