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Scenari di alleanze educative
Nel capitolo Scenari di alleanze educative” , in prima istanza, viene affrontato anche “il lato oscuro dell’alleanza”, ossia i rischi possibili e le cattive interpretazioni della presenza genitoriale nei servizi educativi e scolastici. Il contributo prosegue con riflessioni concernenti lo stato di salute dell’alleanza educativa e i cosiddetti “fenomeni di dis-alleanza” per giungere alla definizione delle coordinate pedagogiche per realizzare una autentica relazione cooperativa con le famiglie
Il contributo pedagogico delle tecniche del Teatro dell’Oppresso nella formazione degli educatori
L'articolo presenta l'impianto teorico e metodologico del Teatro dell'oppresso ideato da Augusto Boal riconducendolo alla sua possibile applicabilità nei contesti formativi, in particolare in quelli che coinvolgono le professioni educative.Tutte le attività di TdO sono caratterizzate dall’esplicita finalità di attivare processi di conoscenza e di trasformazione delle realtà oppressive coinvolgendo attivamente gli spettatori/partecipanti in un ventaglio di tecniche con un forte potenziale metabletico. Tale impianto risulta particolarmente utile per rendere la formazione un' occasione di apprendimento esperienziale e di coinvolgimento corporeo ed emozionale
Inclusion of homoaffective families in education services and schools in Italy: a pedagogical issue
Abstract
For some time now, pedagogy of the family has been dealing with so-called ‘plural
families’, but the interest for LGBT (homoaffective) parenting officially began in Italy
in 2010. Since then, the major efforts have been carried out in order to enhance
professional training to offer theoretical guidance and operational tools to support
appropriate educational actions. The article analyzes some specifics goal of
pedagogical science and some basic concepts, which should be indispensable contents
in education programmes for education workers in order to including children from
LGBT families in nurseries and schools and reduce the risk of teachers, educators,
heads teacher, pedagogists basing their own attitudes towards ‘Rainbow Families’ on
prejudice and individual beliefs, unsupported by scientific data or concrete experience
L'alleanza educativa nell'era delle chat
Una questione che recentemente si presenta sempre più prepotentemente nelle dinamiche di comunicazione tra le famiglie e i servizi educativi e scolastici, e che incide pesantemente sull'alleanza educativa, é quella dei gruppi creati in vari ambienti comunicativi online che utilizzano strumenti per la comunicazione istantanea (WhatsApp, Messenger, Facebook, Telegram o affini).Solo recentemente la riflessione pedagogica si sta occupando di queste tematiche, attraverso ricerche e interventi diretti nei contesti educativi: tirando le somme, l’unica forma d’intervento attualmente possibile pare essere la prevenzione da mettere in atto già della prime fasi di accoglienza delle famiglie
Le parole dell'educazione: Avventura
Tra le tante parole possibili, la scelta di “avventura” nasce dall’intenzione di evidenziare la sua attualità e significatività nel lavoro educativo.
Il carattere “avventuroso” delle professioni educative non sempre riesce a emergere, specialmente nello scenario attuale sempre più dominato da logiche produttivistiche, tecnocrazia. Se molte energie sono impiegate in una serie di gesti burocratici o in rigidi regolamenti è facile dimenticare la carica in- novatrice e “l’inesauribile forza di rottura” (Bertolini, 1988, p. 160) che caratterizzano il lavoro educativo: grande è il rischio di limitarsi a riprodurre acritica- mente logiche dominanti o finire per eseguire gesti di cui non si riconosce il senso ultimo.
Per correggere la rotta, verso direzioni più coerenti e coraggiose, procediamo con alcuni buoni motivi per riscoprirne la dimensione “intrinsecamente avventurosa” del lavoro pedagogico
Information and Communication Technologies in school-family communication and parental involvement in children's schooling: data from a research = Il ruolo delle TIC nella comunicazione scuola-famiglia e il coinvolgimento genitoriale nella scolarizzazione dei figli: i dati di una ricerca
Il lavoro presenta una ricerca finalizzata a conoscere il punto di vista dei genitori italiani sul potenziale ruolo delle TIC nella comunicazione scuola-famiglia. In particolare, ai 302 genitori (campione su scala nazionale) che hanno risposto al questionario, sono state poste domande sugli strumenti di comunicazione telematica predisposti dalle scuole, sulla percezione della disponibilità degli insegnati a comunicare con le famiglie, sui bisogni dei genitori per migliorare la loro relazione con gli insegnanti. I risultati mostrano che la maggior parte dei genitori ritiene gli insegnanti molto disponibili. Si ha la conferma che la relazione scuola-famiglia possa essere sostenuta da una comunicazione efficace che, però, deve essere prevalentemente «faccia a faccia». Le TIC sono ritenute utili soprattutto per ottenere informazioni, ma non possono sostituire la relazione di persona.The work presents a research aimed at knowing the point of view of Italian parents on the potential role of ICT in communication school family. In particular, the 302 parents (sample at national level) answered a survey with questions on: ICT provided by schools; perception of the willingness of teachers to communicate with families; needs of parents to improve their relationship with teachers. The results show that most parents consider teachers very willing to communicate. It is confirmed that a positive school relationship is based on effective communication; however, the majority expresses the opinion that it cannot replace face-to-face interactions, even if parents consider ICT to be useful for obtaining information
