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    Precarietà abitativa e processi di filtering: la casa in affitto per la popolazione straniera in Italia

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    Precarietà abitativa e processi di filtering: la casa in affitto per la popolazione straniera in Itali

    Per un’analisi socio-spaziale del territorio. Un’introduzione

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    Il volume nasce nell’ambito di un insegnamento di Sociologia urbana all’interno del quale era stata prevista un’attività seminariale che intendeva rispondere ad un’esigenza didattica prioritaria: mostrare agli studenti la poliedricità di studi e ricerche che si collocavano nell’ambito della disciplina e al contempo evidenziarne la comune opzione euristica, andando oltre la prima impressione di un cumularsi magmatico di filoni di ricerca. Coinvolgendo giovani ricercatori, l’attività seminariale non intendeva pertanto focalizzarsi su uno specifico oggetto di ricerca, da approfondire nei diversi incontri previsti, ma richiamare l’attenzione sulla valenza esplicativa della dimensione territoriale nella comprensione di una molteplicità di fenomeni sociali anche laddove questa non era immediatamente evidente e spesso non adeguatamente riconosciuta. Si trattava, per gli studenti coinvolti, di cogliere il filo rosso che univa i diversi contributi presentati nel seminario e ora pubblicati in questo volume. Oltre a testimoniare la pluralità e ricchezza degli studi territoriali, le ricerche illustrate nel volume hanno il pregio e il merito di concentrarsi sugli aspetti spaziali e territoriali delle diverse forme sociali studiate cogliendone la dimensione materiale contribuendo al contempo ad una spazializzazione della teoria sociologica. In questa lettura il territorio non emerge come mero sfondo e contenitore di un insieme di processi sociali ma come socialmente strutturato dalle forze in campo e al contempo strutturante le stesse. Nello spazio non si proietta semplicemente la vita sociale che su di esso si appoggia, ma esso stesso è “fattore attivo”

    Mugnano S. Non solo housing. Qualità dell’abitare in Italia nel nuovo millennio. Milano: FrancoAngeli, 2017

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    Come dimostra il suo inserimento nella New Urban Agenda (conferenza Habitat III dell’Onu, Quito, 17-20 ottobre 2016) la questione abitativa è rientrata a pieno a titolo nel dibattito pubblico, riconoscendo la centralità delle dimensioni della sostenibilità, della accessibilità ed inclusività dell’alloggio

    Limiti del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza e questione abitativa post-Covid-19 in Italia

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    The purpose of this paper is to offer a reflection on the Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza through the lens of the housing issue. After decades of substantial absence of a structural policy on housing, the Pnrr certainly llocates significant funding on the issue of housing and urban regeneration yet estimates suggest that the intervention will only cover about one fifth of the entire public housing stock. This will certainly mitigate some of the energy poverty situations which are now affecting the incomes of the most fragile assignees; however, the housing issue is still not systematically addressed, underestimating the measure of consolidation of public housing, considering the effects that the Covid-19 pandemic has brought in terms of poverty and vulnerability of some portions of the population. Moreover, the actual impact on housing and household targeting is not indicated and the contribution to Erp is estimated in very approximate terms. Furthermore, there is a great variety of strategies and targets that intercept the housing issue, without really dealing with it

    From housing deprivation to housing policies. Distinctive elements in the territory

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    Within the framework of the activities of the H2020 MICADO (Migrant Integration Cockpits and Dashboards) project, this volume brings together a set of contributions on contemporary housing, which represents one of the areas, although not the only one, in which migrants experience a condition of major vulnerability compared to the native population and that hinders their full integration in their new living context and full social participation. Migrants’ request for housing is part of the broader context of housing-related problems still unresolved in our country: although they share most of the difficulties encountered by the most vulnerable segments of the native population, at the same time they face a set of additional disadvantages induced by the institutional system, linked to their precarious legal status, and by the market. This contribution, organized in three thematic sessions (Local models and processes of ethnic residential segregation; From housing deprivation to housing policies. Distinctive elements in the territory; Housing rights, migrant integration, and the role of ICT solutions), analyzes housing needs both from a theoretical point of view, to prompt insights into the distinctive features of the new housing issue, but also by reporting the findings of empirical research that can provide elements of evaluation and methodological indications on the topic

    Living in a rental in Bologna between housing dynamics and migration trends

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    Living in a rental in Bologna between housing dynamics and migration trend

