12 research outputs found
Italo insolera fotografo
Italo Insolera, storico, urbanista, autore del celeberrimo saggio dal titolo Roma Moderna, è stato anche fotografo. Nel corso della sua vita professionale, Italo Insolera ha scattato migliaia di immagini per i suoi studi di urbanistica e per la stesura dei numerosi Piani che ha firmato come progettista.
Il volume presenta al lettore una selezione del ricco Archivio fotografico, creato nel tempo da Insolera. Sono documentati oltre 200 scatti, che illustrano le periferie romane, l'area archeologica centrale oltre a denunciare l'abusivismo perpetrato ai danni dell'Appia Antica.
Il viaggio attraverso le fotografie di Insolera prosegue documentando anche il Piano per le coste della Gallura in Sardegna e quello per la Dorsale umbra oltre alle immagini scattate a Parigi tra gli anni '50 e '60, a Tunisi e a Samarcanda, in Grecia e in Spagna. Il volume è arricchito dai preziosi contributi a firma, tra gli altri, di Adriano La Regina, Vezio De Lucia, Rita Paris, Paolo Berdini, Italo Zannier e Walter Tocci
Alle radici del dibattito Post-Growth. La lezione di Emilio Sereni
Si evidenzia il contributo seminale di Emilio Sereni al superamento della dicotomia economico/ecologico in una prospettiva di sviluppo fortemente ancorata al territorio e ai luoghi.
Cinquant’anni prima che si iniziasse a discutere di paradigmi post-growth come alternativa a forme di crescita insostenibili, irresponsabili e in realtà senza sviluppo, Sereni aveva proposto di guardare al paesaggio agrario, con l’evidenza delle sue stratificazioni di saperi plurisecolari, come prospettiva ottimale per riflettere sulla crisi che nel 1962 appare pervadere le forme assunte dal boom economico postbellico: quella diffusa devastazione del territorio che ha condotto, da un lato, all’ipertrofia delle rendite urbane speculative, dall’altro all’abbandono di interi comprensori interni con esiti fortemente intrecciati che, di lì a pochi anni, mostreranno il tragico volto delle alluvioni, del dissesto idrogeologico, della marginalizzazione territoriale.
La sua prospettiva ha per noi una valenza non solo analitica, ma anche interpretativa e propositiva, messa in luce già negli anni ’60 da Italo Insolera che, per la recensione della Storia del paesaggio agrario, scriveva sulle colonne di Urbanistica: “Nel processo di integrazione delle nozioni proprie di diverse discipline che caratterizza l’attuale preparazione culturale in funzione della pianificazione territoriale e della programmazione economica, il testo di Sereni ha un posto insostituibile”. Infatti, “l’autore ha raccolto una serie di appunti mirabilmente precisi su come, nelle varie epoche, l’organizzazione della proprietà e della conduzione generasse certi tipi e modi di coltura e come poi questi trasformassero la natura, o l’eredità delle precedenti generazioni agrarie, fino a quello che è oggi il paesaggio caratteristico delle varie regioni della Penisola”; “un compendio di storia rurale” che “qui ci interessa per la grande importanza che riveste per l’urbanistica”, e che si dovrebbe “intitolare “Saper vedere l’agricoltura”.
Ad accomunare i due studiosi, è il ricorso alla storia come chiave di lettura del presente: Sereni nei termini dell’analisi marxista, Insolera come arena privilegiata di ricerca interdisciplinare per individuare, nel complesso delle trasformazioni strutturali, quelle “invarianti” delle pratiche spaziali che ne rappresentano il patrimonio collettivo, e in quanto tali, il perno dell'azione pianificatoria.Aim of this proposal is to highlight the seminal contribution of Emilio Sereni to overcoming the economic/ecological dichotomy in a development perspective strongly anchored to the territory and places.
Fifty years before post-growth paradigms began to be discussed as an alternative to unsustainable, irresponsible forms of growth, Sereni proposed to look at the agricultural landscape, with the evidence of its centuries-old stratifications of knowledge, as an optimal perspective to reflect on the crisis that in 1962 appears to pervade the forms assumed by the post-war economic boom: that widespread devastation of the territory which led, on the one hand, to the hypertrophy of speculative urban rents, on the other to the abandonment of entire internal districts with strongly intertwined results which, within a few years, will show the tragic face of floods, hydrogeological instability, territorial marginalization.
