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    Convivenza civile: una prospettiva filosofico-culturale,

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    Interrogandosi sul futuro della convivenza, il saggio tematizza la qualità etica dei legami interumani che possono garantire una convivenza civile ispirata al bene comune. In tale prospettiva, ponendo a confronto il paradigma classico e quello moderno, ci s’interroga sullo statuto “naturale” o “artificiale” di tali legami e sul senso ultimo del “civile”, il quale indica quella complessa stratificazione di mondi vitali, forme d’amicizia, comunità locali, reti di associazioni elettive, for profit e non profit, che si sedimentano in un una struttura reticolare di pratiche virtuose e condivise. Posta al cuore di questo “mondo comune”, la dimensione “civile” assolve una preziosa funzione di cerniera fra persone e istituzioni, sulla base di un circolo virtuoso di competizione e cooperazione, che coniuga in una sintesi sempre nuova il buono e il giusto, la gratuità del dono e la reciprocità dello scambio

    Il modello di architettura

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    Il Bollettino AAA/Italia (associazione nazionale archivi di architettura contemporanea) n. 10 del 2011 è dedicato al modello di architettura, da indagare nella complessità e varietà del suo impiego e delle sue forme. Come strumento dell’architetto per l’ideazione e la costruzione del progetto, come rappresentazione tridimensionale per la committenza, come strumento per verifiche e test delle strutture, nell’impiego per la didattica delle scuole e dei musei e per una più agevole comunicazione nelle occasioni espositive. Esaurita la sua funzione primaria, il modello di architettura assume il valore di documento della storia del progetto e della costruzione, entra negli archivi degli studi professionali, dei committenti oppure confluisce nelle collezioni dei musei e delle università, sollevando problemi di corretta esposizione, di conservazione, catalogazione, restauro. Sulle basi di queste considerazioni, Antonello Alici e Giuliana Ricci, hanno raccolto saggi e contributi descrittivi dalla rete degli archivi e musei di architettura italiani

    Riduzionismo e complessità. Ritrovare l'umano, umanizzare la cura

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    Il volume tematizza la questione della cura attraverso una discussione critica del riduzionismo e propone nuovi modelli etici ed epistemologici capaci di comprendere, e non solo spiegare, la complessità. Contributi di: A. Da Re; M. Buzzoni; C. Danani; L. Tesio; F. Giunta, I. BIlleri; E. Adrario; M. Marinelli; D. Pagliacci; R. Mancini; E. Pulcini; G. Giglioni; M.-T. Russo; S. Pierosara; prefazione di M. Mercati; invito alla lettura di L. Alici, S. Pierosara

    "De agone christiano". Interiorizzazione del conflitto

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    Un’interpretazione agonica della vita cristiana disegna un filone importante del pensiero moderno, da Pascal a Kierkegaard. La fonte di queste interpretazioni va ricercata nel De agone christiano di Agostino: considerata in se stessa, questa può apparire una piccola opera del tutto secondaria, soprattutto per uno certo sbilanciamento tra la promessa che s’indovina nel titolo e la sua effettiva elaborazione tematica. A una prima parte, infatti, che apre questioni rilevanti di ordine etico, antropologico e spirituale, mantenute quasi sempre da una dominante finalità catechetica ad uno stadio di accenni appena sviluppati, segue una seconda parte in cui i contenuti teologici, prevalentemente di natura dogmatica ed ecclesiologica, cedono il passo ad un elenco piuttosto asciutto di eresie e tendenze scismatiche, contro le quali l'Autore intende mettere in guardia. Tuttavia, il messaggio che viene elaborato assume ben presto un valore che influenza profondamente la tradizione cristiana: la fede è un cammino arduo, difficile, paragonabile ad un combattimento, in cui la corona della vittoria non è effimera ed è realmente assicurata da Dio, che non è direttamente coinvolto in tale lotta, anche se ha voluto essere fino in fondo al nostro fianco. Anche in quest’opera, l’Autore non rinuncia a prospettare la complessità della vita cristiana, invitando a riconoscere le radici autoimplicative della lotta interiore e i piani diversi in cui deve estendersi: essa infatti attraversa la fede, la speranza, la carità; è lotta morale e insieme intellettuale tra il bene e il male, così come tra il credere e il comprendere. Ma nello stesso tempo investe il piano individuale e quello comunitario: la grandiosa fenomenologia storica dei duo amores sembra già cominciare la sua feconda e sotterranea fase di gestazione