    Dinamiche abitative e implicazioni territoriali

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    La città di Bologna è una realtà urbana oggi fortemente attrattiva: la storica presenza dell’università, le opportunità lavorative, la qualità dei servizi, il turismo di massa ma anche quello sanitario, sono tutti elementi che contribuiscono alla sua crescita. Dal 2008 a oggi la popolazione residente ha registrato un incremento percentuale pari a quasi il 4 per cento e nello stesso periodo la popolazione straniera residente è aumentata di oltre il 50 per cento. Tutte queste dinamiche rischiano di contribuire alla creazione di una forma di «esclusione abitativa strutturale» e di configurare forme di spazializzazione delle popolazioni sul territorio. Il modo in cui queste popolazioni trovano posto nel territorio ha poi inevitabilmente impatto sul sistema “quartiere” che, soprattutto laddove “popolare”, rischia sempre più di diventare una sommatoria di fragilità e di diversità, dove peraltro le popolazioni convivono senza necessariamente entrare in contatto. Le aree a forte connotazione ERP sono infatti tra quelle individuate come potenzialmente maggiormente fragili dal Comune di Bologna. Il rischio di periferizzazione, che implica la riproduzione di meccanismi di spazializzazione, segregazione e marginalizzazione all’interno dello spazio urbano, è certamente uno dei punti focali a cui prestare nel futuro prossimo un’attenzione particolare. La città di Bologna presenta quindi ancora tanto terreno su cui lavorare perché tante sfide sono ancora da superare e nuove continuano a presentarsi all’orizzonte

    Diseguaglianze e discriminazioni nell'accesso alla casa della popolazione straniera

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    In questo contributo si è tentato di disegnare un quadro delle diverse diseguaglianze e discriminazioni a cui sono esposti i migranti nell’accesso alla casa, assunto quale ambito di osservazione specifico delle condizioni di vita della popolazione di origine straniera. La condizione abitativa, articolata ed eterogenea e non riconducibile ad un unicum, può essere ricondotta e letta all’interno di quel processo di inclusione parziale e differenziale dei migranti nel governo delle migrazioni. Al di là del binomio inclusione/esclusione in un sottosistema specifico, il concetto di inclusione parziale e differenziale può rappresentare un’utile chiave di lettura per la comprensione del proliferare di situazioni in cui non si è del tutto inclusi né del tutto esclusi e del moltiplicarsi delle posizioni in ambito abitativo. I dati illustrati nel contributo evidenziano che l’inclusione nella sfera abitativa può essere soggetta a gradi diversi di stratificazione, discriminazione, segmentazione, subordinazione nell’accesso al “bene casa”. Lo status giuridico, l’anzianità del percorso migratorio, la nazionalità di provenienza e la collocazione dell’immobile occupato contribuiscono a differenziare la condizione abitativa degli stranieri, sebbene siano osservabili marcate diseguaglianze rispetto agli autoctoni e multiple forme discriminazioni a cui questa quota di popolazione è quotidianamente esposta, che rimandano ad una generale condizione di subalternità nell’ambito abitativo. Questa parziale e differenziale inclusione de facto nell’accesso alla casa ha ricadute importanti non solo sulla qualità della vita della persona e del suo nucleo familiare ma anche sulla stessa possibilità di risiedere in posizione regolare sul territorio italiano in quanto caratterizzata da una persistente instabilità e incertezza, indipendentemente dal titolo di godimento dell’alloggio in cui risiede

    Welcoming and Generative Local Welfare as an Agent for Territorial Development: A Case Study from Southern Italy

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    In Italy, shrinking regions cover more than 60% of the national territory. Although these areas are in demographic and economic decline (Accordo di Partenariato, 2014), many resilient initiatives have been developed over the years (Moss, 1996; Meloni, 2015). Among these experiences, several are aimed at welcoming the migrant population (Corrado, 2013), becoming privileged spaces for more equitable and inclusive modes of territorial regeneration (Van der Ploeg et al., 2003; Oostindie et al., 2010). Drawing upon these premises, the paper intends to reflect on the presence of non-EU migrants in shrinking Italian areas and on their role in local sustainable development. The contribution presents some of the first results of the Horizon 2020 project “WELCOMING SPACES”, with a specific focus on the municipality of Camini, one of the most shrinking areas in Southern Italy, to highlight how migration can lead to local development and rural regeneration processes. Camini is a good case study, as the reception centre managed by the social cooperative ‘JungiMundu’ hosts 118 migrants out of a total population of 810. Thanks to the presence of this number of people, several public services (i.e., post office, school, etc.) have been (re)activated. In the first part of this article, we introduce the case study, while in the second part, we reflect on how the reception of migrants contributes to the implementation of collective and public services for the whole community. The increase in population, both in terms of newcomers and Italian returnees, has also allowed for the regeneration of the village, economically and socially, creating connections between different cultures and traditions that had almost disappeared
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