Sereni perspective has for us an analytical value, and an interpretive and propositional value. Indeed, they have been highlighted already in the 60s by Italo Insolera who, in reviewing for Urbanistica his “Storia del Paesaggio Agrario Italiano”, wrote: "In the process of integration of the notions of different disciplines that characterizes the current cultural preparation as a function of territorial planning and economic programming, Sereni's text has an irreplaceable place”. In fact, "the author has collected a series of admirably precise notes on how, throughtout time, the organization of ownership and management generated certain types and methods of cultivation and how these then transformed nature, or the inheritance of the previous generations of farmers, up to what is today the characteristic landscape of the various regions of the Peninsula”; “a compendium of rural history” which “interests us here due to the great importance it has for urban planning”, and which should be “entitled ‘Learning to see agriculture’”.
What joined the two scholars is the use of history as a key to understanding the present: Sereni in terms of Marxist analysis, Insolera as a privileged arena of interdisciplinary research to identify, in the complex of structural transformations, the "invariant" ones of spatial practices that they represent its collective heritage, and as such, the core of planning action
La natura del conflitto
Un confronto e una riflessione tra l'ecolopgia politica di Erik Swyngedouw e i contributi del fisico Marcello Cin
Lo spazio ai margini. Italo Insolera: fotografia e storia come strumenti per una nuova critica del territorio
La ricerca approfondisce un versante meno indagato dell'attività di Insolera, quella di fotografo amatoriale, per una restituzione complessiva del suo impegno intellettuale, che ripercorrere criticamente, attraverso il suo obbiettivo fotografico, i processi di modificazione di lungo periodo della realtà italiana del dopoguerra. La chiave di lettura proposta offre così un approccio multidisciplinare alla disciplina urbanistica che trova il suo cardine nella storia, secondo una concezione storiografica come esercizio finalizzato alla critica sociale e alla denuncia della politica di gestione del territorio
Sezione II – Materiale / Immateriale
La sezione curata da Barbara Pizzo mette al centro una delle coppie che più frequentemente caratterizza il dibattito sulla città e l’urbano, quella che mette in relazione le dimensioni ‘materiale’ e ‘immateriale’. Offre estratti selezionati e commentati da Edoardo Esposto, Alessandra Valentinelli, Michele Nani, e dalla stessa curatrice.
Ogni sezione include otto saggi, articolati in quattro coppie di testi, ciascuna opportunamente introdotta: oltre a motivare le ragioni (sostanziali e di metodo) della specifica selezione all’interno di un quadro di riferimento teorico e di una precisa prospettiva,
per ogni coppia di testi si mostrano i punti di connessione e di rottura, di dialogo e di contrapposizione. Inoltre, ai consueti
riferimenti bibliografici si aggiunge un seppur breve itinerario testuale – ulteriori letture consigliate per approfondire o per allargare
lo sguardo, commentate dagli autori. La maggior parte delle coppie di saggi mette a confronto e in connessione un saggio del
passato, che potremmo definire come un ‘classico’, con un testo più contemporaneo, e/o appartenente ad un diverso contesto culturale.
Diversi sono gli equilibri che abbiamo cercato di mantenere: oltre alla già citata attenzione per testi del passato, si è cercato di dar
conto della ricchezza e varietà di provenienza geografica (autori del Nord e del Sud Globale), di genere, di tradizione disciplinare, ecc.
