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    La ricerca educativa e didattica nelle scuole di dottorato in Italia.

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    La Società Italiana di Ricerca Didattica con la collana Quaderni del Dottorato SIRD intende ribadire il proprio impegno nella formazione dottorale in Italia per contribuire allo sviluppo della ricerca e della riflessione scientifica sulle metodologie e le tecniche della ricerca educativa e didattica, principalmente di natura empirica e sperimentale. Il progetto culturale della collana si propone di favorire il raccordo tra le scuole dottorali e di valorizzare sul piano scientifico i partecipanti, dottorandi e dottori di ri cerca, ai Seminari SIRD. I Quaderni intendono contribuire a fare “massa critica” e promuovere il confronto scientifico tra i dottorati di ambito educativo con riferimento particolare ai settori scientifici PED/03 (Didattica) e PED/04 (Pedagogia sperimentale)

    Presentazione

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    La Società Italiana di Ricerca Didattica (SIRD), come è noto, da molti anni si è adoperata per supportare la formazione dei dottorandi e dei dottori di ricerca, con particolare riferimento ai settori scientifico disciplinari MPED/03 e M-PED/04, e attraverso la stesura del “Manifesto per la ricerca educativa e l’innovazione didattica” ha deciso di porre l’attenzione su otto emergenze educative. La prima emergenza individuata dalla SIRD è relativa al fatto che l’educazione richiede fiducia (SIRD, 2013; Lucisano, 2017). La SIRD, in questa prospettiva propositiva e positiva, ha dedicato nel tempo costante attenzione alle nuove leve di ricercatori sulla base di un disegno coerente volto a dare fiducia, a creare comunità tra le diverse generazioni di persone impegnate nella ricerca, a riconoscere la Comunità scientifica come soggetto con cui confrontarsi, dialogare e poter instaurare una conversazione di crescita e maturazione reciproca in un contesto accademico aperto e plurale. L’appartenenza percepita dai singoli dottorandi e dottori di ricerca in relazione alla propria scuola dottorale o al docente tutor di riferimento, si è progressivamente allargata e ridefinita in rapporto alla più ampia Comunità scientifica di ambito pedagogico e ai settori affini. Il percorso effettuato non è stato facile e il tragitto che resta da completare è ancora lungo, soprattutto in relazione al contesto internazionale, tuttavia la strada intrapresa sembra essere giusta, poiché consente di affrontare le nuove sfide che ci attendono su scala locale e globale in educazione. Per questi motivi è opportuno rammentare in che modo in questi anni la SIRD è intervenuta e quali sono le iniziative che ha deciso di mettere in campo con le proprie forze nonostante le limitate risorse disponibili. a) Organizzazione di Seminari a cadenza biennale, con i dottorandi e dottori di ricerca, a partire dall’anno 2005. b) Organizzazione dei Seminari annuali “La ricerca nelle scuole di dottorato. Dottorandi, Dottori e Docenti a confronto”, dall’anno 2011. c) Presentazione, nel corso dei Seminari annuali, sia di ricerche avviate da parte dei dottorandi del secondo anno, sia di ricerche giunte a conclusione da parte dei dottorandi del terzo anno o dottori, mediante la predisposizione di Poster scientifici (dal 2013). d) Istituzione, nel 2017, dei Premi SIRD, destinati alle opere relative alla ricerca didattica, ricerca empirica applicata alla didattica e ricerca valutativa, “Luigi Calonghi”, “Aldo Visalberghi” e “Mario Gattullo”. e) Avvio, dall’anno 2017, della collana “Quaderni del Dottorato Sird”, dedicata ai giovani ricercatori. f) Istituzione, nel 2018, del Premio “Giovani Ricercatori” per dottori di ricerca, assegnisti e ricercatori a tempo determinato. Premio annuale riservato ai saggi/articoli pubblicati da editori nazionali o internazionali e articoli pubblicati su riviste scientifiche italiane e internazionali relativi alla ricerca didattica e a teorie, metodi e procedure della ricerca valutativa nei diversi contesti educativi

    Anche quella foto acquistò colore

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    È una raccolta di considerazioni pedagogiche radicate in episodi reali ambientati nella Palermo degli anni 90; è l’esempio di come può nascere l’interesse per la ricerca scientifica in ambito pedagogico in seguito ad alcune esperienze di tutoring universitario svolto in modo riflessivo. Un testo che può aiutare molto gli studenti, specialmente nei loro primi mesi di impatto iniziale con la realtà accademica. L’approccio è accattivante, incuriosisce, attira l’attenzione del giovane ventenne perché comunica idee positive sullo studio e sulle relazioni interpersonali mediante brevi, ma frequenti, riflessioni sullo studio universitario