    Crisi dell’antropologia e infinito della persona

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    La tesi che Jacques Maritain poneva all’inizio di Umanesimo integrale, facendola risalire ad Aristotele («Proporre all’uomo soltanto l’umano... è tradire l’uomo e volere la sua infelicità»), può essere preceduta da una domanda preliminare: è possibile invocare un orizzonte “soltanto umano”, se smettiamo di chiederci chi è l’uomo? Una importante tradizione di pensiero vedo in un paradossale punto di tangenza di finito e infinito le radici di una sproporzione originaria, in cui si riassume lo statuto irriducibile dell’umano “non-soltanto-umano”. Solo obliterando questa non coincidenza del sé con se stesso, rispetto ad una finitezza stabilizzata e compiuta, la proiezione infinita della persona può essere estromessa dall’edificio antropologico come un corpo estraneo, figlio di un’epoca ormai tramontata

    Oltre la pandemia dell'individualismo

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    C’è una analogia fra il contagio virale della pandemia e il contagio globale di un individualismo fuori controllo, che sembra aver subìto un’analoga mutazione genetica, trasmettendo l’attaccamento ossessivo ai propri egoismi anche agli alveoli dove avviene lo scambio tra pubblico e privato. La differenza dell’essere umano si manifesta soprattutto nella sua capacità di oltrepassare le frontiere; mentre l’evento del salto evolutivo può essere un’eccezione catastrofica a livello biologico, per gli umani è la regola e il segno dell’eccellenza. Ma il guadagno dell’autonomia ha sempre un prezzo in termini di corresponsabilità

    L’énigme de l’origine et la genèse du sens

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    Le but de cette intervention est de chercher à mettre au point la corrélation profonde entre ontologie, sémantique et éthique dans la pensée de l’évêque d’Hippone. Cette corrélation peut être thématisée en essayant de se demander s’il est possible d’expliciter un lien interne entre le début de l’être et la genèse du sens ; devant un thème aussi ample et important, qui pourrait s’appeler l’énigme de l’origine, il faudra se limiter, en ce lieu, à développer sous forme schématique la question, en essayant de suggérer quelques lignes d’approfondissement, surtout dans l’ordre du lien interne entre métaphysique et herméneutique, qui soutient l’édifice tout entier de la réflexion augustinienne et que la pensée contemporaine semble au contraire considérer comme une antithèse inconciliable

    Agostino e le radici della libertà

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    La riflessione agostiniana intorno al rapporto tra libertà e libero arbitrio è analizzata alla luce di due approfondimenti etico-antropologici: il rapporto tra bene ontologico e male morale; lo schema triadico essere /conoscere / volere che rilegge lo statuto antropologico alla luce dell'analogia trinitari

    Invito alla lettura

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    Posta dinanzi all’esperienza di una sproporzione umanamente irriducibile fra la felicità e il dolore, la riflessione filosofica ha scoperto che c’è molto di più che una smodata insaziabilità o una insoddisfazione cronica dentro questo avvertimento; siamo dinanzi ad una vera e propria anomalia antropologica, che può riassumersi nel paradosso di una felicità infelice, nel quale finito e infinito si toccano. Un paradosso indecifrabile e insieme irrinunciabile per la dignità stessa dell’umano; il prezzo per la riduzione dello scarto appare sempre troppo alto: equivale a mortificare la proiezione infinita del desiderio e, con questo, a depotenziare quell’istanza di appagamento totale in cui consiste il valore aggiunto della felicità rispetto al lessico circoscritto e umano-troppo-umano del piacere, della gioia, della soddisfazione, che si accontentano di riciclare al ribasso di tre parametri kantiani dell’extensive, dell’intensive e del protensive. Per restare fedele alla sua vocazione anomala alla felicità, l’umano deve costantemente mantenersi all’altezza di una promessa che la felicità stessa, tuttavia, non può mantener

    "Povera, ma libera". La Chiesa e la profezia incompiuta del Concilio

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    L'analisi che Rosmini sviluppa ne "Le cinque piaghe" della Chiesa anticipa alcune categorie portanti del Concilio Vaticano II, fra tradizionalismo, riformismo e pluralism
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