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Homo fragilis, cura pretiosa
Il ripensamento del paradigma della cura, inteso in senso ampio (caring function), illumina il nesso interno tra fragilità antropologica ed etica della cura, evitando di declassare quest’ultima a mero atto supererogatorio di generosità facoltativa. Dal riconoscimento della cura come compito etico originario, inscritto nel cuore stesso della fragilità, discendono due corollari: anzitutto, la possibilità di accreditare un paradigma relazionale di “reciprocità asimmetrica”, contro gli opposti estremismi del modello paternalista e di quello contrattualista, che appaiono, in ultima analisi, come forme di individualismo mascherato; in secondo luogo, la possibilità di distinguere e riconciliare un’accezione allargata di cura, come modalità esistenziale di relazione fra persone fragili, e un’accezione ristretta, intesa come pratica terapeutica volta alla soddisfazione di bisogni cui il soggetto non può far fronte da sol
InfinitaMente. Lettera a uno studente sull'università
Complessità della conoscenza e specializzazione dei saperi sono una sfida, nell’epoca della globalizzazione, anche per l’università: comunità e istituzione deludente e magnifica, impegnata pubblicamente nel compito di trasformare una vocazione in una professione, sulla linea di frontiera fra scienza e saggezza, tradizione e innovazione, autonomia e responsabilità. Il libro, concepito come una lettera rivolta a uno studente o una studentessa non troppo immaginari, suggerisce un percorso tra il serio e l’ironico, intrecciando biografia e riflessione, attraverso cinque verbi fondamentali (incontrare, comprendere, ricercare, comunicare, generare), nel segno di un pensiero critico e di un’apertura d’orizzonti, sempre in bilico tra domande grandi e risposte piccole. InfinitaMente
Orbis terrae sicut aquarum congeries: alterità e reciprocità secondo Agostino (De civitate Dei XIX)
Nel libro XIX del De civitate Dei Agostino avvia un confronto con l'etica antica, che si sviluppa attorno attorno a tre fondamentali nuclei tematici: il primo istruisce la questione del sommo bene, con particolare riferimento alla ricerca dei filosofi e alla fragilità dell’esperienza umana; il secondo introduce il tema della pace come tranquillitas ordinis, riscontrabile in termini ontologici nell’intero ordine della creazione e, in termini morali, nella complessità della storia umana; il terzo, infine, porta in primo piano il rapporto tra amore e giustizia, chiamando in causa il tema della concordia nella comunità politica e quello del compimento ultimo della pac
Il corpo tra limite e ferita: la doppia articolazione della cura
Riconoscendo due modi diversi di intenzionare il vissuto corporeo - come limite e come ferita - ne risulta una diversa articolazione della semantica e della pratica della cura: da un lato, il riconoscimento di una fragilità ferita – in senso patologico, psicologico, esistenziale e spirituale – mette in luce una sorta di paradossale anomalia dell’umano, che si sottrae ai due pericoli opposti, di minimizzare il negativo e di massimizzarlo; da un altro lato, La semantica del limite attiene a una condizione di finitezza, di cui è parte integrante il riconoscimento di una insuperabile vulnerabilità. La cura è la risposta propriamente personale alla fragilità umana, che assume il limite non come ostacolo ma come risorsa e presupposto per l’esercizio di una vera solidarietà relazionale, rigettando in origine qualsiasi logica simmetrica – e ultimamente individualistica – della convenienza
Préface
Nel libro di M.-A. VAnnier la figura di Agostino – pastore, teologo e maestro spirituale – è ricostruita attraverso approfondimenti rigorosi e convergenti, sempre corredati da un orizzonte bibliografico molto ricco e pertinente. Mentre la biografia, riletta attraverso la doppia chiave interpretativa della conversio e della formatio, lascia già intravedere stupefacenti orizzonti di senso, l’approfondimento teologico e spirituale trova nello statuto antropologico uno snodo cruciale, nel quale convergono una complessità organica di temi, dalla teologia della creazione alla teologia della redenzione, dall’ecclesiogia all’escatologia. In secondo luogo, il percorso disegnato nel libro restituisce al lettore un pensiero non astratto e atemporale, ma radicato in un contesto storico preciso e proprio per questo capace di entrare in dialogo con altri ordini di problemi e altri autori (da Scoto Eriugena a Anselmo di Canterbury, da Ugo di S. Vittore a Bonaventura e Meister Eckhart...). L’autrice è ben consapevole dell’immensa eredità culturale e spirituale di Agostino attraverso i secoli: non solo il Medioevo e l’epoca moderna ma anche il pensiero contemporaneo; una consapevolezza che si traduce in riferimenti sempre calzanti e puntual
Trascendentalità, intersoggettività e vita morale
Carmelo Vigna connects the classical reflection about the transcendental with the modern and
contemporary attention to the topics of intersubjectivity in a doubly interesting way: on the
historiographic level, it offers an original link between classical ontology, ethical recognition and
philosophy of the person; on the theoretical level, it elaborates the notion of transcendental as
essential intersubjectivity, in the perspective of a onto
-ethics
Riduzionismo e complessità. Ritrovare l'umano, umanizzare la cura
Il volume tematizza la questione della cura attraverso una discussione critica del riduzionismo e propone nuovi modelli etici ed epistemologici capaci di comprendere, e non solo spiegare, la complessità. Contributi di: A. Da Re; M. Buzzoni; C. Danani; L. Tesio; F. Giunta, I. BIlleri; E. Adrario; M. Marinelli; D. Pagliacci; R. Mancini; E. Pulcini; G. Giglioni; M.-T. Russo; S. Pierosara; prefazione di M. Mercati; invito alla lettura di L. Alici, S. Pierosara
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