    Intelligenza artificiale a scuola: l'utilizzo di ChatGPT

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    Questo contributo esplora le implicazioni dell’utilizzo dell’intelligenza artificiale (IA) nella scuola, focalizzandosi sugli aspetti positivi e sulle preoccupazioni correlate. Analizziamo il potenziale della IA nel migliorare la personalizzazione dell’insegnamento e come i docenti possano integrarla per ottimizzare processi di insegnamento e valutazione. Inoltre, indaghiamo su come l’impiego di ChatGPT possa arricchire l’ambiente di apprendimento, fornendo strumenti per formare gli studenti ad un utilizzo consapevole di questa tecnologia

    Didattica metacognitiva e apprendimento cooperativo

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    Un modello di insegnamento–apprendimento che si fa carico, in modo esplicito, sia della dimensione disciplinare sia della dimensione affettiva e sociale delle relazioni tra gli attori della scena didattica, è quello dell’apprendimento cooperativo-metacognitivo. L’approccio cooperativo-metacognitivo crea le condizioni per un ambiente educativo idoneo ai bisogni degli studenti e coinvolgente, permettendo, all’interno della classe, un rapporto numerico insegnante-gruppo più vantaggioso; più tempo a disposizione per lo svolgimento dei compiti; più opportunità nei piccoli gruppi per riflettere, rispondere, autovalutarsi, ricevere feedback positivi immediati, aiuti e incoraggiamenti individualizzati, rispetto alla relazione tra l’insegnante e l’intera classe. Nella prima parte del libro si descrivono gli aspetti essenziali della didattica metacognitiva che punta a favorire negli studenti le competenze autoregolative e ad aiutarli a migliorare le loro strategie di studio e di apprendimento e a gestire in modo adeguato tutte le variabili che entrano in gioco nel percorso formativo. Nella seconda parte del libro, centrata sull’apprendimento cooperativo, si fa costante riferimento ad una metodologia didattica che ha dimensioni caratterizzanti quali, la mediazione sociale, l’interdipendenza positiva, la responsabilità individuale e di gruppo, l’uso intenzionale di piccoli gruppi e il lavoro insieme agli altri finalizzati a massimizzare il rendimento personale e collettivo

    Service Learning: una ricerca all’Università

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    La letteratura scientifica, principalmente statunitense, considera il Service Learning (SL) una pratica educativa ad alto impatto (High Impact Practice o HIP) (Brownell, Swaner, 2010; Kuh, 2008), un approccio educativo per migliorare l’apprendimento degli studenti (Chupp, Joseph, 2010). Le recenti direttive ministeriali (MIUR, 2016) hanno aperto una strada per favorire la pratica e la riflessione all’interno delle Università italiane, facendo leva sul potenziale di sviluppo in termini di competenze metodologiche, professionali e sociali. In questa visione, il Service Learning rappresenta il punto di intersezione tra teoria e pratica, tra ricerca e sperimentazione, tra apprendimento come sviluppo delle competenze individuali e condivisione e azione solidale (MIUR, 2016). Se il service learning e problem based, orientato quindi alla ricerca e alla soluzione di problemi reali connessi alla vita della comunità di appartenenza, il ruolo svolto dagli studenti sarà di consulenti (consultants) capaci di adattare in modo flessibile le loro conoscenze alle richieste, ai problemi della comunità al fine di intercettare possibili soluzioni. In questo caso il miglior modo per entrare in contatto con le comunità sarà quello di ascoltare le loro “storie” per individuare i problemi e, insieme, selezionare le soluzioni attraverso l’approfondimento teorico (studio) e la messa in atto (pratica) di strategie risolutive

    La didattica immersiva: la nuova frontiera della didattica

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    The project “Immersive Teaching as a new Frontier of Metacognitive Education”, aims to develop an innovative academic approach through the use of Augmented Reality (AR). The ultimate goal is to increase student engagement, motivation in studying and the quality of learning. This contribution presents the design of a teaching activity that involved students of Educational Methodologies and Training Techniques (60 students) and Educational Technologies (100 students), utilizing Hololens headsets and Hevo Collaboration Softwarein the course of Teaching Methodologies and Techniques of Education (60 students) of Teaching Technologies (100 students) at University of Palermo, thanks to Hololens visors and Hevo Collaboration Software. The aim is to make the student an active protagonist and agent in the immersive environment, through experiential and meaningful learning processes