Riflessioni sul ruolo delle madri nella determinazione e nel superamento del divario di genere nel lavoro di cura familiare : l’evoluzione si attiva dal basso = Reflections on the role of mothers in determining and bridging the gender gap in family care work : evolution is triggered from below
Il sovraccarico femminile nel lavoro di cura familiare, specialmente l’iper-presenza materna, è un fenomeno ben noto nel nostro paese che ha un evidente impatto negativo sugli equilibri familiari, sull’esercizio dei ruoli genitoriali, sulla qualità delle relazioni tra generi e tra generazioni. L’articolo propone una riflessione, svolta nella cornice degli studi in pedagogia delle famiglie, che si interroga sia sui meccanismi sociali e culturali che ostacolano la possibilità di una condivisione equa del lavoro di cura tra tutte le figure genitoriali, sia sulla possibilità per il mondo femminile di innescare una evoluzione “dal basso”.Female overload in family care work, especially maternal hyper-presence, is a well-known phenomenon in our country that shows no sign of diminishing and with a clear negative impact on family balances, on the exercise of parental roles, and on the quality of relations between genders and between generations. The article proposes a reflection, carried out within the framework of studies in family pedagogy, which questions both the social and cultural mechanisms that hinder the possibility of an equal sharing of care work between all parental figures, and the possibility for the female world to trigger an evolution 'from below'
Nuovi paradigmi
La Collana propone lavori scientifici relativi ai vari segmenti della pedagogia generale – filosofia dell’educazione, pedagogia generale, pedagogia sociale, pedagogia interculturale, pedagogia delle famiglie... – secondo l’approc- cio critico-investigativo elaborato dalle Pedagogie critiche e, in particolare, dalla scuola (bolognese e non solo) del problematicismo razionalista: indagando i contesti socioculturali ed educativi e rilevandone gli elementi di criticità e le potenziali risorse; problematizzando i paradigmi conoscitivi e interpretativi dominanti, in direzione di una possibile riforma del pensiero; affrontando le sfide educative provenienti dal cambiamento di saperi, modelli, stili di vita e stili educativi collegati a fenomeni quali la globalizzazione e la multiculturalità, la pluralità di tipologie delle famiglie, dei servizi educativi, delle condizioni in cui si dipanano le diverse infanzie; delineando proposte formative per l’esercizio di una professionalità educativa e pedagogica all’insegna della riflessività, dell’impegno etico-deontologico, di una competenza promozionale di empowerment dei singoli e dei gruppi.
Complessità, esercizio critico, istanza etica, analisi delle problematicità educative e progettualità sono alcune delle parole-chiave che saranno ricorrenti e connoteranno i diversi lavori.
Per il focalizzarsi della Collana su tematiche emergenti e sfide educative, saranno privilegiate pubblicazioni di carattere innovativo, piuttosto che opere di carattere divulgativo.
I volumi della collana sono sottoposti a referaggio doppio cieco
Ridurre il potenziale distruttivo dei conflitti : alcune coordinate per farlo nei contesti educativi
L’articolo propone una riflessione sulle prospettive di alfabetizzazione ai conflitti in tutti i livelli scolastici e nei servizi educativi, come antidoto al dilagare delle tenden- ze distruttive e violente che carat- terizzano il contesto attuale. Dopo aver definito le principali caratteristiche dei fenomeni conflittuali, il contributo presenta alcune coordinate progettuali, finalità e spunti metodologici coerenti con un approccio pedagogico che non vuole eliminare o condannare le divergenze e i contrasti ma che, invece, si pone l’obiettivo di promuovere una cultura dei conflitti nei contesti educativi utile a offrire alle nuove generazioni le competenze necessarie a comprenderli e gestirli in modo non violento
L’accoglienza delle famiglie omoaffettive nei servizi educativi e scolastici in Italia: una questione pedagogica.
La pedagogia delle famiglie si occupa da tempo delle cosiddette “famiglie plurali”, ma l’interesse per quelle omogenitoriali (omoparentali o omoaffettive) ea richiesta di formazione e informazione su questo tema è stata crescente da parte di molte agenzie educative e soggetti pubblici e privati. da una lato c’è la necessità di colmare un “gap di conoscenza” per prepararsi concettualmente e concretamente all’accoglienza di bambini provenienti da queste tipologie familiari; dall’altro lato è un evento dal forte potenziale euristico perché induce inevitabilmente a sciogliere i nodi epistemologici, ossia a svelare gli “occhiali” con cui si osservano e si valutano le realtà famigliari. Accogliere figli di nuclei omoparentali nei nidi d’infanzia e nelle scuole costringe a verificare la reale capacità d’integrazione e a far emergere se e come gli educatori pongano, consapevolmente o meno, un limite all’accettazione delle diversità e/o esprimano tendenze omofobiche. E’ una situazione dal forte valore rivelatore, che non lascia spazio ad atteggiamenti “di facciata” e a discorsi retorici sull’integrazione
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