Ciascun autore/autrice ha proposto delle riflessioni che s’inscrivono nella più ampia dimensione tematica (gli assi tematici di cui sopra), articolandola e approfondendola
Roma periurbana. Risorse agricole, territori, realtà sommerse
La mostra "Roma Periurbana", Risorse Agricole, Territorio, Realtà sommerse" si è tenuta presso il "Mattatoio", il polo espositivo della Fondazione Palaexpo e di Roma Capitale presso il Mattatoio di Testaccio a Roma. La mostra è nata su iniziativa dell'Associazione RomaAgricola, una rete di realtà che operano nel campo dell'agricoltura periurbana, a cominciare dalla Cooperativa Agricoltura Nuova di Decima, protagonista dell'occupazione delle terre negli anni '70 nonché dell'organizzazione della prima conferenza agricola a Roma con il sindaco Argan: "Il progetto consiste nel valorizzare e nel recuperare l'agricoltura cittadina e perturbana, assumendone la centralità strategica, in grado di integrare aspetti molteplici: difesa del suolo e dell'ambiente, vivibilità urbana, qualità alimentare, creazione di lavoro qualificato, solidarietà e integrazione sociale, accoglienza degli immigrati, educazione ambientale, sperimentazione e innovazione. L''agricoltura infatti, rappresenta una straordinaria risorsa territoriale di cui fortunatamente dispone la nostra città, nonostante anni di feroce speculazione edilizia e fondiaria ne abbiano appannato l'evidenza. Le sue effettive potenzialità, unite a una straordinaria consistenza di aree verdi pubbliche, a nostra disposizione, fanno sì che Roma risulti, a tutti gli effetti, capitale europea dell'agricoltura e del verde"
Roma Ricerca Roma. Un manifesto per Roma. La campagna romana: una nuova mappa ambiente-città.
Bibliografia del Friuli /
Continued by Bibliografia storica friulana dal 1861 al [1895] di Giuseppe Occioni-Bonafons. Udine, 1883-99 (3 vols.).3655 titles, classified; followed by author and subject indexes.Mode of access: Internet
Tavole sul Consumo di Suolo a Roma Capitale esposte presso "Roma periurbana | Risorse agricole, territorio, realtà sommerse"
Partecipazione alla mostra "Roma Periurbana | Risorse Agricole, Territorio, Realtà Sommerse" attraverso l'elaborazione, tramite dati forniti da ISPRA (Istituto Superiore Protezione e Ricerca Ambientale) di tre poster rappresentanti:
1- Evoluzione del tessuto insediativo di Roma Capitale tra la seconda metà dell'800 e il 2021
2- Suolo consumato al 2006 e consumo di suolo tra il 2006 e il 2021 nel territorio comunale di Roma Capitale
3- Carta di copertura del suolo di Roma Capitale al 2021
La mostra, che si è tenuta dal 23 marzo al 21 maggio 2023 presso il "Mattatoio" di Roma, è stata curata da Matteo Amati, Carlo Cellamare, Vezio De Lucia, Cristiano Tancredi e Alessandra Valentinelli, promossa da "Roma Culture" e "Azienda Speciale Palaexpo" e ideata e organizzata da "Cooperativa Agricola Nuova" e Associazione "RomaAgricola"
Science and Citizen Collaboration as Good Example of Geoethics for Recovering a Natural Site in the Urban Area of Rome (Italy)
Natural sites in urban spaces can have a key role in citizen well-being, providing fundamental ecosystem services to the population and assuring a multitude of benefits. Therefore, cities should guarantee a number of green areas and their conservation in time as an essential part of urban architecture. In this framework, cooperation between scientists, decision makers and citizens is critical to ensure the enhancement of green public spaces. Social and scientific communities are called to work in a tuned way to combine scientific knowledge and methods to local socio-economic contexts, driven by the values of geoethics. The Bullicante Lake case study, discussed in this work, represents an example of application of geoethical values, such as inclusiveness, sharing, sustainability and conservation of bio- and geodiversity. This urban lake in Rome appeared following illegal excavation works in 1992 and remained closed until 2016 favouring re-naturalization processes. Over time, this site was often threatened by pending actions for building. The aim of this study was to highlight how fruitful cooperation between science and citizens is able to transform a degraded urban area into a place of knowledge, recreation, enjoyment and eco-systemic preservation. Moreover, on the basis of this experience, the authors proposed a generalised approach/strategy to be developed and applied in other contexts. The active involvement of citizens and the cooperation among scientists, artists and institutions were able to redress opportunistic behaviours well by preventing site degradation and its improper use, favouring environmental safeguarding and making possible the site’s recognition as a natural monument. The results of these actions led to the improved quality of citizen life, showing an excellent example of virtuous cooperation between science and society
