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    La poesia degli scartafacci. Su Alessandro Fo

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    Nel panorama delle recente poesia italiana, Alessandro Fo rappresenta al tempo stesso un caso emblematico e un’eccezione : i suoi versi offrono infatti l’esempio più coerente di un diffuso “crepuscolarismo al quadrato”, e al tempo stesso utilizzano questo paradigma per spremere dal confronto umoristico e straniante tra indici culturali lontani anni luce un’autenticità di ritorno – un’autenticità solo apparentemente frivola e in realtà consistente in un insistito, ubiquo memento mori

    La poesia degli scartafacci. Su Alessandro Fo

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    Nel panorama delle recente poesia italiana, Alessandro Fo rappresenta al tempo stesso un caso emblematico e un’eccezione : i suoi versi offrono infatti l’esempio più coerente di un diffuso “crepuscolarismo al quadrato”, e al tempo stesso utilizzano questo paradigma per spremere dal confronto umoristico e straniante tra indici culturali lontani anni luce un’autenticità di ritorno – un’autenticità solo apparentemente frivola e in realtà consistente in un insistito, ubiquo memento mori

    Geometria e fisica

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    Breve commento alla poesia di Alessandro Fo "Geometria e fisica

    Alessandro Fo and Antonio Pane are waiting for the barbarians

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    Alessandro Fo és catedràtic de llatí de la Universitat de Siena, però sobretot és un poeta i traductor molt valorat a Itàlia, per bé que gairebé desconegut a casa nostra. Aquest article, a banda de presentar lʹautor, pren un dels seus poemes, Aspettando i barbari, per resseguir el joc intertextual que planteja Fo entre ell mateix, el poeta Antonio Pane, Kavafis i dʹaltres autors de la literatura universal. Sʹhi poden llegir, a més, les primeres traduccions catalanes de dos dels seus poemes.Alessandro Fo is a Latin professor at the University of Siena. However, most importantly, he is a well known poet and translator in Italy, although almost unknown in our country. This article, in addition to introducing the author, selects one of his poems, Aspettando i Barbari, to follow the intertextual relationship that Fo poses between himself, the poet Antonio Pane, Kavafis, and other authors of universal literature. Additionally, the first Catalan translations of two of his poems are provided

    Attracco nella baia di Noli

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    Commento della poesia di Alessandro Fo "Attracco nella baia di Noli (frammento immaginario del De reditu, 417 d.C.)

    Fo e Catullo (e Caproni) fra traduzione e poesia

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    L'articolo ripercorre l'attività di traduzione e poesia di Alessandro Fo, nei suoi rapporti con la poesia di Catullo e di Giorgio Capron

    L'architettura del ‘casto’ libro ottavo di Marziale: poetica epigrammatica, tessitura tematica e dispositio carminum

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    In the prefatory epistle of the VIII book, Martial states that the new libellus will celebrate the prince, renouncing the licentia verborum and, at most, interspersing a few poems of a playful character (aliqua iocorum mixtura). In fact, far from being the fruit of an artificial juxtaposition of themes, the book is structured with remarkable compactness and continuity: the register of the celebration of Domitian is matched by the story of the people who enjoy his munificence and by the comic misadventures (above all, though not exclusively) of the ego. This creates a well-articulated poetic device on multiple intertwining levels: this sophisticated structure proves to be perfectly suited to the new epigrammatic poetics that the author gradually displays, in the dedication and metaliterary poems. By exploiting the categories of analysis well developed by Alberto Canobbio (on the two macro-environments in which Martial articulates the literary space, the grande and the parvum), an overview of the structure of the book and an in-depth analysis of some key poems (8, 1; 3; 55; 73; 82) are proposed

    Il messaggio d'Enea (un momento alto della vita)

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    La prefazione presenta il volume in cui Filomena Giannotti, docente dell'Univ. di Siena, ha raccolto e commentato tutte le testimonianze del grande poeta italiano Giorgio Caproni relative al suo 'incontro' con la settecentesca statua di Enea in fuga da Troia con in spalla il padre Anchise, e per mano il figlioletto Ascanio (opera di Francesco Baratta). Tale incontro avvenne poco dopo la Seconda Guerra Mondiale, in Piazza Bandiera, a Genova, una delle piazze più bombardate d'Italia. Caproni fu sorpreso e commosso di trovarsi davanti proprio Enea, in quella raffigurazione, e in quel momento della Storia d'Italia. Enea divenne per lui il simbolo dell'uomo della sua generazione, solo, con sulle spalle una tradizione vecchia e consunta, e davanti un futuro tutto da costruire. L'incontro divenne così fondamentale, che Caproni continuò a ritornarvi sopra fino ai suoi ultimi giorni, con articoli, testimonianze, e - soprattutto - con il poemetto "Il passaggio d'Enea"
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