    Mondi virtuali e realtà virtuale. Un’analisi del fenomeno nella formazione sanitaria

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    Negli ultimi sei anni la realtà virtuale (VR) e i mondi virtuali (VE) sono diventati sempre più tecnologicamente avanzati e molto più accessibili per quel che riguarda l’accesso economico. In sanità essi vengono utilizzati principalmente per cinque scopi: formazione degli studenti; formazione dei professionisti (simulatori); riabilitazione/terapia; cura/diagnosi e gestione del dolore. In questa review abbiamo analizzato 2.252 articoli pubblicati tra il 2012 e il 2019 su PubMed ed abbiamo organizzato gli articoli nelle aree simulazione per studenti; simulazione per specializzandi; simulazione avanzata per professionisti; applicazioni nei campi medico/dentale/infermieristico (soft skills); review e meta-analisi sulle simulazioni o VR e la pianificazione di casi pre-chirurgici/chirurgici o diagnostici. L’utilizzo maggiore riguarda la formazione degli studenti/specializzandi ed il miglioramento delle abilità dei professionisti. Una piccola parte della VR si sta dedicando anche all’insegnamento delle soft skills. Questa analisi dimostra la versatilità di tali strumenti che potrebbero ben essere utilizzati in altre discipline universitarie.In the last six years Virtual Reality (VR) and Virtual Environment (VE) became more technologically advanced and accessible being cheaper. In Healthcare, VR is mainly used for students training, professionals training (simulators); rehabilitation/therapy; treatment/diagnosis and pain management. In this review we analyzed 2,252 articles published between 2012 and 2019 on PubMed and we organized them in sections: simulation for students; simulation for residents/novice; advanced simulation for professionals; application in the medical/dental/nursing field (soft skills); review and meta-analysis on simulations or VR and planning of presurgical/surgical or diagnostic cases. We have found that the greater use of VR is about: students/residents training and professionals skills improvement. A small part of VR is used to teach soft skills. This analysis demonstrates the versatility of these instruments

    Formazione Professionale e lotta alla dispersione scolastica: un caso di studio

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    In questo contributo abbiamo esplorato come si configura l’azione didattica dei docenti che operano nel Centro di Formazione Professionale (CFP), finalizzata alla lotta per la dispersione scolastica, presentando un caso di studio. La vita in un CFP è fatta di relazioni e i formatori dedicano una costante attenzione alla relazione che instaurano con gli allievi, consapevoli che su questo piano si gioca la qualità educativa dell’esperienza di formazione. Per quanto riguarda la raccolta dei dati, i riferimenti principali sono stati l’intervista narrativa focalizzata e l’intervista di gruppo. I materiali così generati consistono dunque nella trascrizione di testi narrativi, centrati sul racconto di episodi di pratica professionale. Sono stati raccolti anche altri materiali: osservazioni di alcune lezioni in aula, materiali elaborati dai docenti, esempi di unità di apprendimento, testi e materiali messi a disposizione dall’Associazione Centro ELIS scuola alberghiera di Palermo. Questi materiali non sono stati fatti oggetto di un’analisi sistematica, ma sono stati preziosi come sfondo su cui collocare i racconti dei partecipanti e dunque hanno contribuito ad una migliore comprensione delle pratiche stesse messe in atto contro la dispersione

    Didattica universitaria e sviluppo delle competenze di scrittura

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    Gli studenti dovrebbero già possedere all'inizio del loro percorso universitario buone competenze di scrittura, ma spesso incontrano notevoli difficoltà, dovute essenzialmente a due motivi: il primo riguarda l'eterogeneità delle scuole secondarie di provenienza; il secondo, l'ambito universitario, nel quale la capacità di scrittura è assunta come acquisita in via definitiva, e non più insegnata né esercitata. Diventa sempre più necessario promuovere percorsi di attenzione e riflessione sull'uso della lingua scritta, in modo da rendere gli studenti consapevoli del suo valore comunicativo, legato alla partecipazione alla vita sociale e intellettuale, all'assunzione di responsabilità, all'impegno a mantenere un'attitudine critica verso se stessi e gli altri. Questo volume evidenzia il valore della scrittura come elaborazione intellettuale, il tema dell'autoregolazione dell'apprendimento, il ruolo del pensiero creativo e critico nei curricoli universitari e l'importanza del saggio argomentativo come tipologia testuale che permette una valutazione accurata della competenza in lingua scritta. Per condurre questa rilevazione le autrici presentano anche una guida operativa, costruita proprio in base alle particolari esigenze dell'università, utilizzabile come base per la formulazione di un piano didattico di intervento
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